Pubblicato l’ultimo “outlook” dell’organizzazione economica parigina. Per l’Italia, previsioni a tinte fosche. Ripresa incerta, più disoccupazione e conti pubblici fuori controllo. Le stesse cose che, “dati alla mano”, abbiamo (prima) sostenuto noi.
La disoccupazione italiana salirà all’8,5% nel 2010 e all’8,7% nel 2011. Quest’anno, la quota dei senza lavoro passerà dal 6,8% al 7,6%. Il nostro Pil calerà del 4,8% quest’anno per poi tornare a crescere solo intorno all’1% per il prossimo biennio confermando, in sostanza, quella previsione che vuole che solo verso il 2015 torneremo agli stessi livelli di crescita che avevamo nel 2007. Questo è quanto prevede l’Ocse nel suo Economic outlook di novembre.
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lunedì 23 novembre 2009
mercoledì 18 novembre 2009
Tremonti e le pagelle del Financial Times
Un articolo del Financial Times pubblicato ieri piazza Giulio Tremonti al quinto posto tra 19 ministri dell’Economia europei, giudicati in base alle capacità dimostrate nell’affrontare la crisi. Le pagelle, stilate da una giuria composta da 7 economisti, valutano le capacità politiche, le performance delle economie dei vari Paesi, tenendo conto della rapidità ed efficacia delle azioni intraprese e del potenziale sulla scena internazionale, oltre che di un test di “credibilità”.
lunedì 16 novembre 2009
Il Capezzone quotidiano
Riportiamo la dichiarazione di ieri di Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della libertò: «È ormai chiaro che la campagna in corso da lungo tempo contro il Premier legittimamente scelto dagli italiani si sta trasformando in un’autentica caccia all’uomo mediatica, politica e giudiziaria. Pezzi di ceto politico, settori ideologizzati della magistratura, gruppi editoriali italiani e stranieri, tentano un’operazione tecnicamente antidemocratica: quella di sovvertire gli esiti elettorali del 2008 (confermati in tutto il 2009) e di usare i processi come tempi supplementari delle elezioni. Costoro, però, non hanno calcolato un aspetto, il più importante: Silvio Berlusconi non è solo, ma ha con sé il consenso di una larga maggioranza degli italiani. Ed è bene che i cittadini si preparino a difendere il loro voto e la volontà che hanno democraticamente espresso contro ogni manovra di palazzo».
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domenica 15 novembre 2009
Berlusconi e quella fiducia che non c’è
Se davvero fosse vero che il governo vuole porre la questione di fiducia sul processo breve, ci sarebbe davvero da divertirsi. Dopo un anno e mezzo dall’inizio della legislatura, la maggioranza più forte che sia mai uscita dalle urne in Italia appare davvero, come si diceva per Prodi, “divisa su tutto”. La strategia di Fini ormai è chiara: da una parte, il presidente della Camera fa sì sì con la testa a Berlusconi, poi continua ad aprire fronti di sottecchi. Dice no alla candidatura di Cosentino in Campania; fa riscrivere dieci volte al povero Ghedini la legge sul processo breve, sfruttando l’auctoritas di Giulia Bongiorno; in parlamento, fa promuovere una legge per inasprire le pene per i politici collusi con la camorra; in Sicilia, i suoi soffiano sul fuoco dell’irredentismo di Micciché. Con queste premesse è davvero difficile non pensare che la nuova legge sarà sottoposta a qualche agguato parlamentare, e che non basteranno due giri di campo tra Camera e Senato per farla approvare.
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sabato 14 novembre 2009
Italia dall'estero: Tremonti, "Un maestro del doppio gioco"
Se da un lato Giulio Tremonti, ministro italiano delle Finanze, va a caccia di evasori del fisco e se la prende con le banche svizzere – come commercialista sa invece sfruttare i vantaggi dei paradisi fiscali.
Giulio Tremonti, ministro delle Finanze e dell’Economia, cerca da alcuni mesi di convincere i cittadini italiani a riportare in Italia i soldi nascosti all’estero. In particolare, il 62enne sospetta che molti dei fondi dei propri connazionali si trovino sulla piazza finanziaria del Canton Ticino. I suoi sforzi per ammassare fondi nelle casse statali contrasta con il passato di commercialista e consulente finanziario di Tremonti. L’ambizioso professore di diritto aveva fondato a Milano negli anni ‘80 uno studio di consulenza fiscale.
