Forse è proprio vero: una ventata gelida di razzismo sta spazzando l’Italia. Lo ha sostenuto di recente L’Osservatore Romano; lo ha ribadito Sergio Harari sul Corriere; ce lo aveva addirittura ricordato l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (una agenzia dell’ONU) soltanto qualche mese fa. La vulgata popolare ne vorrebbe una paternità esclusivamente leghista. Del resto, la chiamata alla “guerra santa” e alla “nuova Lepanto” contro gli islamici; il Natale che diventa “bianco” non per la neve ma per il colore della pelle; le “pulizie etniche” ventilate per i “culattoni” e la “tolleranza a doppio zero” per i bambini Rom (frasi da cui nessun esponente della dirigenza leghista si è dissociato, nonostante siano costate a chi le ha pronunciate una condanna per istigazione al razzismo) sembrerebbero non lasciare spazio ai dubbi.
Altri fatti, tuttavia, impongono una considerazione meno semplicistica del problema. Due esempi: la “caccia al negro” che diventa motivo di vanto per i ragazzi di Rosarno (lo racconta Marco Rovelli), di cui è difficile pensare una affiliazione al partito di Bossi; e gli insulti a Mario Balotelli, pronunciati negli stadi di tutta Italia, da Torino a Verona passando per Cagliari, da tifoserie di ogni colore politico. A cui oggi se ne aggiunge un terzo: il cartello appeso sulla porta di un negozio di abbigliamento di Empoli, che reca la scritta “vietato ai cinesi“. Il titolare si difende, sostenendo che non si tratti di razzismo ma di una misura per evitare che falsi clienti dalla pelle gialla si aggirino tra la merce con l’unico intento di copiare rifiniture e cuciture. “I clienti sono dalla mia parte“, aggiunge. E si sa, il cliente ha sempre ragione.
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mercoledì 20 gennaio 2010
venerdì 15 gennaio 2010
Numeri
L’Istat ha pubblicato giusto ieri un resoconto statistico “per capire il Paese in cui viviamo” (così sta scritto nel titolo).
E’ interessante, perché smentisce alcuni luoghi comuni.
Gli stranieri residenti in Italia nel 2009 erano 3.891.295, ossia il 6.5% della popolazione totale. Tanti, pochi? Diciamo che in Spagna sono l’11.6%, in Germania l’8.8%, in Regno Unito il 6.6%, in Francia il 5.7%. Dalle statistiche mancano i clandestini, è vero, ma mancano pure negli altri Paesi e, secondo l’Ocse, il fenomeno è più o meno analogo in proporzione anche altrove.
Ma il dato più interessante è un altro. La comunità straniera più presente (circa 800mila persone) è quella romena, con il 20.5% sul totale; poi l’albanese con l’11.3%, la marocchina (10.4%), la cinese (il 4.4%), l’ucraina (il 4.0%), la filippina (il 2.9%), la tunisina, la polacca, l’indiana, la moldava. Il dato che colpisce è che di queste dieci comunità più numerose, solamente in due la religione nettamente prevalente è quella musulmana e comunque il loro numero complessivo non è così esagerato. Forse quando parliamo di immigrazione e la riduciamo alla religione musulmana e ai problemi che essa pone in termini di integrazione multiculturale dovremmo pensarci un po’, guardare prima queste cifre.
E’ interessante, perché smentisce alcuni luoghi comuni.
Gli stranieri residenti in Italia nel 2009 erano 3.891.295, ossia il 6.5% della popolazione totale. Tanti, pochi? Diciamo che in Spagna sono l’11.6%, in Germania l’8.8%, in Regno Unito il 6.6%, in Francia il 5.7%. Dalle statistiche mancano i clandestini, è vero, ma mancano pure negli altri Paesi e, secondo l’Ocse, il fenomeno è più o meno analogo in proporzione anche altrove.
