Pare brutto, lo so, ma viene spontaneo proseguire nel nichilismo assoluto della nuova corrente del “vatteneacagarismo.” In effetti ci ho pensato ieri mentre sentivo le dichiarazioni telefoniche di brunetta, in merito al calo del potere d’acquisto degli stipendi italiani. Esso, forte della poltrona su cui poggia il culo, sosteneva che i dati ISTAT erano da leggersi in modo differente, quasi bizzarro, aggiungo io. Secondo il nulla facente anti fannulloni, infatti, in realtà ad averci rimesso sono stati i redditi medio alti, mentre i poveri col calo dell’inflazione hanno persino guadagnato. Certo – spiegava – chi ha perso il lavoro ha visto un calo delle sue entrate, ma nemmeno tutti dal momento che chi è in cassa integrazione percepisce il 90% dello stipendio, e quindi non si può lamentare.
Quindi, sì, confesso d’averlo mandato a cagare.
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mercoledì 13 gennaio 2010
sabato 2 gennaio 2010
Scudo fiscale: i conti non tornano
Scarsa o nulla chiarezza sullo scudo fiscale. Prima di tutto per quanto riguarda la somma regolarizzata, che secondo il Corriere già il 15 dicembre “sarebbe intorno ai 110 miliardi” e “potrebbe salire ancora“, con un gettito per le casse statali “superiore ai 5 miliardi” (5,5 secondo il catenaccio). Tuttavia due settimane dopo, il rimpatrio viene ridimensionato a 98 miliardi, di cui 4,75 di entrate per lo Stato, confermando sostanzialmente le stime prodotte dal Tesoro il 16 luglio (ma non quelle che inizialmente avevano motivato la manovra, e cioè una somma tra i 276 e i 300 miliardi). Che sia questo ridimensionamento improvviso a causare la dichiarazione della Corte dei Conti, che parla di una mancanza di “affidabili meccanismi e metodologie di verifica”?
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lunedì 7 dicembre 2009
Report ritrova il “tesoro” di Tanzi
A cosa deve tendere un servizio pubblico, in special modo quello radiotelevisivo? A soddisfare le diverse esigenze dell’opinione pubblica, ad aiutarla a districarsi nella matassa ingarbugliata della società reale, della politica, dell’economia, ad arricchirne le potenzialità culturali, a tutelarla dagli intrighi e dalle prepotenze del potere in tutte le sue manifestazioni possibili (governo, partiti, magistratura, istituzioni, forze dell’ordine, imprenditori e finanza, ecc…).
Quando ciò accade e viene pubblicamente riconosciuto da uno dei “poteri” dello Stato, ecco allora che è doveroso prenderne atto, anche perché rafforza proprio l’idea stessa della necessità di un Servizio pubblico libero, autonomo, “superpartes”, “cane da guardia” del sistema.
Quando ciò accade e viene pubblicamente riconosciuto da uno dei “poteri” dello Stato, ecco allora che è doveroso prenderne atto, anche perché rafforza proprio l’idea stessa della necessità di un Servizio pubblico libero, autonomo, “superpartes”, “cane da guardia” del sistema.
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domenica 29 novembre 2009
Come non farsi dare del mafioso
Per una volta ci sentiamo in dovere di dare consigli a Silvio Berlusconi. Poveretto, tutti gli danno del mafioso: i suoi due giornali s’inventano avvisi di garanzia che (al momento) non ci sono, riportando all’attenzione dell’opinione pubblica alcuni aspetti del suo passato venuti a galla solo nel 2001 con l’intervista di Travaglio a Satyricon e presto, anzi prestissimo, dimenticati. Oggi, grazie a Belpietro e Feltri, si torna a parlare anche in tv di Berlusconi mafioso. Ecco perché, certi dell’assoluta integrità morale del premier, gli offriamo un decalogo per non farsi accusare di concorsi vari ed eventuali che abbiano a che fare con la mafia, rivolgendoci direttamente a lui.
