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domenica 20 dicembre 2009

La verità di Gasparri


Dopo un po’ di tempo, torniamo ad occuparci di Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl. È infatti il caso di analizzare la sua dichiarazione rilasciata giovedì mentre andava in onda la puntata di Annozero dedicata ai «mandanti» dell’attentato a Berlusconi.

L’ex colonnello di An si è lasciato andare ad uno dei suoi soliti pacati commenti, tanto per abbassare i toni: «Santoro è impudente e provocatore. Lui e il frequentatore di condannati per mafia sono i creatori della tv dell’odio che genera violenza. Sono di fatto i fiancheggiatori dei peggiori fenomeni che avvelenano la vita del paese. È uno scandalo che questa gente faccia tutto ciò con le tasche piene di soldi dei cittadini. Annozero è una pagina oscura della vita italiana. Un’area sottratta ai valori della libertà e della democrazia. Sono i mandanti morali della violenza in atto. La Rai non può essere lo sgabello del partito dell’odio».




sabato 12 dicembre 2009

Minzolini colpisce ancora per salvare Dell’Utri

Il direttore del Tg1: “A chi sparava con la lupara fino a poco tempo fa, è stato permesso di sparare menzogne”. Ma Graviano è davvero così credibile?


Forse un giudizio troppo affrettato per un osservatore neutrale. Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini ha appena concluso un editoriale dei suoi, quelli in cui per far valere le proprie ragioni si tende un pochino a forzare la realtà dei fatti. Subito dopo il servizio sulla smentita delle parole di Spatuzzakiller assassino, da parte dei suoi capi, i fratelli Graviano, a loro volta killer assassini (anche se questo si tende a dimenticarlo, specie se non supporta talune tesi), Minzolini si è chiesto se la grande eco data alle parole di Spatuzza si «poteva evitare»: «forse sì – risponde – se si fosse seguita alla lettera la legge sui pentiti». Minzolini, dopo aver ricordato che l’importanza attribuita, anche a livello mondiale, alle parole di Spatuzza ha danneggiato l’immagine dell’Italia e del presidente del consiglio, ha ricordato anche il caso di Giulio Andreotti: era già capitato con lui, ha detto, “ci ha messo più di dieci anni per liberarsi della leggenda del bacio a Riina, ed è stato danneggiato non solo l’interessato ma anche il Paese“. Per Minzolini “il caso Spatuzza è solo l’ultima prova, ma l’elenco è infinito, del fatto che nel nostro sistema giudiziario c’è qualcosa di sbagliato. Le polemiche su questioni di forma – ha concluso – non devono impedire di guardare ai problemi veri, e la riforma della giustizia è uno di questi“. Poi, non contento, ha anche sparato una frase a effetto:  ”A chi sparava con la lupara fino a poco tempo fa, è stato permesso di sparare menzogne“.Riferendosi a Spatuzza, ovviamente.




lunedì 7 dicembre 2009

L’altro Spatuzza: l’uomo che per primo accusò Silvio

La ricerca di nuovi referenti politici da parte di Cosa Nostra, l’idea separatista, la nascita di Forza Italia, la scelta del movimento di Dell’Utri, i legami con Berlusconi, le stragi del ‘93 e gli interrogativi che si trascinano visti attraverso le dichiarazioni di un vecchio pentito.

"Quando Berlusconi tenne l’ultimo comizio della sua campagna elettorale (del 1994, nda) a Palermo presso la Fiera del Mediterraneo, io ero presente su incarico di Bagarella. Riferii, poi, allo stesso Bagarella di una frase di Berlusconi in cui si manifestava un vago proposito di utilizzare i voti contro la delinquenza. Bagarella mi disse che era una frase obbligata per l’opinione pubblica e per i giornalisti, dato che era stato contestato al Berlusconi che non parlava mai di mafia; ma in quella stessa occasione mi assicurò, ancora una volta, che lo stesso aveva preso ‘impegni seri’ con noi intendendo con tutta Cosa Nostra".




