Ecco come reagisce un europeo al binomio Berlusconi-Alitalia
Titoloni sulle home page di giornali e agenzie non ne ho ancora visti, ma la notizia è di una gravità inaudita. Altro che il papa col culo all’aria!
La compagnia aerea Ryanair sospende tutti i voli interni all’Italia a partire dal 24 gennaio 2010 perché l’Enac pretende che la compagnia irlandese accetti al check-in tutti i documenti diversi dalla carta d’identità.
La pretesa “illegale” - come si legge nella nota ufficiale Ryanair - che l’ente italiano ha nei confronti della compagnia privata che svolge il proprio servizio in regime di libera concorrenza, produce l’effetto desiderato: la ritirata di un operatore scomodo per Alitalia alla vigilia del sorpasso ufficiale sul mercato italiano da parte della compagnia low cost nonostante il “niet” sulla golosa tratta Linate-Fiumicino, guardacaso in regime di monopolio ad Alitalia in spregio alle normative europee di antitrust.
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mercoledì 30 dicembre 2009
sabato 26 dicembre 2009
La grande truffa dei soldi ai partiti
Un rapporto della Corte dei Conti citato dal Corriere della Sera svela: quattro euro rimborsati per ognuno speso. Un aumento del 270% in un quinquennio.
Lo scrive il Corriere della Sera in un articolo a firma Sergio Rizzo citando un rapporto della Corte dei Conti: Nelle ultime elezioni politiche del 2008 i partiti hanno speso 136 milioni di euro e ne incasseranno 503 sino al 2012. Un guadagno pari a circa il 270% in cinque anni, che testimonia anche un aumento esponenziale delle spese e dei “rimborsi elettorali” degli ultimi 15 anni. I partiti nella tornata elettorale del 27-28 marzo 1994 hanno speso 36 milioni contro i 110 milioni delle politiche del 2008. Mentre per quanto riguarda i rimborsi elettorali si è assistito addirittura a una decuplicazione, passando dai 47 milioni versati ai partiti nel 1994 ai 503 milioni del 2008.
Lo scrive il Corriere della Sera in un articolo a firma Sergio Rizzo citando un rapporto della Corte dei Conti: Nelle ultime elezioni politiche del 2008 i partiti hanno speso 136 milioni di euro e ne incasseranno 503 sino al 2012. Un guadagno pari a circa il 270% in cinque anni, che testimonia anche un aumento esponenziale delle spese e dei “rimborsi elettorali” degli ultimi 15 anni. I partiti nella tornata elettorale del 27-28 marzo 1994 hanno speso 36 milioni contro i 110 milioni delle politiche del 2008. Mentre per quanto riguarda i rimborsi elettorali si è assistito addirittura a una decuplicazione, passando dai 47 milioni versati ai partiti nel 1994 ai 503 milioni del 2008.
lunedì 21 dicembre 2009
Massimo Tartaglia ha detto basta alla tv
Mario Mauro (che se la memoria non m'inganna era l'europarlamentare che per protestare contro la decisione della Corte Europea andava in giro per il Parlamento Europeo ad appiccicare crocifissi con lo scotch, dimostrando tra l'altro una colossale ignoranza, visto le la Corte Europea non c'entra praticamente nulla con le istituzioni della UE, ma è un organo istituito dalla Convenzione dei Diritti e delle Libertà dell'uomo), comunque sia, dicevo, questo europarlamentare del PdL è andato a trovare in carcere Massimo Tartaglia.
Non scrivo questo per dare la notizia che un parlamentare del Popolo delle Libertà ha accettato di entrare in carcere di sua sponte, senza chiedere al Parlamento di negare l'autorizzazione a procedere, senza chiedere nemmeno una leggina ad personam, senza vomitare bile contro la magistratura (anche perché Mario Mauro ad oggi non risulta, almeno a me, indagato e tantomeno condannato).
La notizia che riporto è che a Mario Mauro ha fatto uno "strano effetto" il fatto che Tartaglia abbia detto alle guardie carcerarie: “d’ora in poi voglio vivere senza guardare la televisione”.
