“Esprimere opinioni, raccontare i fatti e difendere la libertà d'informazione in Italia è considerato sovversivo e da contrastare in ogni modo” è lapidario il commento di Paolo Serventi Longhi segretario generale della Fnsi dal 1996 al 2007 e inserito nell' elenco dei giornalisti schedati e spiati.
“L'aspetto decisamente più grave è che di quella vicenda non siano mai emerse ipotesi di reato che quel sistema sia stato considerato a tutti gli effetti del tutto legittimo. Temo che le cose siano addirittura destinate a peggiorare”. Ieri come allora la Fnsi, secondo Serventi Longhi, era impegnata a sostenere battaglie tra le quali anche quella della riforma del sistema televisivo. La discussione sulla legge Gasparri solo un esempio.
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martedì 29 dicembre 2009
mercoledì 9 dicembre 2009
La concorrenza secondo Mister B.
E’ vero: il ministero delle comunicazioni ha 60 giorni di tempo prima di concedere l’autorizzazione per una nuova rete sul digitale terrestre.
Ma perché secondo voi il viceministro Paolo Romani ha deciso di prenderseli tutti, quei giorni, solo nel caso della nuova tv sul Dtt di Rupert Murdoch?
Ora, si dà il caso che Sky Italia abbia recentemente superato Mediaset per fatturati. E si dà anche il caso che dicembre sia – notoriamente – il mese più ricco di spot pubblicitari. Spostare l’autorizzazione più in là di un mese, significa togliere al concorrente un bel po’ di soldi.
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domenica 29 novembre 2009
Come non farsi dare del mafioso
Per una volta ci sentiamo in dovere di dare consigli a Silvio Berlusconi. Poveretto, tutti gli danno del mafioso: i suoi due giornali s’inventano avvisi di garanzia che (al momento) non ci sono, riportando all’attenzione dell’opinione pubblica alcuni aspetti del suo passato venuti a galla solo nel 2001 con l’intervista di Travaglio a Satyricon e presto, anzi prestissimo, dimenticati. Oggi, grazie a Belpietro e Feltri, si torna a parlare anche in tv di Berlusconi mafioso. Ecco perché, certi dell’assoluta integrità morale del premier, gli offriamo un decalogo per non farsi accusare di concorsi vari ed eventuali che abbiano a che fare con la mafia, rivolgendoci direttamente a lui.
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lunedì 23 novembre 2009
Toghe rosse e cervelli in fuga
Prosegue lo scontro sulla giustizia. Ad infiammare l’ambiente sono state le parole odierne del procuratore aggiunto di Milano Spataro, intervistato dall’Annunziata nel programma In mezz’ora. La toga milanese, dunque rossa, ha bocciato senza appello il ddl Gasparri-Quagliariello-Bricolo sul processo breve: «Il ministro [Alfano, nda] viene in Parlamento dicendo che solo l’1% dei processi sarà soggetto a questo abbattimento. Allora dov’è il problema? Vuole dire che il 99% dei processi funziona egregiamente. Vuol dire che il 99% dei cittadini non si lamenta? Nell’1% forse c’è qualcuno che ha interesse a bloccare il processo».
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“Troppi potenti coinvolti, le fiamme sono un avvertimento”
Luxuria: è stata massacrata dai media e lasciata in mano ai killer. I big tirano un sospiro di sollievo
“Sono stata, purtroppo, profeta di sventura, una... Cassandra...”: e mentre lo dice, per la prima volta l’eloquio tambureggiante e affilato di Vladimir Luxuria si interrompe, annega nell’amarezza. Tono disincantato, a tratti sarcastico, infine la rabbia. Lei l’aveva detto, prima del rogo: “Attenti, Brenda va protetta”.
“Sono stata, purtroppo, profeta di sventura, una... Cassandra...”: e mentre lo dice, per la prima volta l’eloquio tambureggiante e affilato di Vladimir Luxuria si interrompe, annega nell’amarezza. Tono disincantato, a tratti sarcastico, infine la rabbia. Lei l’aveva detto, prima del rogo: “Attenti, Brenda va protetta”.