Ma il dato più interessante è un altro. La comunità straniera più presente (circa 800mila persone) è quella romena, con il 20.5% sul totale; poi l’albanese con l’11.3%, la marocchina (10.4%), la cinese (il 4.4%), l’ucraina (il 4.0%), la filippina (il 2.9%), la tunisina, la polacca, l’indiana, la moldava. Il dato che colpisce è che di queste dieci comunità più numerose, solamente in due la religione nettamente prevalente è quella musulmana e comunque il loro numero complessivo non è così esagerato. Forse quando parliamo di immigrazione e la riduciamo alla religione musulmana e ai problemi che essa pone in termini di integrazione multiculturale dovremmo pensarci un po’, guardare prima queste cifre.
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Italia dall'estero: «L’Onu chiede alle autorità italiane di intervenire»
Un famoso quotidiano tedesco parla del caso di Rosarno:
Le Nazioni Unite criticano aspramente le autorita’ italiane per le aggressioni contro gli immigrati in Calabria. Lo stato avrebbe dovuto combattere piu’ fortemente il razzismo, dicono alcuni rappresentanti delle Nazioni Unite. La politica deve orientarsi agli “standard internazionali” per i diritti umani.
Dopo le rivolte con 67 feriti in Calabria è cominciato un dibattito sulla violenza contro gli immigrati in Italia. Martedi’, le Nazioni Unite hanno chiesto alle autorità italiane di combattere fortemente tali eventi di razzismo. Un rappresentante della Conferenza Episcopale Italiana ha messo in evidenza che i diritti umani dei migranti devono essere rispettati.
Jorge Bustamante e Githu Muigai, delegati speciali delle Nazioni Unite per i diritti dei migranti e contro il razzismo, hanno dichiarato a Ginevra che le autorità italiane dovrebbero adottare “tutte le misure necessarie per combattere il crescente atteggiamento xenofobo nei confronti dei lavoratori migranti”. E’ più che mai necessario che le autorità prendano provvedimenti contro il “discorso di odio” e perseguitino “le azioni razziste e violente di individui”. Contemporaneamente, i rappresentanti delle Nazioni Unite chiedono alle autorita’ italiane di migliorare le “terribili condizioni di lavoro e vita” degli immigrati. In piu’ deve essere perseguita una politica di immigrazione coerente con “le norme internazionali di diritti umani”.
Le Nazioni Unite criticano aspramente le autorita’ italiane per le aggressioni contro gli immigrati in Calabria. Lo stato avrebbe dovuto combattere piu’ fortemente il razzismo, dicono alcuni rappresentanti delle Nazioni Unite. La politica deve orientarsi agli “standard internazionali” per i diritti umani.
Dopo le rivolte con 67 feriti in Calabria è cominciato un dibattito sulla violenza contro gli immigrati in Italia. Martedi’, le Nazioni Unite hanno chiesto alle autorità italiane di combattere fortemente tali eventi di razzismo. Un rappresentante della Conferenza Episcopale Italiana ha messo in evidenza che i diritti umani dei migranti devono essere rispettati.
Jorge Bustamante e Githu Muigai, delegati speciali delle Nazioni Unite per i diritti dei migranti e contro il razzismo, hanno dichiarato a Ginevra che le autorità italiane dovrebbero adottare “tutte le misure necessarie per combattere il crescente atteggiamento xenofobo nei confronti dei lavoratori migranti”. E’ più che mai necessario che le autorità prendano provvedimenti contro il “discorso di odio” e perseguitino “le azioni razziste e violente di individui”. Contemporaneamente, i rappresentanti delle Nazioni Unite chiedono alle autorita’ italiane di migliorare le “terribili condizioni di lavoro e vita” degli immigrati. In piu’ deve essere perseguita una politica di immigrazione coerente con “le norme internazionali di diritti umani”.
