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giovedì 14 gennaio 2010

Portarsi avanti: a cosa serve il decreto Romani


E’ straordinario come, con un solo decreto, quello firmato Paolo Romani, il governo Berlusconi voglia ottenere tre risultati, uno meno encomiabile dell’altro.
Il primo, vabbeh, è danneggiare Sky, in pratica l’unico attuale concorrente di Mediaset. E’ da più di un anno che la strategia va avanti: prima hanno speso una valanga di soldi pubblici per il digitale terrestre, poi hanno alzato le tasse sugli abbonamenti Sky, poi hanno portato via i canali satellitari Rai dalla piattaforma Sky, adesso gli riducono gli spot per legge ( presto ci sarà da divertirsi con il nuovo contratto di servizio). In un paese in cui il premier non fosse anche il proprietario di Mediaset, potremmo anche dire chissenefrega. In Italia fa schifo, perché è un’alterazione del mercato per favorire un concorrente (che è anche il capo del governo) contro un altro.
Il secondo è una cosa che potremmo chiamare conflitto d’interessi preventivo, ovvero portarsi avanti per schiacciare la concorrenza futura.




lunedì 21 dicembre 2009

Si scrive “inciucio”, si legge “cedimento”


Guai a parlare di inciucio: si dice “compromesso“. No a “leggine in favore di Berlusconi”, ma “se per evitare il suo processo devono liberare centinaia di imputati di gravi reati, è quasi meglio che facciano una leggina ad personam per limitare il danno all’ordinamento e alla sicurezza dei cittadini”. Il tutto proprio “come ha detto Bersani”, nonostante il segretario del PD vada ripetendo da settimane il suo no a qualsiasi legge ad personam. Nessun problema: per Massimo D’Alema “l’unica discriminante è tra essere uomini politici e non esserlo“.
Ora, si potrebbe contestare la decisione di collaborare con un governo dalla tentazione autoritaria, come il Berlusconi IV, per riforme su materie fondamentali per il mantenimento degli equilibri di potere quali la giustizia, la Costituzione, la legge elettorale. O ancora, si potrebbero criticare le reazioni indignate degli ex segretari Veltroni e Franceschini. Che oggi sostengono che l’unico inciucio buono sia un inciucio morto, cercando di vestire i panni degli antiberlusconiani “senza se e senza ma” di lunga data; con risultati (il loro passato ne è testimonianza) risibili.




venerdì 18 dicembre 2009

Il Lodo D'Alema

L’ultimo pasticcio ad personam, ieri in Parlamento, era annunciato dalle parole di Massimo D’Alema al Corriere della Sera: “Se per evitare il processo di Berlusconi devono liberare centinaia di imputati di gravi reati è quasi meglio che facciano una leggina ad personam per limitare il danno all’ordinamento e alla sicurezza del cittadini”.

Montecitorio express. Detto fatto. Nel giorno in cui il “legittimo impedimento”, viene calendarizzato alla Camera (si voterà il 25 gennaio) e passa con il voto favorevole di Udc e Pdl, il Pd torna di nuovo in fibrillazione. Uno dei suoi leader più importanti apre clamorosamente la porta alla possibilità di un accordo; il capogruppo alla Camera Dario Franceschini invece dà disposizione di votare contro. Walter Veltroni si trincera dietro un sorridente “no comment”, diversi dirigenti allargano le braccia e sospirano: “E’ il male minore”. Ponte tibetano. Ma per capire cosa stia accadendo bisogna partire dall’uomo del giorno.





mercoledì 2 dicembre 2009

Caro Papi Natale - Le 101 domande al Reticente del Consiglio

A ridosso del No-Berlusconi-Day, arriva "Caro Papi Natale", una raccolta di 101 domande del popolo della Rete a Silvio Berlusconi (in fondo a questa presentazione troverete il link per scaricarlo).
Si tratta di un libro scritto a 5000 mani. Il blog Rassegna Stanca e il suo autore (un giornalista che si firma La Rana) ha raccolto nelle ultime settimane le domande che alcune migliaia di persone hanno posto al Presidente del Consiglio per avere chiarimenti su aspetti, ancora oscuri, della sua vita di imprenditore, di politico, di premier. Donne e uomini qualunque che pensano che il premier - oltre a raccontare cosa sia successo con veline e ciarpame - debba soprattutto chiarire all’Italia come mai, fin dagli inizi della sua carriera, ci siano stati ripetuti punti di contatto con mafia, P2, corruzione, tangenti.




mercoledì 25 novembre 2009

Processo breve: l’arroganza di Gasparri

Il politico del Pdl a difesa del diciannovesimo ‘aiutino’ a Berlusconi.