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“Sosteniamo Antonio Tabucchi” - Firma l’appello di Le Monde
Le Monde, quotidiano progressista francese, scrive:
Le democrazie vive hanno bisogno di individui liberi. Di individui coraggiosi, indipendenti, indisciplinati, che osino, che provochino, che disturbino. È così per quegli scrittori per cui la libertà di penna è indissociabile dall’idea stessa di democrazia. Da Voltaire e Victor Hugo a Camus e Sartre, passando per Zola e Mauriac, la Francia e le sue libertà sanno quanto tali libertà debbono al libero esercizio del diritto di osservare e del dovere di dare l’allarme di fronte all’opacità, le menzogne e le imposture di ogni tipo di potere. E l’Europa democratica, da quando è in costruzione, non ha mai cessato di irrobustire la libertà degli scrittori contro ogni abuso di potere e le ragioni di Stato.
Le democrazie vive hanno bisogno di individui liberi. Di individui coraggiosi, indipendenti, indisciplinati, che osino, che provochino, che disturbino. È così per quegli scrittori per cui la libertà di penna è indissociabile dall’idea stessa di democrazia. Da Voltaire e Victor Hugo a Camus e Sartre, passando per Zola e Mauriac, la Francia e le sue libertà sanno quanto tali libertà debbono al libero esercizio del diritto di osservare e del dovere di dare l’allarme di fronte all’opacità, le menzogne e le imposture di ogni tipo di potere. E l’Europa democratica, da quando è in costruzione, non ha mai cessato di irrobustire la libertà degli scrittori contro ogni abuso di potere e le ragioni di Stato.
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sabato 21 novembre 2009
Lannes, giornalista nel mirino: “Scorta non per me, ma per la mia famiglia”
“Non voglio protezione per me, ma piuttosto per la mia famiglia...” Gianni Lannes, giornalista free-lance e direttore del portale Italiaterranostra, autore di numerose inchieste, dal caso Ilaria Alpi, alle navi dei veleni, fino al traffico di armi e di rifiuti, si rivolge alle istituzioni. Lannes è ormai avvezzo a intimidazioni, lettere minatorie, effrazioni, freni sabotati, macchine incendiate. Il più recente di questi episodi risale a soli due giorni fa, martedì 17 novembre, una nuova intimidazione che si aggiunge al grave episodio del 5 novembre, l'auto fatta esplodere sotto casa...
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venerdì 20 novembre 2009
Corrispondente francese critica Berlusconi su un quotidiano controllato dai russi: licenziata
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martedì 17 novembre 2009
EcoMafie, Lannes sotto tiro: «Non mollo, dovrete uccidermi»
«Non sono un eroe e non temo la morte. Scrivo per passione, per amore della verità. Appartengo a una specie in via di estinzione. Non mollerò mai». Misteri d’Italia, corruzione, speculazioni, eco-mafie. Gianni Lannes, giornalista freelance per quotidiani e periodici e fondatore di “Italia Terra Nostra”, è un reporter sotto tiro: un’auto incendiata a luglio, promesse di morte arrivate via mail e, nei giorni scorsi, l’esplosione della seconda vettura. «Se pensano di intimidirmi così, perdono tempo. Possono soltanto ammazzarmi», dichiara in una lunga intervista concessa ad Antonella Beccaria per il blog “Xaaraan”.
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lunedì 16 novembre 2009
Regolette
Forse vanno ristabilite alcune regolette. Roba semplice, che magari potrebbe essere condivisa da ogni parte politica, ma che nel casino sembrano dimenticate.Tipo: quando uno fa satira politica su un ministro, bella o brutta che sia la satira e chiunque sia il ministro, non esiste che tutti gli onorevoli e i Tg in coro strillino contro il vignettista. In una democrazia sana, il vignettista fa la satira che gli pare e i politici stanno zitti, punto, fine.
Oppure: quando uno fa il direttore del Tg1, non è come se facesse il direttore del Fatto o di Libero. Il Tg1 non è un giornale corsaro né d’opinione. E’ il Tg1, quindi di noi tutti, istituzionalmente, storicamente. Più ancora del Tg2 e del Tg3. Pertanto il direttore del Tg1 non può entrare a gamba tesa su una questione che vede una buona metà degli italiani pensarla all’opposto.
