Domenica scorsa la politica italiana ha scoperto Facebook. Per i servizi segreti Massimo Tartaglia, lo psicolabile che ha aggredito Silvio Berlusconi ha agito da solo. Ma la maggioranza di governo si è dedicata al tiro al piccione contro la rete e i social network. Gasparri ha parlato di Internet come potenziale "spazio di violenza, di associazione per delinquere, strumento per spaccio di droga". Renato Schifani, presidente del Senato, ha tuonato: "Negli anni '70, che pure furono pericolosi non c'erano questi momenti aggregativi che ci sono su questi siti. Così si rischia di alimentare l'odio che alligna in alcune frange. Qualcosa va fatto. Ho preso atto che si procederà ad una regolamentazione via legge ordinaria. Ha fatto bene. Il Parlamento lo farà". Per Schifani "questi siti" (Facebook solo in Italia ha 13 milioni di iscritti) suonano ancora più pericolosi delle Brigate Rosse, di Prima Linea, dei Nar, e delle decine di gruppi che tra il 1969 e il 1985 si resero protagonisti di 12.770 episodi di violenza terroristica, ferirono oltre cinquemila persone uccidendone 342.
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sabato 19 dicembre 2009
Ma nelle altre democrazie Facebook non lo censura nessuno
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domenica 8 novembre 2009
Obama ritiene Berlusconi poco intelligente: parola di Micheal Moore
"Chiunque abbia un po' di logica capisce che Obama non considera Berlusconi un fratello. E Obama ha compassione per le persone meno intelligenti e che dicono stupidaggini...". E' quanto ha affermato Michael Moore durante la trasmissione In mezz'ora. Il regista poi, riferendosi alla battuta del premier sul presidente americano 'abbronzato', ha osservato: "Dimostra che Obama ha a che fare con una persona meno intelligente..."
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venerdì 6 novembre 2009
Dopo la sentenza Pollari gli Usa non si fidano dell’Italia, neanche di D’Alema
A Washington non capiscono una sentenza che condanna gli agenti Cia ma che "salva" gli italiani in nome della ragione e del segreto di Stato.
I corrispondenti dei quotidiani italiani a Washington e a New York registrano una certa “freddezza diplomatica” del Dipartimento di Stato americano nei confronti della candidatura di Massimo D’Alema a ministro degli esteri dell’Unione Europea. Freddi gli Usa perchè D’Alema è un ex comunista? Neanche per sogno. Freddi, anzi gelidi perchè D’Alema è un italiano.
I corrispondenti dei quotidiani italiani a Washington e a New York registrano una certa “freddezza diplomatica” del Dipartimento di Stato americano nei confronti della candidatura di Massimo D’Alema a ministro degli esteri dell’Unione Europea. Freddi gli Usa perchè D’Alema è un ex comunista? Neanche per sogno. Freddi, anzi gelidi perchè D’Alema è un italiano.
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giovedì 29 ottobre 2009
Obama firma legge contro l'omofobia: "Reati che spezzano le anime"
Contrariamente a quanto succede in Italia, dove nonostante i ripetuti attacchi di violenza contro omosessuali non si è voluta varare una legge contro l'omofobia, negli Stati Uniti il presidente Barack Obama ha appena firmato una legge che equipara i reati di omofobia a quelli di razzismo.
Ci sono crimini che non rompono solo le ossa, "ma spezzano le anime": con queste parole Barack Obama ha salutato la firma del Matthew Shepard Act, la legge che equipara i reati di omofobia a quelli di razzismo. Il nuovo testo amplia la definizione degli "hate crime", i reati dettati dall'odio: oltre ai casi di discriminazione su base etnica, razziale e religiosa, da oggi vi rientreranno anche quelli compiuti per il diverso orientamento sessuale o una disabilità delle vittime.
Ci sono crimini che non rompono solo le ossa, "ma spezzano le anime": con queste parole Barack Obama ha salutato la firma del Matthew Shepard Act, la legge che equipara i reati di omofobia a quelli di razzismo. Il nuovo testo amplia la definizione degli "hate crime", i reati dettati dall'odio: oltre ai casi di discriminazione su base etnica, razziale e religiosa, da oggi vi rientreranno anche quelli compiuti per il diverso orientamento sessuale o una disabilità delle vittime.
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