Comincia oggi l’iter legislativo dell’ennesimo provvedimento scritto per ‘aiutare’ il presidente del Consiglio. Il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, ha commentato in questo modo le affermazioni fatte sull’argomento dall’Associazione nazionale magistrati: “L’Anm farebbe bene a ripassare le tabelline. I numeri sparati sui processi che cadrebbero in prescrizione con il ddl sulla ragionevole durata dei processi sono completamente destituiti di ogni fondamento. Vorremmo sapere da che cosa li hanno dedotti, da dove li hanno estratti. Riflettano bene su quello che hanno detto e poi ripassino la matematica. Eviteranno di sparare altre fesserie”.
Che un senatore si esprima in questo modo nei confronti di chiunque è criticabile, che poi lo faccia negando dati diffusi da specialisti e col fine di sostenere un progetto di legge palesemente anticostituzionale è avvilente.




lunedì 23 novembre 2009

Toghe rosse e cervelli in fuga


Prosegue lo scontro sulla giustizia. Ad infiammare l’ambiente sono state le parole odierne del procuratore aggiunto di Milano Spataro, intervistato dall’Annunziata nel programma In mezz’ora. La toga milanese, dunque rossa, ha bocciato senza appello il ddl Gasparri-Quagliariello-Bricolo sul processo breve: «Il ministro [Alfano, nda] viene in Parlamento dicendo che solo l’1% dei processi sarà soggetto a questo abbattimento. Allora dov’è il problema? Vuole dire che il 99% dei processi funziona egregiamente. Vuol dire che il 99% dei cittadini non si lamenta? Nell’1% forse c’è qualcuno che ha interesse a bloccare il processo».




sabato 14 novembre 2009

La Guerra inCivile


Fanno le leggi di notte, dal tramonto all’alba. Le fanno come i ladri. Le fanno per i ladri. Le fanno in poche ore, con la fretta di un’azienda che deve chiudere un’offerta commerciale, con l’urgenza di chi deve correre contro il tempo, con l’assillo di un bando di concorso che scade, o forse con l’ansia di una banda di malavitosi che potrebbe essere sgominata da un momento all’altro.




venerdì 13 novembre 2009

Visti dall'estero: «Nuovo scudo protettivo per Berlusconi»

Roma. Si tratta, per così dire, di un’emergenza legislativa: dopo che la Corte Costituzionale a inizio ottobre ha definito incostituzionale la legge sull’immunità emanata proprio per Silvio Berlusconi e l’ha annullata, i processi bloccati a carico del Presidente del Consiglio stanno per essere ripresi.



Il legale di Berlusconi, il deputato Nicolò Ghedini, dopo la decisione della Corte Costituzionale ha lavorato giorno e notte al progetto di un nuovo scudo giuridico protettivo per il suo assistito.

L’ingegnoso avvocato ha presentato diversi progetti contemporaneamente: una prima possibilità consisteva in un nuovo principio legislativo che avrebbe consentito al capo del governo di ignorare le citazioni in giudizio dei giudici per “legittimi impedimenti”. Ma questa proposta è sembrata subito, in maniera troppo palese, un’altra legge ad personam, dopo quella sull’immunità.




Baldassarre e Taormina sono diventati livorosi comunisti?


  • Baldassarre, giudice costituzionale notoriamente vicino alla destra, presidente della Rai in quota Berlusconi nonché – pochi mesi fa – candidato sindaco a Terni per il Pdl, definisce il ddl sul processo breve «incostituzionale e imbarazzante». E spiega, dicendosi «desolato innanzitutto come cittadino», che il provvedimento viola il principio di uguaglianza soprattutto perchè si applica a «reati gravissimi, come quelli di corruzione e concussione» mentre tra quelli esclusi ce ne sono alcuni "lievi".
  • Per l’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia Taormina, il ddl che fissa in due anni dal rinvio a giudizio il termine della prescrizione è «vergognoso, criminale, criminogeno e ridicolo». A giudizio di  Taormina, con la proposta del ,  lo «Stato di diritto è ormai saltato» e il provvedimento è frutto di «imbecillità  giuridica senza precedenti». «È auspicabile – prosegue l’avvocato – una ribellione dei cittadini onesti». Il ddl, sempre secondo Taormina «è vergognoso perché per vietare il giudizio su di un imputato se ne vietano centomila, con danno morale e patrimoniale delle vittime dei reati. È criminale perché implica l’utilizzazione dello strumento legislativo per fini personali ed integra un attentato alla Costituzione sotto il profilo della vanificazione della giurisdizione che rappresenta elemento portante della vigenza di un ordinamento giuridico che, per esistere, ha bisogno della attuazione, appunto, giurisdizionale».