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venerdì 13 novembre 2009
L’Italia è una Repubblica in mano alla mafia
Siamo ben oltre il fascismo, siamo in mano alla mafia. Il fascismo si poteva contrastare, la storia insegna che combattere la mafia è pressoché impossibile. Si possono vincere piccole battaglie, ma ormai non si potrà più sconfiggere. Si è sempre detto, e io ci credo vivamente, che per sconfiggere la mafia ci vuole la volontà politica, ma se la politica la fanno i mafiosi … il resto vien da sé.
Io non guardo il TG1, invero tento di evitare tutte le televisioni di stato, sia quelle del tizio del consiglio, sia quelle del tizio di Mediaset, ma leggo molti giornali, tutti tranne quelli del tizio editore. Se avete avuto modo di leggere quanto accaduto lunedì sera al TG1, avrete avuto anche voi la mia stessa sensazione: “L’Italia è una Repubblica in mano alla mafia.” E sebbene l’indignazione di molti cittadini non si sia fatta attendere, e vi siano appelli da firmare anche on line, non cambierà nulla.
Io non guardo il TG1, invero tento di evitare tutte le televisioni di stato, sia quelle del tizio del consiglio, sia quelle del tizio di Mediaset, ma leggo molti giornali, tutti tranne quelli del tizio editore. Se avete avuto modo di leggere quanto accaduto lunedì sera al TG1, avrete avuto anche voi la mia stessa sensazione: “L’Italia è una Repubblica in mano alla mafia.” E sebbene l’indignazione di molti cittadini non si sia fatta attendere, e vi siano appelli da firmare anche on line, non cambierà nulla.
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Baldassarre e Taormina sono diventati livorosi comunisti?
- Baldassarre, giudice costituzionale notoriamente vicino alla destra, presidente della Rai in quota Berlusconi nonché – pochi mesi fa – candidato sindaco a Terni per il Pdl, definisce il ddl sul processo breve «incostituzionale e imbarazzante». E spiega, dicendosi «desolato innanzitutto come cittadino», che il provvedimento viola il principio di uguaglianza soprattutto perchè si applica a «reati gravissimi, come quelli di corruzione e concussione» mentre tra quelli esclusi ce ne sono alcuni "lievi".
- Per l’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia Taormina, il ddl che fissa in due anni dal rinvio a giudizio il termine della prescrizione è «vergognoso, criminale, criminogeno e ridicolo». A giudizio di Taormina, con la proposta del Pdl, lo «Stato di diritto è ormai saltato» e il provvedimento è frutto di «imbecillità giuridica senza precedenti». «È auspicabile – prosegue l’avvocato – una ribellione dei cittadini onesti». Il ddl, sempre secondo Taormina «è vergognoso perché per vietare il giudizio su di un imputato se ne vietano centomila, con danno morale e patrimoniale delle vittime dei reati. È criminale perché implica l’utilizzazione dello strumento legislativo per fini personali ed integra un attentato alla Costituzione sotto il profilo della vanificazione della giurisdizione che rappresenta elemento portante della vigenza di un ordinamento giuridico che, per esistere, ha bisogno della attuazione, appunto, giurisdizionale».
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giovedì 12 novembre 2009
Nicola Cosentino vuole imbavagliare Annozero
Il sottosegretario chiede di imbavagliare Annozero. Nicola Cosentino chiede l’immunità televisiva. Non prevista tra i benefici dei parlamentari. L’avvocato del sottosegretario scrive una lettera ai vertici Rai e all’Agcom per diffidare Annozero. Con tempistica perfetta e sospetta, anticipando persino l’Ansa di mercoledì e non di giovedì: l’imputato – il “referente dei Casalesi”, secondo il gip – pretende che i telespettatori siano all’oscuro delle sue disavventure con la giustizia.
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mercoledì 11 novembre 2009
Italia dall'estero, Belet (Ppe) "In Italia esiste un problema enorme di libertà di stampa"
La costernazione sulla fallita “risoluzione-Berlusconi” nel Parlamento Europeo non finisce mai. Il dibattito è stato infangato da varie parti. Non c’era spazio per le sfumature. I populisti di destra e sinistra dominavano il dibattito per ucciderlo in modo professionale. Ma più che mai c’è necessità di un dibattito profondo, dice l’ex-giornalista, oggi parlamentare Europeo Belga, Ivo Belet (Ppe).