sabato 5 dicembre 2009

Mafiaset, il primo colpo di grazia di Spatuzza


Gaspare Spatuzza ha deposto ier in aula a Torino, davanti a 200 troupe giornalistiche venute da tutto il mondo.
Gaspare Spatuzza ha fatto di nuovo i nomi di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri quali referenti dei fratelli Graviano per le stragi del ‘93, che provocarono “morti che non ci appartenevano“.
Tralascio le reazioni dei gasparri dei cicchitto e dei berluscloni vari che non fanno più nemmeno testo.
Ciò che conta è che di Berlusconi uguale mafia sta parlando tutto il mondo. Tutti i maggiori quotidiani online hanno dato e continuano a dare notizia dell’udienza di ieri in home page, associando Berlusconi alla mafia.




mercoledì 2 dicembre 2009

Caro Papi Natale - Le 101 domande al Reticente del Consiglio

A ridosso del No-Berlusconi-Day, arriva "Caro Papi Natale", una raccolta di 101 domande del popolo della Rete a Silvio Berlusconi (in fondo a questa presentazione troverete il link per scaricarlo).
Si tratta di un libro scritto a 5000 mani. Il blog Rassegna Stanca e il suo autore (un giornalista che si firma La Rana) ha raccolto nelle ultime settimane le domande che alcune migliaia di persone hanno posto al Presidente del Consiglio per avere chiarimenti su aspetti, ancora oscuri, della sua vita di imprenditore, di politico, di premier. Donne e uomini qualunque che pensano che il premier - oltre a raccontare cosa sia successo con veline e ciarpame - debba soprattutto chiarire all’Italia come mai, fin dagli inizi della sua carriera, ci siano stati ripetuti punti di contatto con mafia, P2, corruzione, tangenti.




Indagato il Pdl


Roberto Formigoni del Pdl presidente della Lombardia è indagato a Milano per inquinamento.
La sindaca di Milano Letizia Moratti “birichetto” del Pdl, è indagata a Milano per inquinamento ma è già stata anche condannata dalla Corte dei conti per le assunzioni d’oro.
Il presidente della provincia di Milano Claudio Podestà del Pdl, è indagato a Milano per inquinamento.
Rosanna Gariboldi del Pdl, assessore alla provincia di Pavia, è in galera per l’inchiesta sulle bonifiche che sembra mancare Formigoni soltanto di un soffio.
Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella dell’euroPdl, è in libertà vigilata fuori dalla Campania accusata di truffa, falso, concussione, abuso d’ufficio e associazione per delinquere in un’inchiesta su appalti e raccomandazioni.




domenica 29 novembre 2009

Come non farsi dare del mafioso


Per una volta ci sentiamo in dovere di dare consigli a Silvio Berlusconi. Poveretto, tutti gli danno del mafioso: i suoi due giornali s’inventano avvisi di garanzia che (al momento) non ci sono, riportando all’attenzione dell’opinione pubblica alcuni aspetti del suo passato venuti a galla solo nel 2001 con l’intervista di Travaglio a Satyricon e presto, anzi prestissimo, dimenticati. Oggi, grazie a Belpietro e Feltri, si torna a parlare anche in tv di Berlusconi mafioso. Ecco perché, certi dell’assoluta integrità morale del premier, gli offriamo un decalogo per non farsi accusare di concorsi vari ed eventuali che abbiano a che fare con la mafia, rivolgendoci direttamente a lui.





venerdì 27 novembre 2009

Una domanda a Silvio: sei il MANDANTE DELLE STRAGI?