Assuefazione da conflitto


Ricapitoliamo: siamo a 18 leggi (o tentativi di legge) in 15 anni per salvare il Cavaliere dai suoi presunti reati penali, dai suoi presunti debiti fiscali e societari, dai suoi presunti imbrogli, dai suoi presunti affari diurni e notturni. Ammiriamo la pura abnegazione dei suoi eserciti parlamentari e la perpetua insonnia dei suoi legali ingaggiati ormai a dozzine e sottoposti a tour de force legislativi per scovare viti, chiodi, mastice, bulloni e riuscire a tenere in piedi tutto quello che va in pezzi, scivola, si sfalda, traballa, non si incastra, per tenere il Capo fuori dai guai, protetto, addirittura nascosto sotto a coltri di nuove leggi e sofismi, incapsulato nel plexiglass, visibile alle masse, invisibile alla giustizia.




Italia dall'estero: “Un nuovo trucco per risolvere i problemi di Berlusconi con la giustizia”

Un disegno di legge per ridurre drasticamente la durata dei processi
La coalizione di governo italiana vuole introdurre una legge per ridurre la durata dei processi. Una legge che fa comodo a Berlusconi, dopo che la Corte Costituzionale ha annullato la sua immunità.
Dopo un incontro con il Presidente del Consiglio Berlusconi, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha annunciato martedì che la coalizione di governo intende sottoporre quanto prima al Parlamento un disegno di legge per limitare la durata dei processi a sei anni. Il capo del partito di opposizione L’Italia dei Valori, l’ex sostituto procuratore Antonio di Pietro, ha bollato il disegno come un tentativo anticostituzionale di risolvere i problemi del capo del Governo con la giustizia. Anna Finocchiaro, portavoce per le questioni giuridiche dei Democratici, il più grande raggruppamento dell’opposizione, si è limitata ad affermare che prima vorrebbe leggere la proposta di legge.




giovedì 12 novembre 2009

L’immunità parlamentare oggi è una truffa ai cittadini

Quella che vorrebbe introdurre il centrodestra, nella nuova era delle nomine e dei parlamentari calati dall’alto, darebbe oggi ai politici il potere di sottrarre alla giustizia una qualsiasi persona amica colpevole di un grave reato. Sedici anni fa non sarebbe stato possibile.





mercoledì 11 novembre 2009

Il nuovo Lodo Alfano, mascherato per benino


Non so se vi è chiaro quello che hanno concordato ieri Fini e Berlusconi: in caso di processo in primo grado, per reati con pene inferiore a dieci anni, scatta la prescrizione (o estinzione) se il processo non si chiude entro due anni per ogni grado di giudizio. La prescrizione (o estinzione) arriva ancora prima se l’imputato è incensurato e il reato contestato è avvenuto prima del 2 maggio 2006.
Ovviamente è per puro caso che sia il processo Mills sia il processo per i diritti di Mediaset sono in primo grado, con un imputato incensurato, con un reato che prevede una pena inferiore ai dieci anni e si riferiscono entrambi a fatti avvenuti prima del 2 maggio 2006.




lunedì 9 novembre 2009

Minzolini al Tg1: “Viva l’immunità parlamentare”

In diretta alle 20 l’ennesimo editoriale del direttore. Il quale stavolta ci spiega che l’immunità parlamentare è necessaria, e deve essere reintrodotta. Chissà a chi si riferisce!

Tg1, 20 e 00: va di nuovo in onda il Minzolini-pensiero. Il direttore nominato nell’era Berlusconi stavolta dedica il suo spazio di libbberopenziero all’immunità parlamentare: "E’ presente in Germania, Inghilterra, Spagna e altri paesi europei. E’ prevista anche per chi viene eletto al parlamento europeo, tanto che parlamentari come Di Pietro e D’Alema ne hanno usufruito", dice Augusto Pinocchiet.




venerdì 6 novembre 2009

Bersani e dieci giorni DI NULLA


Forse è stato sorpreso dalla sua elezione a segretario. Era la notte tra il 25 e il 26 ottobre quando le primarie del Pd hanno segnato la vittoria di Bersani. Da allora dieci giorni abbondanti pieni di nulla. Qualche, anzi tante dichiarazioni ai Tg e alle agenzie di stampa sulla politica di giornata. E un’agenda fitta di incontri con possibili, potenziali alleati del Pd. Insomma Bersani sta studiando, si sta documentando, si sta orientando. Evidentemente non pensava di diventare il leader del maggior partito di opposizione, altrimenti sarebbe arrivato, diciamo così, preparato.