Non scrivo questo per dare la notizia che un parlamentare del Popolo delle Libertà ha accettato di entrare in carcere di sua sponte, senza chiedere al Parlamento di negare l'autorizzazione a procedere, senza chiedere nemmeno una leggina ad personam, senza vomitare bile contro la magistratura (anche perché Mario Mauro ad oggi non risulta, almeno a me, indagato e tantomeno condannato).
La notizia che riporto è che a Mario Mauro ha fatto uno "strano effetto" il fatto che Tartaglia abbia detto alle guardie carcerarie: “d’ora in poi voglio vivere senza guardare la televisione”.
venerdì 18 dicembre 2009
Il Lodo D'Alema
L’ultimo pasticcio ad personam, ieri in Parlamento, era annunciato dalle parole di Massimo D’Alema al Corriere della Sera: “Se per evitare il processo di Berlusconi devono liberare centinaia di imputati di gravi reati è quasi meglio che facciano una leggina ad personam per limitare il danno all’ordinamento e alla sicurezza del cittadini”.Montecitorio express. Detto fatto. Nel giorno in cui il “legittimo impedimento”, viene calendarizzato alla Camera (si voterà il 25 gennaio) e passa con il voto favorevole di Udc e Pdl, il Pd torna di nuovo in fibrillazione. Uno dei suoi leader più importanti apre clamorosamente la porta alla possibilità di un accordo; il capogruppo alla Camera Dario Franceschini invece dà disposizione di votare contro. Walter Veltroni si trincera dietro un sorridente “no comment”, diversi dirigenti allargano le braccia e sospirano: “E’ il male minore”. Ponte tibetano. Ma per capire cosa stia accadendo bisogna partire dall’uomo del giorno.
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giovedì 17 dicembre 2009
Berlusconi in piazza Duomo, due video per capire
Nei due video che pubblichiamo di seguito potete vedere le contestazioni di domenica 13 dicembre al poco affollato comizio di Silvio Berlusconi, tenuto in un angolo di Piazza del Duomo a Milano. Le contestazioni sono esclusivamente verbali e, in più di un caso, a protestare contro il premier (o a sostenerlo) sono dei passanti impegnati nelle compere natalizie.Eppure gli esponenti della maggioranza e i media loro vicini hanno parlato di “300 violenti” e di collegamenti evidenti con Massimo Tartaglia, lo psicolabile protagonista della vergognosa aggressione al Presidente del consiglio. Un teorema che si poteva leggere con chiarezza a pagina 2 de Il Giornale di martedì 15 dicembre: “Quelli che lo hanno istigato ora liquidano l'attentatore come un pazzo. Ma in piazza c'erano altri 300 violenti come lui”.
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mercoledì 16 dicembre 2009
Squadristi piduisti
Riportiamo l’odierno intervento parlamentare di Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, intervenuto nel dibattito sull’informativa del governo inerente l’aggressione a Silvio Berlusconi. Ricordiamo che l’onorevole è stato iscritto alla P2, alla quale risultava affiliato tramite la tessera 2232.
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I cupi schermi della propaganda
La circostanza davvero orribile è che mentre tutti i commenti “da sinistra” iniziano con la più scontata (e condivisibile) delle premesse, la condanna del gesto violento, la pietà per quel volto insanguinato e spaventato del premier, tutti i commenti “da destra” non premettono nulla, addentano l’osso della notizia e accusano. Cercano “i mandanti morali”. Li scovano. Secondo Fabrizio Cicchito sono Eugenio Scalfari, la Repubblica, Annozero. Secondo i senatori della pdl, Marco Travaglio, Di Pietro, Il Fatto. Secondo tutti: “gli odiatori dell’opposizione”, i manifestanti del No B. Day., i fomentatori della campagna d’odio, il quale odio si sarebbe esercitato sfruttando le rivelazioni sessuali sulla vita privata del premier, le inchieste giudiziarie, i fallimenti dell’azione di governo, gli scollamenti della maggioranza.
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martedì 15 dicembre 2009
Una buona occasione per dissipare l'odio
Tanto per dimostrare che quando il momento si fa grave loro sono capaci di dare il buon esempio, iniziando fattivamente a dissipare il clima d'odio che è stato creato ad arte da tutti gli altri.