Altro che cazzate, come ci raccontava qualche giorno fa Marcello Dell’Utri! Altro che presidente del consiglio che passerà alla storia per aver sconfitto la mafia! E’ cominciata la guerra civile, o meglio, penale. Per lui! Il privato corruttore ed evasore fiscale Silvio Berlusconi. E’ cominciato un momento storico per l’Italia. Ora non so cosa succederà. O meglio, spero di sbagliare profezia. Se mi dicessero che Berlusconi si è già dato alla fuga col suo jet per qualche atollo sconosciuto non mi meraviglierei. Se mi dicessero che ha già allertato i servizi segreti deviati per far fuori determinati giornalisti e determinate voci libere (blogger compresi), piuttosto che oppositori politici o parenti di altri mafiosi, non mi meraviglierei altrettanto. Le minacce di morte al presidente del Senato Renato Schifani e sembra anche a Marcello Dell’Utri, non mi meraviglierei se si rivelassero deviate per creare confusione (un po’ alla Francesco Guzzardi). La crisi ha colpito anche i vertici della mafia. Si sono decisi a parlare in coro. Tengono tonalità e ritmo. Per il privato corruttore il ballo si fa difficile. Insostenibile.




mercoledì 25 novembre 2009

Nuovo pentito: “Berlusconi mandante delle stragi”


Pietro Romeo, ex soldato dei boss Filippo e Giuseppe Graviano, è un gigante che pesa più di un quintale. Il suo ruolo nei delitti di Cosa nostra era quello di torturare con ferocia e strangolare a mani nude. Tra le sue fauci sono morti Gaetano Buscemi dopo otto ore di interrogatorio e scioglimento nell’acido risparmiato “per permettere a mia moglie di venirmi a trovare sulla tomba” e un giovane di Villabate, fatto a pezzi e buttato giù per le scarpate dell’entroterra palermitano.




martedì 24 novembre 2009

Alfano che dice le bugie

Il ministro: “Nessuno ha mai spiegato perché le inchieste sul premier partono dal 1994”. Forse perché iniziano anni prima.



Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, minacciato di sfratto da Silvio Berlusconi tre giorni fa in caso di mancata approvazione della legge che ammazza i suoi processi, comunica: “Nessuno è riuscito a rispondere alla domanda su come mai tutte le inchieste si sono concentrate su Berlusconi soltanto dal 1994 in poi, mai per fatti funzionali alla sua attività politica, ma per fatti che vanno dal 1994 a ritroso”.




Il pentito Spatuzza: “Graviano mi disse di un patto con Berlusconi”


Il pentito Gaspare Spatuzza nell’udienza del 18 giugno scorso ai pm di Firenze Alessandro Crini e Giuseppe Nicolosi, ha parlato di “patto” che il boss Giuseppe Graviano strinse nel ‘94 con Berlusconi e Dell’Utri. Senza mediazioni. L’incontro avvenne nel gennaio del ‘94 al bar Doney di via Veneto a Roma, durante il piano del fallito attentato ai Carabinieri allo stadio Olimpico. Ecco le parole di Spatuzza:




sabato 21 novembre 2009

Riaperta d’urgenza la Repubblica di Salò


Mercoledì il piccolo duce ha smentito di aver mai pensato alle elezioni. Dunque, vista la sua innata sincerità, ci sta pensando seriamente. Per ora manda avanti l’apposito Schifani, ventriloquo da riporto, per vedere l’effetto che fa.

Perché lo faccia, è lampante: come nel 1992 il crollo della Prima Repubblica ne scoperchiò la scatola nera sversando i liquami di Tangentopoli e Mafiopoli, così ora salta il tappo della cloaca politico-affaristico-mafiosa denominata Seconda Repubblica. Le tubature non tengono più, i miasmi si spandono dappertutto. E non passa giorno senza che questa o quella procura s’imbatta, anche involontariamente, in un condotto della Fogna delle Libertà. In Campania l’arresto di Cosentino & C. A Palermo Spatuzza, Grigoli e Ciancimino jr. parlano di Dell’Utri e Berlusconi ai tempi delle stragi e delle trattative. In Puglia c’è Giampi col suo harem di escort bipartisan. A Milano mister Grossi, re delle cosiddette “bonifiche ambientali”, è in carcere con la moglie del vicecoordinatore nazionale del Pdl Abelli, e dietro la porta gli amici Formigoni, Lupi, Gelmini e Berlusconi tremano all’idea che qualcuno parli. Intanto saltan fuori gli altarini della Arner, la banca svizzera usata da noti mafiosi per riciclare soldi sporchi (indovinate di chi è il conto corrente numero 1).






venerdì 20 novembre 2009

Cosa c’entra Dell’Utri con Berlusconi?