Giulio Tremonti, ministro delle Finanze e dell’Economia, cerca da alcuni mesi di convincere i cittadini italiani a riportare in Italia i soldi nascosti all’estero. In particolare, il 62enne sospetta che molti dei fondi dei propri connazionali si trovino sulla piazza finanziaria del Canton Ticino. I suoi sforzi per ammassare fondi nelle casse statali contrasta con il passato di commercialista e consulente finanziario di Tremonti. L’ambizioso professore di diritto aveva fondato a Milano negli anni ‘80 uno studio di consulenza fiscale.
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martedì 10 novembre 2009
Sogni di gloria e reni spezzate
Ora che abbiamo definitivamente sdoganato le previsioni economiche delle istituzioni internazionali, anche se restiamo un paese densamente popolato da analfabeti in materia, possiamo dedicarci alla segnalazione di materiale interessante sull’argomento. Lo sappiamo, è tutto molto stucchevole, ma se avessimo una stampa mainstream capace di leggere, scrivere e far di conto potremmo risparmiarci questi post e pensare al calcio. Ma gli striscioni ci tornano comunque utili.
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lunedì 9 novembre 2009
Crisi: tutto quello che il regime ci sta nascondendo
Gli spot di Berlusconi per nascondere un ritardo disastroso.In queste ore si discute dei dati Ocse secondo i quali l’Italia è il Paese che mostra l’incremento maggiore su base tendenziale, con un più 10,8 per cento, mentre l’incremento su base congiunturale è dell’1,3. Sempre su base mensile, il Paese che mostra un incremento maggiore, però, è la Germania in crescita del 2 per cento e del 5,7 rispetto al 2008.
Berlusconi ha subito commentato: “Il peggio della crisi è alle spalle. La crisi ha segnato più di altri la Gran Bretagna, essendo la sua economia basata sulla finanza” ed ha portato l’Italia “al terzo posto in Europa” come contribuenti e “siamo sesti nelle Nazioni Unite. Insomma, non possiamo lamentarci” perchè “non va malissimo”.
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martedì 3 novembre 2009
Corrado Guzzanti, spettacolo a rischio a Pavia per motivi politici
Assistere all’imitazione di Tremonti nella città di Tremonti deve essere sembrato troppo. E così una parte della giunta è insorta, mentre un’altra componente ha difeso la scelta. Si discuteva dello spettacolo di Corrado Guzzanti che dovrebbe arrivare a Pavia il 5 febbraio. Tre assessori (si dice Assanelli, Faldini e Niutta) si sarebbero opposti. Lo show sarebbe stato difeso da Centinaio e Bobbio Pallavicini. Si tornerà a parlarne questa mattina. Lo spettacolo del comico romano rientra in una mini rassegna di 4 appuntamenti che verrà aperta, il prossimo 27 novembre, dall’esibizione di Francesco Guccini.
domenica 1 novembre 2009
Benvenuti in Italia...
Invitiamo gli ottimisti innati ad astenersi dal leggere il presente articolo: il breve riassunto di ciò che è capitato in Italia negli ultimi tempi potrebbe intaccare le loro allegre convinzioni.
Il Belpaese presenta un debito pubblico di 1757,534 miliardi di euro, numero che non solo non vuole calare, ma neanche arrestarsi. Tutti però continuano a dirci di non preoccuparci, però nel frattempo la Camera dei Deputati è costretta a chiudere temporaneamente i battenti perché manca la copertura finanziaria dei progetti licenziati dalle apposite commissioni: chi deve fare le leggi non può adempiere al suo dovere perché non ci sono i soldi, cosa mai avvenuta prima e confermata non dai comunisti, ma dallo stesso ministero dell’Economia che, cercando di bloccare l’ala spendacciona dell’attuale governo, ha bocciato l’ipotesi del taglio dell’Irap proprio per la mancanza di fondi che possano andare a coprire le mancate entrate della tassa.
Il Belpaese presenta un debito pubblico di 1757,534 miliardi di euro, numero che non solo non vuole calare, ma neanche arrestarsi. Tutti però continuano a dirci di non preoccuparci, però nel frattempo la Camera dei Deputati è costretta a chiudere temporaneamente i battenti perché manca la copertura finanziaria dei progetti licenziati dalle apposite commissioni: chi deve fare le leggi non può adempiere al suo dovere perché non ci sono i soldi, cosa mai avvenuta prima e confermata non dai comunisti, ma dallo stesso ministero dell’Economia che, cercando di bloccare l’ala spendacciona dell’attuale governo, ha bocciato l’ipotesi del taglio dell’Irap proprio per la mancanza di fondi che possano andare a coprire le mancate entrate della tassa.