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giovedì 19 novembre 2009
Italia dall'estero: «Una legge aiuta il premier italiano nei procedimenti giudiziari»
Ecco cosa scrivono in Olanda (paese libero).
Un mese dopo che il premier italiano Berlusconi ha perso la sua immunità, la sua coalizione ha lanciato una proposta di legge che deve salvarlo da procedimenti. La conseguenza del disegno di legge presentata ieri è che decine di migliaia di altri sospettati possono sfuggire ai procedimenti a loro carico.
Tra questi i responsabili della frode miliardaria della multinazionale del latte Parmalat, medici in malafede che hanno operato senza motivo e sfregiato clienti, politici e uomini d’affari corrotti, e l’ex-presidente della banca centrale Fazio, che provò a bloccare il passaggio della banca Antonveneta alla ABN Amro.
Un mese dopo che il premier italiano Berlusconi ha perso la sua immunità, la sua coalizione ha lanciato una proposta di legge che deve salvarlo da procedimenti. La conseguenza del disegno di legge presentata ieri è che decine di migliaia di altri sospettati possono sfuggire ai procedimenti a loro carico.
Tra questi i responsabili della frode miliardaria della multinazionale del latte Parmalat, medici in malafede che hanno operato senza motivo e sfregiato clienti, politici e uomini d’affari corrotti, e l’ex-presidente della banca centrale Fazio, che provò a bloccare il passaggio della banca Antonveneta alla ABN Amro.
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sabato 14 novembre 2009
Italia dall'estero: Tremonti, "Un maestro del doppio gioco"
Se da un lato Giulio Tremonti, ministro italiano delle Finanze, va a caccia di evasori del fisco e se la prende con le banche svizzere – come commercialista sa invece sfruttare i vantaggi dei paradisi fiscali.
Giulio Tremonti, ministro delle Finanze e dell’Economia, cerca da alcuni mesi di convincere i cittadini italiani a riportare in Italia i soldi nascosti all’estero. In particolare, il 62enne sospetta che molti dei fondi dei propri connazionali si trovino sulla piazza finanziaria del Canton Ticino. I suoi sforzi per ammassare fondi nelle casse statali contrasta con il passato di commercialista e consulente finanziario di Tremonti. L’ambizioso professore di diritto aveva fondato a Milano negli anni ‘80 uno studio di consulenza fiscale.
Giulio Tremonti, ministro delle Finanze e dell’Economia, cerca da alcuni mesi di convincere i cittadini italiani a riportare in Italia i soldi nascosti all’estero. In particolare, il 62enne sospetta che molti dei fondi dei propri connazionali si trovino sulla piazza finanziaria del Canton Ticino. I suoi sforzi per ammassare fondi nelle casse statali contrasta con il passato di commercialista e consulente finanziario di Tremonti. L’ambizioso professore di diritto aveva fondato a Milano negli anni ‘80 uno studio di consulenza fiscale.
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mercoledì 11 novembre 2009
Dalla Svizzera con furore: pronta una lista di titolari italiani di conti?
Se fosse vero, qualcuno dovrebbe cominciare a tremare. Come minacciato qualche tempo fa – “se facciamo uscire fuori i conti svizzeri dei politici italiani che succede?” – la Svizzera sarebbe pronta a far circolare una lista “in nero” di titolari di conti correnti italiani. Lo scrive Milano Finanza, spiegando che potrebbe iniziare un commercio di elenchi dei titolari di c/c e portafogli-titoli, mentre gli istituti ticinesi mediterebbero addirittura di mandare a casa i lavoratori italiani. Una politica del terrore che servirebbe a trattenere la fuga dei capitali dal paese elvetico a causa dello scudo fiscale italico.