I rapporti umani possono essere pessimi, cattivi, buoni, splendidi o indifferenti. Alla base di tutto, però, ci deve essere onestà intellettuale. Senza onestà intellettuale, la dialettica esce dai binari della logica e perde ogni contenuto di comunicazione.

L'altroieri sera Peter Gomez, ospite di Exit, è stato invitato dalla conduttrice a spiegare da cosa esattamente il DDL Processo Breve – ma sarebbe meglio chiamarlo distruggi processi – deve salvare Silvio Berlusconi.  Gomez ha elencato tutti i processi che pendono sul capo del premier, sul capo di un capo, cioè di un capo di governo.




giovedì 19 novembre 2009

Grave episodio di censura a La7


Polemica a La 7 sulla cancellazione di un'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia del programma Reality. Lunedì, a poche ora dalla messa in onda, il direttore Antonello Piroso ha comunicato all'autrice Silvia Resta che la trasmissione veniva cancellata. Motivazione: l'inchiesta aveva una "costruzione a tesi" e "testimonianze unidirezionali". Nei 40 minuti il dossier ripercorreva la vicenda, dal "papello" di Ciancimino fino alle amicizie pericolose di Marcello Dell'Utri. Si evidenziava il ruolo dei fratelli Graviano, "boss mafiosi legati a imprenditori milanesi che diedero vita al primo Club di Forza Italia di Palermo-Brancaccio" (condannati poi per gli attentati ai Georgofili di Firenze e di San Giovanni a Roma). Si dava voce al pentito Gaspare Spatuzza (attraverso uno speaker), ma mancava l'intervista a Dell'Utri. E proprio questa è stata la contestazione che Piroso ha rivolto alla redazione. Qualcuno ha collegato il nervosismo del direttore alle voci di questi giorni, secondo le quali al TgLa7 dovrebbe approdare un nuovo direttore: Piero Vigorelli secondo Dagospia. Svolta gradita a Berlusconi.




venerdì 30 ottobre 2009

I giudici di Dell’Utri vogliono in aula Spatuzza




È stata un’altra udienza movimentata quella andata in scena oggi nell’aula della corte d’appello del tribunale di Palermo, dove si sta celebrando il processo che vede imputato il senatore Marcello Dell’Utri di concorso esterno in associazione mafiosa.
Oggi è toccato alle difese, rappresentate dagli avvocati Alessandro Sammarco e Nino Mormino.
Mormino, il primo a prendere la parola in aula, ha chiesto alla corte giudicante presieduta da Claudio Dall’Acqua, di non considerare le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, rese a Firenze e qui a Palermo, utili ai fini del processo.





Una manciata di domande


Dovremmo iniziare a pretendere - e non chiedere cortesemente – di sapere. Dovremmo insistere nel porre domande, e non fermarci alle dieci classiche rimaste là, appese, come lettera morta. Dovrebbero diventare migliaia le domande reiterate quotidianamente, fino a quando non si ottenga una risposta accettabile e non offensiva per la nostra intelligenza.

Purtroppo però, la risposta che oggi si attende più di ogni altra è conoscere finalmente il nome di “chiappe d’oro”, probabilmente perché così ci sarebbe da ridere ancora un po’, senza nemmeno dover sborsare i soldi per il biglietto del cinema.





venerdì 23 ottobre 2009

Dell’Utri “referente politico” della Mafia. Il processo a una svolta?

Un verbale con le rivelazioni del neopentito Gaspare Spatuzza potrebbe riaprire il processo d’appello al senatore del Pdl. E preludere anche allo svolgimento di nuove indagini a Milano, Firenze e Palermo. Che portano, più o meno, di nuovo a Silvio Berlusconi. E porteranno altre polemiche con la magistratura.