Dal dito alla luna: perché l’immigrazione in Italia è una risorsa e non una minaccia
Dopo i tragici fatti di Rosarno, si è fatto un gran parlare di immigrazione. Bondi ha dato la colpa alla sinistra, la sinistra ha dato la colpa a Maroni, Maroni l’ha data a chi è stato “troppo tollerante” con i clandestini, Feltri se l’è presa con chi spara ai “negri” invece di sparare ai mafiosi e Battista se l’è presa con Feltri perché ha usato una g di troppo. Per sgombrare il campo da pregiudizi di natura politica, e farsi un’idea di come le statistiche ufficiali catturino il fenomeno, consiglio la lettura della relazione di Fadi Hassan e Luigi Minale per Quattrogatti.info intitolata L’immigrazione in Italia: risorsa o minaccia? che, nello stile oramai consueto del gruppo di lavoro, unisce semplicità e rigore informativo.
I dati raccolti dal duo ci aiutano a sfatare alcuni miti. Prima di tutto, quelli riguardanti il mercato del lavoro: non è vero, ad esempio, che gli stranieri sottraggano lavoro agli italiani o ne causino una diminuzione del salario; e questo, si badi bene, nemmeno (se non in piccola parte) per la manodopera meno qualificata. Le caratteristiche di complementarietà del mercato del lavoro immigrato e nativo fanno addirittura sì che la presenza dei primi abbia impatti positivi sui secondi in possesso di un titolo di laurea e sull’impiego femminile.
E ancora: gli immigrati non sono affatto un costo per lo Stato. In termini fiscali, infatti, questi ultimi sono responsabili del 4% delle entrate e solo del 2,5% delle spese. Il tutto producendo il 10% del PIL nonostante immigrato sia solamente il 6,5% della popolazione. E abbassando, grazie alla giovane età, l’indice di dipendenza di un Paese le cui spese pensionistiche e per la sanità costituiscono una imponente voce di costo. Per questa ragione è vero, concludono Hassan e Minale: gli immigrati “pagano le nostre pensioni”.
I dati raccolti dal duo ci aiutano a sfatare alcuni miti. Prima di tutto, quelli riguardanti il mercato del lavoro: non è vero, ad esempio, che gli stranieri sottraggano lavoro agli italiani o ne causino una diminuzione del salario; e questo, si badi bene, nemmeno (se non in piccola parte) per la manodopera meno qualificata. Le caratteristiche di complementarietà del mercato del lavoro immigrato e nativo fanno addirittura sì che la presenza dei primi abbia impatti positivi sui secondi in possesso di un titolo di laurea e sull’impiego femminile.
E ancora: gli immigrati non sono affatto un costo per lo Stato. In termini fiscali, infatti, questi ultimi sono responsabili del 4% delle entrate e solo del 2,5% delle spese. Il tutto producendo il 10% del PIL nonostante immigrato sia solamente il 6,5% della popolazione. E abbassando, grazie alla giovane età, l’indice di dipendenza di un Paese le cui spese pensionistiche e per la sanità costituiscono una imponente voce di costo. Per questa ragione è vero, concludono Hassan e Minale: gli immigrati “pagano le nostre pensioni”.
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giovedì 14 gennaio 2010
Il terremoto è comunista
Se questo è un uomo...
Ad Haiti catastrofe anticapitalista: Vittorio Feltri è un uomo? VOTA
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lunedì 11 gennaio 2010
Omicidio culturale
Qualcuno eccepirà che non vede il nesso tra i fatti di Rosarno e la vicenda di questa povera donna; io, da parte mia, ripeto che quel collegamento mi appare invece nitidissimo: nel nostro paese vivono una quantità di perone che sanno fin troppo bene di essere considerate alla stregua degli animali, ma che ciononostante sono costrette a fare buon viso a cattivo gioco, pur di cercare disperatamente di sopravvivere.
Ecco, questa è una cosa di cui vergognarsi.
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Razzismo e dintorni
Date le reazioni suscitate dal post di ieri riguardo soprattutto il tema Balotelli-razzismo, che ha creato un certo dibattito anche nella pagina facebook di Informare per resistere ad esso dedicata, è forse il caso di chiarire alcuni punti, partendo come sempre dai fatti.Mario Balotelli, nato a Palermo nel 1990 da immigrati ghanesi, è cittadino italiano dal 13 agosto 2008. Dal 2006 è un giocatore dell’Inter. Da quando ha iniziato a calcare i campi della serie A negli stadi si sono manifestati nei suoi confronti diversi strani fenomeni, che vanno dai semplici fischi ai buu più o meno connotati, fino agli slogan più sfacciatamente razzisti.