martedì 3 novembre 2009

Fini: Presidente, faccia i nomi

Intervenendo a Ballarò l'onnipresente Berlusconi ha affermato che l'anomalia in Italia sono «i pubblici ministeri e i giudici comunisti di Milano». Ormai il Cavaliere ci ha abituato a tali e tante violazioni di ogni regola istituzionale che quest'affermazione, gravissima, è stata accolta come normale, o quasi, solo Di Pietro l'ha definita per quello che è: eversiva. Infatti le cose sono due. O Berlusconi ha le prove di quel che afferma e allora il suo dovere di cittadino, prima ancora che di premier, è di fare i nomi dei pm e dei giudici felloni alla procura della Repubblica competente perché autori del più grave reato che un magistrato possa commettere: non aver applicato la legge o averla manipolata per fini che con la giustizia non hanno nulla a che fare (questo sottintendono i termini "comunisti", "complotto", "sentenza politica"). Oppure è un volgare calunniatore. Ma c'è di più.




lunedì 2 novembre 2009

L'Italia vista dall'estero: "Le tattiche televisive di Berlusconi mettono a disagio l’Italia"

Pubblico un articolo comparso il 23 ottobre 2009 su The Guardian.

Le tattiche televisive di Berlusconi mettono a disagio l'Italia

Quando la Corte Costituzionale ha tolto al Presidente del Consiglio l’immunità giudiziaria, questi ha promesso di difendersi nell’unica arena che conta veramente. “I due processi contro di me sono farsa, risibili, assurdi e illustrerò questo agli italiani anche andando in televisione”, ha dichiarato.

Berlusconi dovrà affrontare in aula due processi che riprenderanno verso la fine di quest’anno. È accusato di frode fiscale e falso in bilancio nell’acquisto di diritti televisivi da parte di Mediaset e di aver corrotto l’avvocato inglese David Mills in cambio di falsa testimonianza per proteggere il suo impero d’affari. Berlusconi rifiuta ogni accusa.





domenica 1 novembre 2009

L'Italia vista dall'estero: "La condotta scorretta di Berlusconi è una questione che bisogna affrontare"

Pubblico l'articolo di un giornale olandese sull'Italia di Berlusconi.

La condotta scorretta di Berlusconi è una questione che bisogna affrontare

L’Unione lascia fare il premier e di conseguenza perde autorevolezza nei confronti di paesi terzi su questioni come la libertà di stampa e la giustizia.

La scena è stata ridicola, mercoledì scorso. Membri delle frazioni cristiano-democratica e conservatrice del Parlamento Europeo sono scattati in piedi, esultanti, quando è stato annunciato che la risoluzione sulle preoccupazioni per la libertà di stampa in Italia è stata bocciata con tre voti di differenza.

Come spesso succede, dopo la votazione c’erano quasi solo sconfitti. Le frazioni che hanno appoggiato la risoluzione, ma anche quelle che l’hanno opposta. Il capofrazione del CDA (Partito Democratico Cristiano olandese, NdT), Wim van de Camp può infatti sostenere che la libertà di stampa in Italia è una questione interna della politica italiana, ma all’interno della sua delegazione olandese ci sono state profondi attriti sulla posizione da assumere e sulla pressione esercitata perchè ci si attenesse alla disciplina di frazione.




giovedì 29 ottobre 2009

Lodo Ghedini: come nel fascismo, istituito un tribunale apposito per ottenere sentenze favorevoli


Una volta bocciato il lodo Alfano, il Popolo della Libertà condizionata annuncia il lodo Ghedini: l'avvocato "Ma-va-lààà" sarebbe intenzionato a firmare una legge che faccia giudicare i reati commessi dalle alte cariche dello Stato dal Tribunale di Roma.




martedì 27 ottobre 2009

"Mills è stato corrotto" E per Berlusconi si fa proprio dura


E adesso per Silvio Berlusconi diventa davvero dura. Oggi la seconda sezione della corte d'appello di Milano ha confermato la condanna a 4 anni e sei mesi di reclusione per l'avvocato David Mills, il legale inglese accusato di essere stato corrotto dal premier. Tra quindici giorni verranno depositale le motivazioni della sentenza e a partire dal quel momento le difese avranno 30 giorni di tempo per presentare il loro ricorso in Cassazione. Il rischio concreto è insomma che la suprema corte renda definitiva la condanna di Mills prima che il processo bis contro il Cavaliere sia concluso.