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venerdì 30 ottobre 2009
Un bancario ticinese: "Se parlassimo, il governo italiano cadrebbe in 24 ore"
Per gli italiani il Canton Ticino è una classica piazza Off-Shore. Tra i 15.000 impiegati nella piazza finanziaria c'è un certo timore: Giulio Tremonti vuole prosciugare le banche luganesi.Le autorità italiane stimano in 600 miliardi circa i fondi non dichiarati al fisco depositati in Svizzera. Rico von Wyss, docente dell'Università di San Gallo, riferisce a 20min.ch dei dati della Banca Nazionale Svizzera. Dei 4012 miliardi di franchi amministrati in Svizzera, sono 300 quelli in Ticino. E di questi 300 miliardi 200 sarebbero appartenenti a clienti italiani.
Il Ticino, con Lugano, è considerata la terza piazza finanziaria elvetica. Nel settore bancario a fare la parte del leone è Zurigo che, con il 43% degli occupati sul totale, si piazza decisamente al primo posto in Svizzera. Ginevra segue con il 19% e, infine, Lugano, che con il suo 5% è considerata una partner Junior. Per la clientela italiana la piazza bancaria ticinese presenta molti vantaggi. Nelle sfere di influenza, il Ticino è ormai considerato appartenente alla zona metropolitana di Milano. "La vicinanza geografica viene apprezzata dai clienti italiani - spiega il professore - e non esistono barriere linguistiche con i consulenti bancari".
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sabato 24 ottobre 2009
Palle (di neve)
Dopo le leggi, ecco la nevicata ad personam.
Il consiglio dei ministri è saltato e con esso anche il faccia a faccia con Giulio Tremonti, il ministro che, per dirla con Bossi, «stanno cercando di fare fuori» e che negli ultimi tempi è stato più volte segnalato in rotta con il capo del governo. Una gatta da pelare in più, insomma, per Silvio Berlusconi. La «tempesta di neve» che lo ha trattenuto più del previsto a San Pietroburgo, dove era in visita all'amico Vladimir Putin nella dacia che il premier russo possiede sul lago Valdai, potrebbe dunque essere stata provvidenziale, almeno per lasciare calmare un po' le acque.
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giovedì 22 ottobre 2009
I dati sulla crisi, al di là della propaganda di regime
Le chiacchiere del Palazzo smentite da una situazione drammatica.Sono oltre tre milioni e mezzo i lavoratori ‘precari’ in Italia e tra loro la maggioranza (il 58,7 per cento) è composta da donne. Le regioni del Sud come al solito sono quelle che subiscono di più il fenomeno concentrato prevalentemente nei servizi pubblici, negli alberghi, nei ristoranti e nell’agricoltura.
Lo ha "scoperto" un’indagine dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre. La ricerca ha evidenziato che chi non ha nessun titolo di studio patisce di più la situazione.
I contratti a tempo determinato o di collaborazione raggiungono il 15 per cento dell’intero mercato del lavoro. Le figure professionali più numerose sono i lavoratori a termine, i dipendenti part time, i collaboratori che presentano contemporaneamente tre diverse attività e i liberi professionisti e lavoratori in proprio - le cosiddette Partite Iva - che presentano anche loro almeno tre differenti contrattualizzazioni.
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Perché Tremonti scopre il posto fisso
Giulio Tremonti scopre il fascino del posto fisso: “Non credo che la mobilità di per sé sia un valore, penso che in strutture sociali come la nostra il posto fisso è la base su cui organizzare il tuo progetto di vita e la famiglia”, e ancora “la variabilità del posto di lavoro, l’incertezza, la mutabilità per alcuni sono un valore in sé, per me onestamente no”. Certo, parlava alla Banca popolare di Milano, dove i posti si tramandano di padre in figlio e - va ricordato - nella sua attuale incarnazione il ministro che fu teorico della finanza creativa è diventato da tempo un nostalgico del passato, il primo difensore di un modello economico armonico (e un po' bucolico) che non è mai davvero esistito.
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