Il suo atteggiamento in campo certo non aiuta: linguacce in faccia agli avversari (come nell’Inter-Roma del 1° marzo scorso, quando irrise Panucci dopo il rigore segnato), simulazioni (vedi ad esempio l’ultimo Juventus-Inter) e continui battibecchi con gli avversari (il 24 febbraio dell’anno scorso arrivò a zittire il pallone d’oro Cristiano Ronaldo) lo rendono facilmente e giustamente criticabile e oggetto di svariate attenzioni, dai fallacci in campo alle contestazioni in curva.
Resta però da chiarire cosa c’entri l’arroganza di Balotelli con i cori razzisti di Juventus-Inter del 19 aprile 2009, quelli che hanno portato la Vecchia Signora a giocare a porte chiuse la partita successiva contro l’Atalanta, cori ritenuti dunque di stampo discriminatorio dalla giustizia sportiva; resta però da chiarire cosa c’entri la strafottenza di Balotelli coi buu di Cagliari-Inter del 20 settembre, rivolti anche a Samuel Eto’o; resta però da chiarire cosa c’entri l’insolenza di Balotelli con i fischi al messaggio anti-razzismo lanciato dallo speaker dell’Olimpico di Torino prima di Juventus-Udinese del 22 novembre, seguiti poi dal tanto in voga «se saltelli muore Balotelli», reiterato senza motivo a Bordeaux tre giorni dopo (tanto per tenere alta l’immagine dell’Italia nel mondo); resta però da chiarire cosa c’entri la sfacciataggine di Balotelli con i recenti buu di Chievo-Inter.
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Rosarno, la BBC un anno fa: “Vivono come animali”
“Non c’è riscaldamento, l’olezzo è terribile”, così un inviato della BBC , in un video servizio del 25 febbraio 2009, commentava le disumane condizioni di vita degli immigrati nella cittadina calabrese. “Non siamo in Africa ma nel Sud d’Italia”, spiegava mentre si muoveva, seguito dal cameramen, all’interno della bidonville di Rosarno. Allestita all’interno di una fabbrica dismessa, la struttura ospitava già allora 600 anime nascoste in catapecchie di cartone.
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Cittadino del mondo
Il tuo Cristo è ebreo e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese e il tuo caffè è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana e la tua camicia hawaiana.
Le tue vacanze sono turche, tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo, non rimproverare al tuo vicino di essere straniero.
anonimo
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domenica 27 dicembre 2009
Il doppio registro di Bobo
Da ministro Maroni pubblicizza la difesa della legalità. In veste leghista inneggia alla razza padana e alle ronde

Bobo Maroni è il leghista bifronte. Gli piace mostrarsi ragionevole ed equilibrato, quando indossa i panni ministeriali. Coraggioso, quando fa il ministro dell’Interno che lotta contro la mafia. Perfino simpatico e divertente, quando infila gli occhiali scuri e suona l’organo Hammond nel gruppo soul Distretto 51. Del resto, uno degli slogan gridati a Milano nel 1994, alla manifestazione del 25 aprile, era: "Maroni, Maroni, arresta Berlusconi!". Ma quando deve fare i fatti, quando deve parlare alla pancia della Lega, si trasforma.

