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mercoledì 13 gennaio 2010

La corrente del "vatteneacagarismo"


Pare brutto, lo so, ma viene spontaneo proseguire nel nichilismo assoluto della nuova corrente del “vatteneacagarismo.” In effetti ci ho pensato ieri mentre sentivo le dichiarazioni telefoniche di brunetta, in merito al calo del potere d’acquisto degli stipendi italiani. Esso, forte della poltrona su cui poggia il culo, sosteneva che i dati ISTAT erano da leggersi in modo differente, quasi bizzarro, aggiungo io. Secondo il nulla facente anti fannulloni, infatti, in realtà ad averci rimesso sono stati i redditi medio alti, mentre i poveri col calo dell’inflazione hanno persino guadagnato. Certo – spiegava – chi ha perso il lavoro ha visto un calo delle sue entrate, ma nemmeno tutti dal momento che chi è in cassa integrazione percepisce il 90% dello stipendio, e quindi non si può lamentare.

Quindi, sì, confesso d’averlo mandato a cagare.




giovedì 7 gennaio 2010

Santoro vince la causa contro "Il Giornale"


E così Il Giornale, il quotidiano della famiglia Berlusconi, ha avuto torto davanti alla giustizia ancora una volta. Questa volta il Giudice del Tribunale di Milano, doveva decidere con procedura d'urgenza, ex articolo 700 del Codice di Procedura Civile, su una richiesta di rettifica avanzata da Michele Santoro. Il punto del contendere erano alcuni articoli, usciti sul Giornale, nei quali si accusava il conduttore e giornalista TV di avere ottenuto in modo non del tutto chiaro una licenza edilizia per completare dei lavori ad una casa che aveva regolarmente acquistato ad Amalfi. Ma sia il Sindaco di Amalfi che tutte le persone interessate alla vicenda avevano smentito la ricostruzione fatta dal quotidiano milanese; e Santoro aveva richiesto - come prevede la legge - una smentita. Smentita che non è mai arrivata; quindi al giornalista non è rimasto altro che chiedere l'intervento della magistratura.




sabato 2 gennaio 2010

Genchi: “In Calabria altro che P2”. Ecco perché hanno fermato De Magistris


Sembra la P2, ma non lo è, gli somiglia molto. Una rete di intrighi, relazioni pericolose tra mondo della finanza, imprenditoria, politica e magistratura. Inseguono interessi di parte, scoperti da un magistrato rigoroso, messo alla porta. Ma non è solo la storia delle inchieste di Luigi De Magistris questo libro, il caso Genchi, edizioni Aliberti, a cura di Edoardo Montolli, è il racconto di un’Italia sepolta da trame, affari, incroci e patti luciferini. La seconda Repubblica nata dalle stragi degli anni ’90, via D’amelio si incrocia con Why not, la mega inchiesta del pubblico ministero napoletano, e in entrambe balzano fuori gli stessi nomi. C’è l’amara consapevolezza che quello che ci fanno vedere è la minima parte, dietro il proscenio c’è la verità ansimante, ridotta a brandelli. Ripercorriamo alcune significativi tasselli di questa trama oscura. Gioacchino Genchi, un funzionario di polizia, è stato superconsulente delle procure, ha seguito le indagini sulle stragi e altre inchieste sugli scandali che hanno attraversato il paese. Qualche settimana fa l’ex ministro Claudio Martelli si chiese ma chi è questo Genchi?





Il 41 bis ad personam di Giuseppe Graviano

L'11 dicembre 2009 Giuseppe Graviano si rifiuta di smentire o confermare le dichiarazioni di Gaspare Spatuzza circa i rapporti tra cosa nostra, Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi.
 Neppure cinque giorni dopo, il 16 dicembre, gli viene comminato un 41 bis ad personam.

L'avvocato di Graviano, Gaetano Giacobbe, sostiene che i magistrati hanno applicato la norma che stabilisce un tetto massimo per il carcere duro. Cumulati i periodi di detenzione diurna trascorsi al 41 bis, si sarebbe arrivati al tetto di tre anni previsto dalla legge e la Corte, quindi, avrebbe deciso che i tre anni sono passati. Ora, decidere se tre anni sono passati è un'evidente uso bislacco o strumentale delle parole: tre anni sono passati oppure non sono passati, e per stabilirlo, più che una Corte di Assise, ci vuole un calendario.

Giuseppe Graviano è in carcere dal 27 gennaio 1994. Durante la sua detenzione è stato sottoposto più volte al regime di isolamento diurno. Se vogliamo arrivare a porci le domande giuste, conviene almeno farsi quelle vecchie. Ovvero: cosa dice realmente questo 41 bis?




martedì 15 dicembre 2009

Una buona occasione per dissipare l'odio



Ecco, adesso sarebbe il caso che quelli della maggioranza di governo accettassero la decisione del CSM con compostezza e serenità, utilizzando toni pacati, evitando di gridare al complotto e astenendosi dall'accusare i giudici di faziosità.