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A proposito di censure on line
Vedo che c’è un gran daffare a Palazzo Chigi e al Viminale per una bella stretta censoria sui siti Internet che «inneggiano alla violenza».
Sono sicuro che inizieranno dal forum dove appaiono decine di messaggi come: «Anarchici, no global verdi inferno, bindi, ecc, sappiamo chi siete e dove siete».
Toh, è il sito ufficiale del Pdl.
Sono sicuro che inizieranno dal forum dove appaiono decine di messaggi come: «Anarchici, no global verdi inferno, bindi, ecc, sappiamo chi siete e dove siete».
Toh, è il sito ufficiale del Pdl.
domenica 13 dicembre 2009
Previti e quei 17 milioni pagati per evitare l’accusa di riciclaggio
Era il 1993 e, secondo una sentenza di Cassazione, l’allora avvocato (da poco radiato dall’albo) Cesare Previti mediò affinché nel caso Imi-Sir venisse punito l’istituto Imi a vantaggio del petroliere Rovelli. Il quale venne risarcito di 1000 miliardi di vecchie lire – una cifra astronomica e inedita per la storia giudiziaria italiana. In seguito, nel 2006, Previti (ex ministro e parlamentare in quota Forza Italia) con l’ex giudice Metta e gli (ex) avvocati Pacifico e Acampora, protagonisti e condannati per il lodo Mondadori, comprato a favore di Berlusconi e in sfavore della Cir di Debenedetti, vennero condannati in primo e secondo grado a sei anni per corruzione.
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giovedì 10 dicembre 2009
L’Aula vota su Cosentino, spuntano nuove dichiarazioni pentiti
Nel giorno del giudizio per Nicola Cosentino si aggrava la sua posizione processuale. I deputati saranno chiamati a esprimersi due volte oggi 10 dicembre sul sottosegretario all’Economia: in mattinata sulla richiesta di arresto, nel pomeriggio sulle mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni. L’esito delle votazioni, a sentire i capannelli degli esponenti della maggioranza in Transatlantico, appare scontato. La richiesta della procura partenopea dovrebbe essere respinta, così come sarebbero bocciate le mozioni che impegnano il governo a fare a meno del sottosegretario.
lunedì 7 dicembre 2009
La bella deputata di Papi Silvio indagata per riciclaggio
La resistibile ascesa dell’onorevole Elvira Savino, dall’altare dell’esordio in parlamento tra gli applausi di tutti i maschi dell’emiciclo, alle accuse di connivenza con amici di capoclan baresi.
Povera Elvira Savino, da sex symbol dell’intero Parlamento a ennesimo deputato indagato. Da una carriera che sembrava davvero scintillante, visto che era ormai nelle grazie del Capo, a un'accusa di riciclaggio. Dall’altare alla polvere, verrebbe da dire, se non fosse un giudizio troppo ingeneroso: l’indagine è appena agli inizi, e non si può certo parlare come se la sentenza sia stata emessa.
Povera Elvira Savino, da sex symbol dell’intero Parlamento a ennesimo deputato indagato. Da una carriera che sembrava davvero scintillante, visto che era ormai nelle grazie del Capo, a un'accusa di riciclaggio. Dall’altare alla polvere, verrebbe da dire, se non fosse un giudizio troppo ingeneroso: l’indagine è appena agli inizi, e non si può certo parlare come se la sentenza sia stata emessa.
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sabato 5 dicembre 2009
Fini, Berlusconi e l’Italia sul filo del regime
Un fatto sfugge: la strategia del Cavaliere.
Nel totale vuoto di poltica ‘vera’, cioè di idee, proposte e decisioni in grado di affrontare i problemi drammatici che giorno dopo giorno allontanano l’Italia dagli altri Paesi europei, i giornali si dilettano nell’analisi della rottura tra il presidente della Camera e quello del Consiglio.