Bobo Maroni è il leghista bifronte. Gli piace mostrarsi ragionevole ed equilibrato, quando indossa i panni ministeriali. Coraggioso, quando fa il ministro dell’Interno che lotta contro la mafia. Perfino simpatico e divertente, quando infila gli occhiali scuri e suona l’organo Hammond nel gruppo soul Distretto 51. Del resto, uno degli slogan gridati a Milano nel 1994, alla manifestazione del 25 aprile, era: "Maroni, Maroni, arresta Berlusconi!". Ma quando deve fare i fatti, quando deve parlare alla pancia della Lega, si trasforma.
martedì 22 dicembre 2009
Muore in cella il "negro" che aveva visto il pestaggio a Teramo
Metilparaben dice bene: "sarà una triste coincidenza", ma intanto è morto in circostanze ancora da appurare Uzoma Emeka, 32 anni, di nazionalità nigeriana, passato alla cronaca per essere stato citato ("il negro") nella registrazione di uno degli uffici degli agenti di polizia del carcere di Teramo.
mercoledì 2 dicembre 2009
Croce ed elmetto, imbecille perfetto
Dai! Dai! Facciamolo anche noi il referendum sui minareti! Che aspettiamo? Forza, gente, sveglia! Mettiamo la croce sul tricolore! Perché non osare di più? La croce e l’elmetto cornuto, simbolo di questa nuova Italia cattolico/celtica nella quale ogni montanaro potrà sposare la sua mucca ma con rito di Santa Romana Chiesa. O cacchio! Romana?
[cito/copio] “ … ci mancano solo gli appestati musulmani.”
Ebbene sì. Io ho un tale che mi scrive insulti quasi tutti i giorni, credo che prima o poi ne farò un libercolo; una sorta di breviario, una “summa” delle perle del pirla, che questa volta è partito lancia in resta alla difesa del sacro suolo italico, confondendo il minareto col lazzaretto.
mercoledì 25 novembre 2009
Senza pietà, la Moratti contro i Rom di Milano
Giovedì mattina i bambini della scuola elementare Elsa Morante di via Pini a Milano non hanno trovato sui banchi i loro compagni rom. Senza alcun preavviso e senza ascoltare le richieste di genitori, insegnanti, associazioni, il Comune ha sgomberato il campo rom che sorgeva nell'ex area Enel di via Rubattino e che ospitava quasi trecento persone, tra cui 50 minori.
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martedì 24 novembre 2009
Ronda condominiale
Ancora Milano, ancora razzismo, patetico ma cinicamente divertente, come riesce ad essere spesso la propaganda di questo governo imbecille. Non si era ancora spenta l’eco dell’operazione “Bianco Natale” che ora arrivano “Le ronde del vicinato”. La nuova operazione “sicurezza” invita i cittadini a tenere sotto controllo il territorio antistante la finestra di ciascuno, il proprio cortile, il proprio pianerottolo. Si consiglia al cittadino di affacciarsi quando un cane abbaia, segnalare le targhe delle auto sospette, non restare chiusi in casa quando suona un allarme. Quel che invece non è scritto, ma sott’inteso nel volantino di propaganda razziale, è che d’ora in poi si potrà attuare la delazione essendo premiati anziché puniti.
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lunedì 23 novembre 2009
Italia dall'estero: «La Lega Nord e la purga etnica del “bianco Natale”»
Dopo il giornale belga, anche The Independent parla del razzismo italiota:Il consiglio comunale della località settentrionale italiana di Coccaglio quest’anno sogna un “bianco Natale”. Ma la melensa canzone di Bing Crosby non ha nulla a che fare con le idee della giunta. Tutt’altro: gli esponenti locali della xenofoba Lega Nord si affidano a una sorta di pulizia etnica stagionale per purificare il paese. Stanno per emettere un’ordinanza ufficiale per identificare ed espellere quanti più extracomunitari possibile prima di Natale.
Italia dall'estero. «Comune italiano vuole espellere tutti gli illegali per un ‘Natale bianco’»

Il belga "De Morgen" scrive delle tristi vicende legate alle iniziative del partito xenofobo italiano:
L’operazione ‘Bianco Natale’ deve assicurare che tutti gli immigrati illegali siano spariti dal comune nord-italiano di Coccaglio, vicino a Brescia, prima del 25 dicembre.
