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domenica 3 gennaio 2010

Blob: quello che i tg non dicono sull'Abruzzo

Ecco cosa vuol dire servizio pubblico: grazie a Blob per averci mostrato quello che i TG nascondono tutti i santi giorni.


(CLICCA QUI SE NON VEDI IL VIDEO!)
Blob Rai 3 ( Caos Calmo - L'Aquila) - 01-gen-2010 20.00






giovedì 10 dicembre 2009

Il Consiglio Comunale fra le macerie. Festa per il Tg5. Protesta per le istituzioni


Nell'edizione delle 13 del 9 dicembre, il Tg5 parla dell'Aquila e del dopo terremoto.
Ecco come viene presentato da Simona Bianchetti il servizio di Guido Del Turco dal centro storico del capoluogo abruzzese: "Andiamo all'Aquila, che festeggia oggi un giorno importante perché riaprono, infatti, molti negozi del centro storico e simbolicamente, per festeggiare proprio questa giornata, oggi il consiglio comunale si è tenuto all'aperto".
Ci sono due verità nell'annuncio: il Consiglio Comunale all'aperto e la riapertura di alcuni negozi del centro storico.
Il rapporto fra i due eventi, invece, è ricostruito in maniera del tutto arbitraria e non rispondente al vero.




martedì 8 dicembre 2009

A Viareggio è esploso un treno

...Mia nonna è morta dopo che le ho spiegato che all’Aquila lei non ci sarebbe più tornata e dopo che le ho fatto vedere le foto del suo balcone posato ancora sopra quel che resta della mia auto... 
(da una email)



Se ne parla sempre meno, e sempre più persone restano convinte che l’emergenza aquilana sia finita. Per molti, per troppi, il terremoto è l’Aquila, con le sue case immerse nel verde, i parchi gioco, i campetti di calcio, le tende degli appartamenti tutte uguali che fanno eleganza. A chi è convinto che tutto sia a posto, puoi anche mostrare le foto di quelle brutture architettoniche, che in mezzo al nulla di una campagna incolta, sembrano sguazzare nel fango. Ti dirà al massimo: “Almeno hanno tutti una casa.” Potrai provare a spiegare che in troppi vivono in un albergo, che troppi sono stati deportati a centinaia di chilometri dalla loro vita, o dentro una caserma, o nei container approntati in ritardo e dei quali non si è mai parlato; non servirà a nulla lo sforzo contro il convincimento ottenuto con la propaganda.




lunedì 16 novembre 2009

Disneyland e le tende

Dal blog di Anna Pacifica Colasacco, una donna che ha perso tutto nel terremoto del 6 aprile e che fa una grande attività di informazione direttamente dal territorio aquilano.


Bertolaso se ne va. In pensione. Annuncia di voler ritrovare se stesso, dopo il dispendio di energie speso nel terremoto aquilano che lo ha lasciato stanco e logorato. Esclude di entrare in politica: andrà a fare il medico in Africa. Con lui andrà via dalla nostra terra, il 31 dicembre, tutto l'apparato della protezione civile. Hanno piazzato il piano c.a.s.e., ciò che gli premeva. Hanno sperperato denaro pubblico, distrutto un territorio ed i suoi abitanti ed ora, acclamati, si ritirano. La patata bollente delle assegnazioni delle casine non pronte e non sufficienti la lasciano alle amministrazioni locali. E il guaio di una comunità frantumata e disgregata ai singoli. Son stati bravi, loro signori, ad inculcare negli individui il sentimento di riconoscenza e sottomissione. Colui che fa beneficienza non viene osteggiato. Si china il capo e si ringrazia. E tale atteggiamento è stato talmente diffuso e legittimato che persino gli ingegneri ed i progettisti,e i muratori, fino all'ultimo manovale, che lavorano alle c.a.s.e. o ai m.a.p, sostengono di essere i nostri benefattori e di sottoporsi per noi a turni massacranti. Dimenticano di dire, però, che vengono pagati profumatamente. Da tutti gli Italiani, Aquilani compresi.




giovedì 22 ottobre 2009

Abruzzo, le case nuove sono una bufala: la beffa del governo

Da E a A. Un cambio di vocale che, per centinaia di cittadini abruzzesi, può significare la differenza tra l’inverno sotto un tetto riscaldato o l’inverno al gelo delle tende, o peggio, nelle case a rischio. La linea sottile che divide il danno dalla beffa.

La consegna delle abitazioni, in Abruzzo, quelle che gli aquilani chiamano – potenza della televisione – «le case di Berlusconi», procedono tra lentezze e polemiche. E, soprattutto, imprevedibili ripensamenti. Al centro delle discussioni c’è l’attribuzione del livello di danneggiamento delle abitazioni: dopo il terremoto del 6 aprile, infatti, sono stati eseguiti tutti i rilievi del caso e ad ogni casa è stato dato un codice, tra A (agibile) e E (condizioni disastrose). Codice decisivo per la priorità nell’assegnazione delle nuove case.
Solo che, dopo qualche mese, secondo la denuncia di alcuni cittadini abruzzesi riportata dal quotidiano Repubblica, i codici hanno iniziato a cambiare senza che, nel frattempo, siano state effettuate nuove verifiche di agibilità.




martedì 20 ottobre 2009

Cifre sull'Abruzzo, al di là della propaganda di regime

Desidero farvi leggere ancora una volta il post di Anna Pacifica Colasacco, una blogger aquilana che non si arrende.




domenica 18 ottobre 2009

L'Aquila. Quattro gradi sottozero. Terremotati in tenda grazie a Berlusconi

Riporto integralmente:
Niente telecamere, niente servizi su ordinazione, niente Porta a Porta in edizione speciale che spazza via tutte le altre trasmissioni per far posto a Berlusconi che racconta quanto è bravo, unico al mondo, a dare casa ai terremotati abruzzesi  in tempi così rapidi. Una bugia grande come una casa, è proprio il caso di dire. All' Aquila, infatti, sotto le tende ci sono quasi settemila persone.
La notte la temperatura scende sotto zero, ieri meno quattro gradi. Nei paesi si va anche oltre. Le stufette elettriche fanno quello che possono. Poco, ben poco.  Ci sono ancora una sessantina di tendopoli. Non fanno più notizia. Rivediamo, allora, l'abbondanza di informazioni sui telegiornali pubblici e o privati,  sui  quotidiani berlusconiani e su quelli “ indipendenti” in occasione della consegna delle case.




La mafia si è infiltrata nei lavori di ricostruzione dell'Abruzzo


Fa rabbrividire quanto emerge dal rapporto consegnato recentemente dagli uomini della Dia al Procuratore capo dell’Aquila Alfredo Rossini: la mafia è riuscita ad infiltrasi anche nei lavori di ricostruzione dell’Abruzzo.

Infatti, quando ieri una delegazione della Commissione parlamentare antimafia presieduta da Giuseppe Pisanu si è presentata in città non ha potuto fare altro che confermare “alcune irregolarità” nei cantieri abruzzesi, sottolineando la necessità di effettuare “verifiche costanti su chi ha ottenuto i lavori”. Il riferimento è alle ditte appaltatrici del progetto C.a.s.e. (che sta per Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili) alle quali è stato revocato il certificato antimafia. Sotto i riflettori è finita l’Igc, Impresa Generale Costruzioni di Gela, riconducibile alla famiglia dei Rinzivillo, vicini al capomafia di Cosa Nostra Piddu Madonia.