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lunedì 21 dicembre 2009

Ascolta, ascolta: Capezzone dà lezioni di credibilità!

Bile raccoglie quotidianamente le dichiarazioni di Capezzone in una rubrica (e per questo disgustoso ed eroico compito che si è auto-inflitto è da me ammirato e venerato).

Oggi mi è scivolato l'occhio su questa interessantissima lezione che l'ex radicale pensa di dare al Partito democratico:
«Conviene, converrebbe a Bersani, al Pd, alla parte ragionevole della sinistra, fare davvero argine rispetto alle campagne estremiste di Repubblica e di Di Pietro.»
«Bersani è dinanzi a un bivio di valenza storica: subìre ancora una linea giustizialista, tutta centrata sull’aggressione contro Berlusconi, o invece, per la prima volta, rompere con l’Idv e distinguersi nettamente dal Gruppo Espresso, aprendo a un cammino di riforme davvero utili al Paese».
«La prima strada porterebbe il Pd a 10-15 anni almeno di strutturale minoranza, peraltro inseguendo una linea massimalista e pericolosa; la seconda, invece, permetterebbe alla sinistra di recuperare credibilità presso i ceti medi, e di prepararsi a sfidare il centrodestra per il Governo dell’Italia. Servirebbe a Bersani lo stesso coraggio che consentì a Tony Blair di battere e mettere in minoranza le trade unions e la parte più vecchia del Labour Party. Il New Labour è nato così».




sabato 12 dicembre 2009

Premio Capezzone 2009

A Umberto Bossi ed al suo house organ, che in undici anni hanno percorso molta strada sulla via del revisionismo:
“Sono stato io a mettere fine al partito del mafioso. Lui comprava i nostri parlamentari e io l’ho abbattuto. In Italia ci sono tre poli, quello palermitano è rappresentato da Berlusconi, lo hanno mandato per fregare il nord” – (Ansa, 21 luglio 1998)
Già all’epoca andavano di moda le domande al premier. Solo erano undici, e non dieci.


Mai smettere di porsi domande.





lunedì 23 novembre 2009

Toghe rosse e cervelli in fuga


Prosegue lo scontro sulla giustizia. Ad infiammare l’ambiente sono state le parole odierne del procuratore aggiunto di Milano Spataro, intervistato dall’Annunziata nel programma In mezz’ora. La toga milanese, dunque rossa, ha bocciato senza appello il ddl Gasparri-Quagliariello-Bricolo sul processo breve: «Il ministro [Alfano, nda] viene in Parlamento dicendo che solo l’1% dei processi sarà soggetto a questo abbattimento. Allora dov’è il problema? Vuole dire che il 99% dei processi funziona egregiamente. Vuol dire che il 99% dei cittadini non si lamenta? Nell’1% forse c’è qualcuno che ha interesse a bloccare il processo».




lunedì 16 novembre 2009

Il Capezzone quotidiano


Riportiamo la dichiarazione di ieri di Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della libertò: «È ormai chiaro che la campagna in corso da lungo tempo contro il Premier legittimamente scelto dagli italiani si sta trasformando in un’autentica caccia all’uomo mediatica, politica e giudiziaria. Pezzi di ceto politico, settori ideologizzati della magistratura, gruppi editoriali italiani e stranieri, tentano un’operazione tecnicamente antidemocratica: quella di sovvertire gli esiti elettorali del 2008 (confermati in tutto il 2009) e di usare i processi come tempi supplementari delle elezioni. Costoro, però, non hanno calcolato un aspetto, il più importante: Silvio Berlusconi non è solo, ma ha con sé il consenso di una larga maggioranza degli italiani. Ed è bene che i cittadini si preparino a difendere il loro voto e la volontà che hanno democraticamente espresso contro ogni manovra di palazzo».




domenica 1 novembre 2009

Effetti collaterali di un sabato pomeriggio sul divano


Ti può capitare Alfonso Signorini, su Canale 5, a V che sta per Verissimo - i colori della cronaca (rosa). Il doppio direttore allitterato diventa il dottore d’amore con licenza di prescrizione (calmo, mister B., con la tua rogna non c’entra): “Mai svegliare il compagno alle tre di notte e chiedere: mi pensi? Mai ripetere mi ami, mi ami?”. E altre verità nascoste del genere.





domenica 18 ottobre 2009

Quella domanda cui non sa rispondere



Fa sempre un certo effetto vedere Capezzone che si copre di ridicolo.

Dichiara istericamente: «In base alla nostra Costituzione, le leggi le fa il Parlamento, che è stato eletto dal popolo e che è, su mandato degli elettori, titolare del potere legislativo. Ai magistrati spetta invece il compito di applicare le leggi, e non certo quello di sconfinare in un terreno che a loro non appartiene.»