Il sindaco Claretti, della Lega Nord, ha dato ordine di controllare i permessi di soggiorno di circa 400 stranieri nella cittadina, che conta all’incirca 7.000 abitanti. “Qui non c’è nessuna criminalità”, spiega Claretti in un’intervista con il quotidiano La Repubblica, “ma vogliamo semplicemente fare pulizia”.
sabato 21 novembre 2009
Italia dall'estero: «Italia, aumentano gli immigrati»
Nonostante la crisi economica e occupazionale e in particolar modo il “pacchetto sicurezza” che considera l’immigrazione clandestina un reato, gli immigrati continuano a scegliere l’Italia come paese in cui emigrare. Secondo dati della Caritas, nella penisola italiana la presenza documentata di stranieri ha raggiunto i 5 milioni, che rappresentano il 7,2% della popolazione totale, superando la media di 6,5% dell’Unione Europea e se si considerano i clandestini la percentuale è superiore al 10%.
Il famoso “pacchetto sicurezza”, legge proposta da un piccolo partito xenofobo radicato nel nord Italia e grande alleato del partito di Berlusconi, non piace né alla Conferenza Episcopale Italiana né al Vaticano stesso. I vescovi italiani hanno spiegato che l’azione dell’attuale governo di comparare l’immigrato con il delinquente ha creato tutta una serie di opinioni erronee e non giustificabili. Papa Benedetto XVI ricevendo i partecipanti nel Congresso Mondiale Pastorale per gli immigrati che si celebra a Roma, ha affermato che tanti immigrati abbandonano il loro paese per scappare da condizioni di vita umanamente inaccettabili e nonostante questo non trovano l’accoglienza che speravano”.
Il famoso “pacchetto sicurezza”, legge proposta da un piccolo partito xenofobo radicato nel nord Italia e grande alleato del partito di Berlusconi, non piace né alla Conferenza Episcopale Italiana né al Vaticano stesso. I vescovi italiani hanno spiegato che l’azione dell’attuale governo di comparare l’immigrato con il delinquente ha creato tutta una serie di opinioni erronee e non giustificabili. Papa Benedetto XVI ricevendo i partecipanti nel Congresso Mondiale Pastorale per gli immigrati che si celebra a Roma, ha affermato che tanti immigrati abbandonano il loro paese per scappare da condizioni di vita umanamente inaccettabili e nonostante questo non trovano l’accoglienza che speravano”.
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martedì 17 novembre 2009
Darò fuoco alle terre dei serbi
Il sito dell'UAAR, come sempre puntualissimo, segnala che il Papa ha deciso di ricevere con tutti gli onori questo personaggio qua.
Non c'è che dire: in un momento nel quale la xenofobia, l'intolleranza e lo squadrismo militante sembrano dilagare, si tratta proprio di un gran bel segnale.
via Metilparaben
***
Non c'è che dire: in un momento nel quale la xenofobia, l'intolleranza e lo squadrismo militante sembrano dilagare, si tratta proprio di un gran bel segnale.
via Metilparaben
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lunedì 9 novembre 2009
Maometto era pedofilo ma Giuseppe non scherzava
Le straordinarie scoperte sull’Islam della Santanchè non mi pare giovino granchè alle nostre mitiche radici giudaico-cristiane, rischiando di riaprire l’imbarazzante dibattito storico sull’età di Maria e Giuseppe al momento del loro matrimonio: qualcosa di simile alla differenza anagrafica tra Silvio e Noemi, per capirci.
via Piovono Rane
via Piovono Rane
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domenica 8 novembre 2009
Santanché, che mi dice di Gesù Cristo?
"Maometto per noi era poligamo e pedofilo, perchè aveva nove mogli e l'ultima di nove anni": lo ha detto Daniela Santanchè, leader del movimento per l'Italia, nel corso del programma Domenica Cinque su Canale 5, durante un dibattito sulla decisione della Corte Europea di Strasburgo di vietare l'affissione del crocifisso nelle scuole.
Adottando lo stesso acuto punto di vista di questa stimata intellettuale, allora si potrebbe tranquillamente ipotizzare che:
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