Tanto per dimostrare che quando il momento si fa grave loro sono capaci di dare il buon esempio, iniziando fattivamente a dissipare il clima d'odio che è stato creato ad arte da tutti gli altri.




domenica 13 dicembre 2009

Previti e quei 17 milioni pagati per evitare l’accusa di riciclaggio


Era il 1993 e, secondo una sentenza di Cassazione, l’allora avvocato (da poco radiato dall’albo) Cesare Previti mediò affinché nel caso Imi-Sir venisse punito l’istituto Imi a vantaggio del petroliere Rovelli. Il quale venne risarcito di 1000 miliardi di vecchie lire – una cifra astronomica e inedita per la storia giudiziaria italiana. In seguito, nel 2006, Previti (ex ministro e parlamentare in quota Forza Italia) con l’ex giudice Metta e gli (ex) avvocati Pacifico e Acampora, protagonisti e condannati per il lodo Mondadori, comprato a favore di Berlusconi e in sfavore della Cir di Debenedetti, vennero condannati in primo e secondo grado a sei anni per corruzione.





sabato 12 dicembre 2009

Compos sui


C’è qualcosa di più triste della lettura dei giornali, al mattino? Sì. La lettura dei giornali esteri dopo le schizofreniche trasferte di quella cosa che ci governa. Quasi tutti scrivono del “simpatico umorista” che non fa più ridere, qualcuno si affida al buon senso dei lettori con un laconico “giudicate voi”, dopo aver riportato, senza nulla aggiungere, le dichiarazioni in merito alla Carta Costituzionale, e la demolizione di parte importante delle Istituzioni.

In Italia, per i giornali italiani intendo, è un po’ diverso. Noi ci siamo abituati. Noi ormai sappiamo che al termine di un pesante affondo contro la magistratura, o contro le basi fondamentali della Democrazia, segue barzelletta. Per fortuna ci sono le dichiarazioni dell’ex Presidente Ciampi, che affida a una locuzione latina l’espressione della sua preoccupazione, sul palese difetto mentale del palluto governante. In Italia si tende a minimizzare, forse in attesa della smentita, forse in attesa del prossimo scandalo che cancellerà la gravità di certe affermazioni fasciste. “Venga il parlamento e chiarisca”.




Augusto Minzulpop/5


È tornato il Minzo. Dopo l’editoriale del 9 novembre scorso sull’immunità parlamentare, il direttore del tg1 ci ha edotto sul tema della mafia (cioè, come sempre nei suoi editoriali, su Berlusconi). Partiamo da ciò che ha detto per poi commentare.

«Una settimana fa un presunto pentito della mafia, pluriomicida e stragista, Gaspare Spatuzza, autore di delitti efferati come l’uccisione di un sacerdote e il rapimento di un bambino poi sciolto nell’acido, in un tribunale di questo Paese, davanti alle telecamere di tutto il mondo, ha raccontato che i suoi capi gli avevano confidato di essere in rapporti con il premier Berlusconi e con il senatore Dell’Utri. Una deposizione trasmessa in mondovisione e senza riscontri. Una settimana dopo uno dei capi di Spatuzza, Filippo Graviano, lo ha smentito in un’altra aula di tribunale, dichiarando che ha raccontato solo balle o, per usare un vocabolo ormai di moda, "minchiate". Per 7 giorni però quelle balle sono andate in giro e hanno danneggiato l’immagine del presidente del consiglio e di conseguenza l’immagine dell’Italia. Si poteva evitare? Forse sì. Se si fosse seguita alla lettera l’attuale legge sui pentiti, quella deposizione di Spatuzza non sarebbe stata neppure ammessa in un processo. Ancora una volta invece il fascino mediatico dei teoremi ha avuto la meglio sui dati di fatto e a chi sparava fino all’altro ieri con la lupara, è stato permesso di sparare deposizioni. È già capitato in passato: Andreotti si è portato appresso per tanti anni la leggenda del bacio con Riina. E anche in quell’occasione fu danneggiato non solo l’interessato ma anche il Paese. All’attuale senatore a vita ci vollero più di 10 anni per liberarsi dal dubbio che i pentiti gli avevano appiccicato addosso. Il caso Spatuzza è l’ultima prova, ma l’elenco è infinito. Nel nostro sistema giudiziario c’è qualcosa di sbagliato: questo è un dato di fatto. Lo si può dire in tanti modi, ma la cosa importante è che le polemiche di questi giorni sulle forme non facciano dimenticare la sostanza di questi problemi che impediscono al Paese di modernizzarsi e di guardare avanti, a partire dalla riforma della giustizia».