Eppure proprio grazie alle parole pronunciate dall’ex leader postfascista nel ‘fuorionda’ alcune cose risultano chiare. Aveva detto Fini del premier: “Confonde la leadership con la monarchia assoluta [...] E’ nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l’imperatore romano”.
Quel’è il progetto dell’Uomo di Arcore? Costruire un regime, nel quale la Repubblica prende le sembianze di Azienda nazionale e nella quale gli azionisti sono un ristretto gruppo di interesse che nomina un amministratore unico (Berlusconi) in grado di fare e disfare senza obiezioni.
Nel totale vuoto di poltica ‘vera’, cioè di idee, proposte e decisioni in grado di affrontare i problemi drammatici che giorno dopo giorno allontanano l’Italia dagli altri Paesi europei, i giornali si dilettano nell’analisi della rottura tra il presidente della Camera e quello del Consiglio.
Eppure proprio grazie alle parole pronunciate dall’ex leader postfascista nel ‘fuorionda’ alcune cose risultano chiare. Aveva detto Fini del premier: “Confonde la leadership con la monarchia assoluta [...] E’ nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l’imperatore romano”.
Quel’è il progetto dell’Uomo di Arcore? Costruire un regime, nel quale la Repubblica prende le sembianze di Azienda nazionale e nella quale gli azionisti sono un ristretto gruppo di interesse che nomina un amministratore unico (Berlusconi) in grado di fare e disfare senza obiezioni.
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giovedì 3 dicembre 2009
Happy Days
Quali affari abbiano portato il tizio del consiglio a far visita a Lukashenko lo spiegava farina, nome in codice Betulla, giornalista radiato dall’albo, agente segreto de noantri, sul giornale dei dossier segreti e dei volantini delle BR autoprodotti di proprietà del tizio criminale del consiglio, di ieri: “Nuove e memorabili rivelazioni del KGB in merito ai comunisti.” Se già ci aveva fatto ridere immaginare Prodi con impermeabile e occhiali da sole, avvolto nelle fumose nebbie di una città qualunque, intento a spiare chissà quali accadimenti nascosto da un giornale con due buchi, prepariamoci a queste nuove rivelazioni. Non escludo che sia ora il tempo Napolitano – il migliorista amico degli USA – che con tutti i capelli in testa e i calzoni corti, dà ordini in russo mentre si massacrano gli eroici alpini italiani rinchiusi nelle carceri siberiane, e si catechizzano al comunismo da riportare a casa.
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Berlusconi, dopo la confessione i bagagli
Il Pdl è in campagna elettorale. Formigoni, dopo l’annuncio della sua iscrizione nel registro degli indagati assieme a Podestà, stamane è stato intervistato per 20 minuti da Rtl ed è finito col suo viso pacioso su tutti i telegiornali regionali, che gli hanno dedicato servizi e interviste senza contradditorio in cui ha recitato la poesia di regime contro i magistrati e la procura di Milano.
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mercoledì 2 dicembre 2009
Indagato il Pdl
Roberto Formigoni del Pdl presidente della Lombardia è indagato a Milano per inquinamento.
La sindaca di Milano Letizia Moratti “birichetto” del Pdl, è indagata a Milano per inquinamento ma è già stata anche condannata dalla Corte dei conti per le assunzioni d’oro.
Il presidente della provincia di Milano Claudio Podestà del Pdl, è indagato a Milano per inquinamento.
Rosanna Gariboldi del Pdl, assessore alla provincia di Pavia, è in galera per l’inchiesta sulle bonifiche che sembra mancare Formigoni soltanto di un soffio.
Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella dell’euroPdl, è in libertà vigilata fuori dalla Campania accusata di truffa, falso, concussione, abuso d’ufficio e associazione per delinquere in un’inchiesta su appalti e raccomandazioni.
La sindaca di Milano Letizia Moratti “birichetto” del Pdl, è indagata a Milano per inquinamento ma è già stata anche condannata dalla Corte dei conti per le assunzioni d’oro.
Il presidente della provincia di Milano Claudio Podestà del Pdl, è indagato a Milano per inquinamento.
Rosanna Gariboldi del Pdl, assessore alla provincia di Pavia, è in galera per l’inchiesta sulle bonifiche che sembra mancare Formigoni soltanto di un soffio.
Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella dell’euroPdl, è in libertà vigilata fuori dalla Campania accusata di truffa, falso, concussione, abuso d’ufficio e associazione per delinquere in un’inchiesta su appalti e raccomandazioni.
domenica 29 novembre 2009
“Cosentino farà un passo indietro”, parola di Silvio. E di ex velina
Il Popolo delle Libertà campano è ormai sull’orlo di una crisi di nervi: i sostenitori del no al sottosegretario schierano Francesca Pascale, consigliere provinciale. I cesariani rispondono dandole della “bocchiniana”.
Cosentino sì o no? Il sottosegretario all’economia sotto inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa sta spaccando il Popolo delle Libertà campano, ormai equamente diviso in sostenitori e non. Questi ultimi sono sempre più agguerriti: alle parole diPaolo Cirino Pomicino, che, nelle vesti diGeronimo, su Liberoha detto chiaramente che è inopportuno candidarlo. A fargli eco, su Repubblica Napoli di oggi, addirittura Silvio Berlusconi. Almeno, stando a sentire quanto dice il consigliere provinciale Francesca Pascale. Che non parla certo da disinformata, anzi.
Cosentino sì o no? Il sottosegretario all’economia sotto inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa sta spaccando il Popolo delle Libertà campano, ormai equamente diviso in sostenitori e non. Questi ultimi sono sempre più agguerriti: alle parole diPaolo Cirino Pomicino, che, nelle vesti diGeronimo, su Liberoha detto chiaramente che è inopportuno candidarlo. A fargli eco, su Repubblica Napoli di oggi, addirittura Silvio Berlusconi. Almeno, stando a sentire quanto dice il consigliere provinciale Francesca Pascale. Che non parla certo da disinformata, anzi.
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Un "garante" della Costituzione?
In molti si aspettavano un intervento di Giorgio Napolitano sull’escalation della tensione che si respira in Italia tra la politica e la magistratura o, meglio, tra Berlusconi e la giustizia. È da quando è stato bocciato il lodo Alfano che stiamo assistendo a continui attacchi alle basi fondamentali di uno Stato di diritto, siano gli attacchi frontali di Berlusconi alla Consulta e alle toghe, siano le proposte di legge sull’immunità parlamentare, sia il ddl sul «processo breve», sia il Parlamento scavalcato continuamente dall’Esecutivo. I 3 poteri – l’esecutivo, il legislativo e il giudiziario – mostrano segni di insofferenza verso le loro stesse autonomie.
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giovedì 26 novembre 2009
Se questo è uno Stato
È vero, Renato Schifani è stato l’avvocato di mafiosi patentati (o non ancora definiti tali) ma era la sua professione. E poi, i mafiosi qualcuno dovrà pure difenderli nelle aule di giustizia o no? E’ vero, Renato Schifani è stato l’avvocato di un costruttore palermitano poi risultato legato a Cosa Nostra, proprietario di un palazzone dove, forse non casualmente, andarono ad abitare alcuni tra i boss più sanguinari. Ma lui che c’entra con le questioni di condominio? Adesso esce fuori l’informativa Dia nella quale il pentito Gaspare Spatuzza sostiene di aver visto, nei primissimi anni Novanta, Renato Schifani, incontrare il boss Filippo Graviano. Sì, quello successivamente condannato all’ergastolo per le stragi mafiose del ’92-‘93 e per l’omicidio di don Puglisi.
mercoledì 25 novembre 2009
La Camera archivia Cosentino in due ore
La Giunta per le Autorizzazioni a Procedere del Parlamento italiano ha deciso: Nicola Cosentino non deve essere arrestato. I magistrati hanno impiegato molti anni per raccogliere le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e i riscontri alle accuse di nove pentiti che hanno portato alla formulazione dell'accusa per concorso esterno in associazione camorristica contro il sottosegretario all'economia del Governo Berlusconi. Il primo pentito, Dario De Simone, risale al 1996. La prima richiesta di arresto per il coordinatore del Pdl in Campania è del 17 febbraio 2009.
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