"Una stampa libera è uno dei fondamenti della democrazia. Non c’è posto nella UE per uno stato che non garantisca pluralismo nei media.
"Una stampa libera è uno dei fondamenti della democrazia. Non c’è posto nella UE per uno stato che non garantisca pluralismo nei media.
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Dalla Svizzera con furore: pronta una lista di titolari italiani di conti?
Se fosse vero, qualcuno dovrebbe cominciare a tremare. Come minacciato qualche tempo fa – “se facciamo uscire fuori i conti svizzeri dei politici italiani che succede?” – la Svizzera sarebbe pronta a far circolare una lista “in nero” di titolari di conti correnti italiani. Lo scrive Milano Finanza, spiegando che potrebbe iniziare un commercio di elenchi dei titolari di c/c e portafogli-titoli, mentre gli istituti ticinesi mediterebbero addirittura di mandare a casa i lavoratori italiani. Una politica del terrore che servirebbe a trattenere la fuga dei capitali dal paese elvetico a causa dello scudo fiscale italico.
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Il Tg1 non ci sta: il comitato di redazione sputtana Minzolini
Il Comitato di redazione del Tg1 ieri si è nuovamente schierato contro il direttore Augusto Minzolini, all'indomani di un controverso editoriale sulla riforma della giustizia."Anche questa volta non siamo d'accordo. Anche questa volta il direttore ha schierato il Tg1 attraverso un editoriale sul contestato tema della riforma della giustizia, sposando esplicitamente le posizioni della maggioranza di governo", spiega il Cdr in un comunicato.
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Ingroia: «Il mio pensiero stravolto al punto di attribuirmi un programma politico»
Procuratore Ingroia, contento di essere citato da un’editoriale del TG1?«...Certamente no, quando il mio pensiero viene stravolto al punto di attribuirmi un programma politico, mentre le mie dichiarazioni erano semplicemente un richiamo ai princìpi fondamentali scritti nella carta costituzionale. Non mi sento schierato da nessuna parte se non con i padri costituenti e con i cittadini che pretendono verità e giustizia..».
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martedì 10 novembre 2009
Yoani Sanchez, minacce di regime alla pasionaria blogger di Cuba
Yoani Sanchez era già la voce del dissenso cubano. Da ieri è l’eroina della resistenza al regime. Sono stati gli scherani stessi di Raul Castro a farne un’icona che va oltre il blog, lo spazio internet che la 34enne dell’Avana occupa da tempo e che l’ha resa famosa nel mondo. Ma ora che l’autrice di Generacion Y è stata picchiata dai membri della sicurezza della Repùblica de Cuba e “sequestrata” (la parola da lei usata non appena scaricata dall’auto nella quale è rimasta ostaggio per mezz’ora), sarà difficile per il governo il cui motto è “Patria e libertà” arginare il clamore e le critiche, soprattutto internazionali.
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Altro attentato incendiario ai danni del giornalista Lannes: ma il Governo tace
"Ennesimo attentato incendiario di stampo mafioso ai danni del giornalista Gianni Lannes. Ignoti alle ore 23,40 circa del 5 novembre hanno dato fuoco ad un’altra automobile (non assicurata contro gli incendi) del cronista impegnato nell’inchiesta sulle navi dei veleni e recentemente nell’indagine sull’inceneritore che la Caviro vuole realizzare illegalmente a Carapelle in Puglia!" La denuncia così com'è riportata è pubblicata sul sito www.italiaterranostra.it, di cui Lannes è il direttore.
lunedì 9 novembre 2009
Da Ruffini a Mineo. Assalto finale a direttori, programmi e autori sgraditi
Ci auguriamo che nessuno, almeno nelle fila dell'opposizione, voglia cadere nel trappolone preparato dalla destra del conflitto di interessi e che vorrebbe far credere che dentro Raitre sarebbe in corso un rodeo tra futuri candidati alla direzione; come hanno sottolineato quasi tutti gli autori della rete siamo invece in presenza del colpo di mano finale, quello con il quale si vuole azzerare l'autonomia editoriale, ideativa e produttiva della rete, attraverso l'espulsione dei programmi e degli autori sgraditi al presidente del Consiglio.
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