giovedì 10 dicembre 2009

Aiuto, si sta sciogliendo Bersani



A Copenhagen purtroppo non se ne occupano, ma da queste parti pure il partito democratico si sta sciogliendo. Bersani sgocciola di giorno in giorno fino alla trasparenza. Si disfa soffiando e sbuffando parole incomprensibili. Niente che assomigli a un’idea creativa lo sfiora, a una indignazione vera, a una incazzatura sonante. E in questo tepore svaporano anche i suoi militanti. Compresi i più coraggiosi, quelli che non se la sono sentita di voltare del tutto le spalle alla manifestazione del No B. Day. Ma che si intravedevano, alla fine del mare di gente, come orsi polari alla deriva. E che in definitiva c’erano senza esserci.




lunedì 7 dicembre 2009

La bella deputata di Papi Silvio indagata per riciclaggio


La resistibile ascesa dell’onorevole Elvira Savino, dall’altare dell’esordio in parlamento tra gli applausi di tutti i maschi dell’emiciclo, alle accuse di connivenza con amici di capoclan baresi.

Povera Elvira Savino, da sex symbol dell’intero Parlamento a ennesimo deputato indagato. Da una carriera che sembrava davvero scintillante, visto che era ormai nelle grazie del Capoa un'accusa di riciclaggio. Dall’altare alla polvere, verrebbe da dire, se non fosse un giudizio troppo ingeneroso: l’indagine è appena agli inizi, e non si può certo parlare come se la sentenza sia stata emessa.




Gli avvocati radiano Previti dall’albo. Finalmente


C’è voluto un po’ di tempo, di sicuro molto meno di quello che ci mettono per farsi pagare le parcelle. Però, alla fine, l’Ordine degli Avvocati ha radiato Cesare Previti dal proprio albo professionale, nella sezione romana. Lo scrive Il Sole 24 Ore: la scelta nei confronti dell’ex legale di Silvio Berlusconi è arrivata dopo il passaggio in giudicato della sentenza della Cassazione che ha sancito la condanna definitiva di Previti a 6 anni di carcere per la corruzione del giudice Vittorio Metta nel processo Imi-Sir.




venerdì 4 dicembre 2009

Annozero: il film completo. Tutta la verità su Berlusconi e Mills


Ieri sera, grazie ad Annozero, più di 4 milioni di persone (il 17,1% di share) hanno finalmente potuto farsi un'idea più chiara sul processo di corruzione che coinvolge l'avvocato inglese David Mills e Silvio Berlusconi. Una vera e propria fiction in quattro parti riproduce – recitati – gli interrogatori dell'avvocato che “sin dagli inizi degli anni '80, insieme al suo studio, aveva offerto consulenze alla Fininvest”. Per motivi di spazio, la terza parte della fiction non è potuta andare in onda. Vi riproponiamo qui le quattro parti che ricompongono il filmato completo.




mercoledì 2 dicembre 2009

Caro Papi Natale - Le 101 domande al Reticente del Consiglio

A ridosso del No-Berlusconi-Day, arriva "Caro Papi Natale", una raccolta di 101 domande del popolo della Rete a Silvio Berlusconi (in fondo a questa presentazione troverete il link per scaricarlo).
Si tratta di un libro scritto a 5000 mani. Il blog Rassegna Stanca e il suo autore (un giornalista che si firma La Rana) ha raccolto nelle ultime settimane le domande che alcune migliaia di persone hanno posto al Presidente del Consiglio per avere chiarimenti su aspetti, ancora oscuri, della sua vita di imprenditore, di politico, di premier. Donne e uomini qualunque che pensano che il premier - oltre a raccontare cosa sia successo con veline e ciarpame - debba soprattutto chiarire all’Italia come mai, fin dagli inizi della sua carriera, ci siano stati ripetuti punti di contatto con mafia, P2, corruzione, tangenti.




Indagato il Pdl


Roberto Formigoni del Pdl presidente della Lombardia è indagato a Milano per inquinamento.
La sindaca di Milano Letizia Moratti “birichetto” del Pdl, è indagata a Milano per inquinamento ma è già stata anche condannata dalla Corte dei conti per le assunzioni d’oro.
Il presidente della provincia di Milano Claudio Podestà del Pdl, è indagato a Milano per inquinamento.
Rosanna Gariboldi del Pdl, assessore alla provincia di Pavia, è in galera per l’inchiesta sulle bonifiche che sembra mancare Formigoni soltanto di un soffio.
Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella dell’euroPdl, è in libertà vigilata fuori dalla Campania accusata di truffa, falso, concussione, abuso d’ufficio e associazione per delinquere in un’inchiesta su appalti e raccomandazioni.




domenica 29 novembre 2009

Un "garante" della Costituzione?


In molti si aspettavano un intervento di Giorgio Napolitano sull’escalation della tensione che si respira in Italia tra la politica e la magistratura o, meglio, tra Berlusconi e la giustizia. È da quando è stato bocciato il lodo Alfano che stiamo assistendo a continui attacchi alle basi fondamentali di uno Stato di diritto, siano gli attacchi frontali di Berlusconi alla Consulta e alle toghe, siano le proposte di legge sull’immunità parlamentare, sia il ddl sul «processo breve», sia il Parlamento scavalcato continuamente dall’Esecutivo. I 3 poteri – l’esecutivo, il legislativo e il giudiziario – mostrano segni di insofferenza verso le loro stesse autonomie.





sabato 28 novembre 2009

Sovversivo

«In arrivo un avviso di garanzia». Il tizio del Consiglio : «Mi sono occupato di Cosa Nostra soltanto per raccontare le storielle»

Come dargli torto? Nel suo immenso repertorio, che va dal malato di AIDS al lager nazista, ce ne sarà sicuramente una anche dedicata alla mafia: “C’erano un tedesco, un inglese e un siciliano …” magari la racconterà durante la diretta fiume in TV che ogni tanto minaccia, per spiegare a tutti gli italiani perché e come i giudici comunisti vogliano sovvertire lo Stato.




venerdì 27 novembre 2009

Italia dall'estero: «Silvio libero»

Libertà penale grazie a Berlusconi



Roma. Decine di migliaia di imputati in Italia possono rallegrarsi del recentissimo scudo giudiziario che deve proteggere il capo del governo Silvio Berlusconi dalle condanne. Uno dei beneficiari è il comproprietario dell’ex stabilimento Eternit Stephan Schmidheiny. Il processo a Torino, nel quale l’industriale svizzero deve rispondere di 2000 decessi per l’amianto, andrà probabilmente in prescrizione grazie al disegno di legge per salvare Berlusconi.
Come pure il processo contro l’ex patron della Parmalat Calisto Tanzi. Migliaia di piccoli risparmiatori che hanno perso i loro risparmi nel 2003 a causa del crack da 14 miliardi di euro, vedono svanire la speranza che i colpevoli vengano condannati.




mercoledì 25 novembre 2009

La Camera archivia Cosentino in due ore


La Giunta per le Autorizzazioni a Procedere del Parlamento italiano ha deciso: Nicola Cosentino non deve essere arrestato. I magistrati hanno impiegato molti anni per raccogliere le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e i riscontri alle accuse di nove pentiti che hanno portato alla formulazione dell'accusa per concorso esterno in associazione camorristica contro il sottosegretario all'economia del Governo Berlusconi. Il primo pentito, Dario De Simone, risale al 1996. La prima richiesta di arresto per il coordinatore del Pdl in Campania è del 17 febbraio 2009.




Processo breve: l’arroganza di Gasparri

Il politico del Pdl a difesa del diciannovesimo ‘aiutino’ a Berlusconi.

Comincia oggi l’iter legislativo dell’ennesimo provvedimento scritto per ‘aiutare’ il presidente del Consiglio. Il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, ha commentato in questo modo le affermazioni fatte sull’argomento dall’Associazione nazionale magistrati: “L’Anm farebbe bene a ripassare le tabelline. I numeri sparati sui processi che cadrebbero in prescrizione con il ddl sulla ragionevole durata dei processi sono completamente destituiti di ogni fondamento. Vorremmo sapere da che cosa li hanno dedotti, da dove li hanno estratti. Riflettano bene su quello che hanno detto e poi ripassino la matematica. Eviteranno di sparare altre fesserie”.
Che un senatore si esprima in questo modo nei confronti di chiunque è criticabile, che poi lo faccia negando dati diffusi da specialisti e col fine di sostenere un progetto di legge palesemente anticostituzionale è avvilente.




Cesare Battisti e l'ergastolo

Coraggio, ormai ci siamo. Ancora qualche mese, forse appena qualche settimana, e poi Cesare Battisti sarà estradato in Italia: e il mondo finalmente sarà un luogo più sicuro per tutti. Un giardino fiorito dove portare i figli a giocare, senza più dover temere le insidie degli empi Proletari Armati per il Comunismo.
Sul serio, fa bene al cuore sapere che non c'è luogo al mondo dove un terrorista possa nascondersi all'occhio di una Giustizia implacabile. Anche se dopo tante chiacchiere forse abbiamo perso un po' di vista la vicenda in sé. Forse è meglio tornare ai fondamentali: perché merita di scontare l'ergastolo, Cesare Battisti?