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venerdì 6 novembre 2009
Il Gasparri-pensiero di oggi: incitazione all'evasione fiscale
Ogni giorno che il buon Dio ci manda in terra ringrazio dell'esistenza di Gasparri.Si può essere di destra, di sinistra, svegli, addormentati, consapevoli, ottusi, bianchi, neri, malvestiti o profumati, evasori fiscali o onesti, ma una cosa sola ci unisce tutti: quando parla Gasparri non lo prendiamo in giro, perché fin da piccoli siamo stati educati a non prendere in giro le persone meno fortunate di noi.
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giovedì 5 novembre 2009
Il vero costo dei crocifissi
La Chiesa costa ogni anno ai contribuenti italiani circa 4 miliardi e mezzo di euro. Più del costo del sistema politico. Mezza finanziaria. Quella che presentiamo qui non è che la stima ottimistica. Ce ne sono alcune che arrivano anche a 9 miliardi di euro all’anno.
L'otto per mille, grazie ad un meccanismo messo a punto a metà degli anni 80 da un consulente del governo Craxi di nome Giulio Tremonti, assegna alla Chiesa Cattolica anche le quote di chi non ha espresso alcuna preferenza. Per fare un esempio, fatta 100 la base dei contribuenti, se ce ne sono 40 che mettono una croce su uno dei destinatari possibili dell’8 per mille, e 30 di questi scelgono la Chiesa Cattolica, i tre quarti degli altri 60 contribuenti che non hanno espresso alcuna preferenza – ben 45 persone - si troveranno a devolvere il loro 8 per mille al Vaticano. Da 30 preferenze reali a 75 con un colpo di bacchetta magica degno di Harry Potter. Un giochetto che porta nelle casse della Chiesa Cattolica circa un miliardo di euro ogni anno. Nel resto dell’Europa diversamente religiosa, naturalmente, la contribuzione è non solo volontaria, ma le quote derivanti dalle preferenze non espresse restano allo Stato.
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domenica 1 novembre 2009
Benvenuti in Italia...
Invitiamo gli ottimisti innati ad astenersi dal leggere il presente articolo: il breve riassunto di ciò che è capitato in Italia negli ultimi tempi potrebbe intaccare le loro allegre convinzioni.
Il Belpaese presenta un debito pubblico di 1757,534 miliardi di euro, numero che non solo non vuole calare, ma neanche arrestarsi. Tutti però continuano a dirci di non preoccuparci, però nel frattempo la Camera dei Deputati è costretta a chiudere temporaneamente i battenti perché manca la copertura finanziaria dei progetti licenziati dalle apposite commissioni: chi deve fare le leggi non può adempiere al suo dovere perché non ci sono i soldi, cosa mai avvenuta prima e confermata non dai comunisti, ma dallo stesso ministero dell’Economia che, cercando di bloccare l’ala spendacciona dell’attuale governo, ha bocciato l’ipotesi del taglio dell’Irap proprio per la mancanza di fondi che possano andare a coprire le mancate entrate della tassa.
Il Belpaese presenta un debito pubblico di 1757,534 miliardi di euro, numero che non solo non vuole calare, ma neanche arrestarsi. Tutti però continuano a dirci di non preoccuparci, però nel frattempo la Camera dei Deputati è costretta a chiudere temporaneamente i battenti perché manca la copertura finanziaria dei progetti licenziati dalle apposite commissioni: chi deve fare le leggi non può adempiere al suo dovere perché non ci sono i soldi, cosa mai avvenuta prima e confermata non dai comunisti, ma dallo stesso ministero dell’Economia che, cercando di bloccare l’ala spendacciona dell’attuale governo, ha bocciato l’ipotesi del taglio dell’Irap proprio per la mancanza di fondi che possano andare a coprire le mancate entrate della tassa.
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venerdì 30 ottobre 2009
Un bancario ticinese: "Se parlassimo, il governo italiano cadrebbe in 24 ore"
Per gli italiani il Canton Ticino è una classica piazza Off-Shore. Tra i 15.000 impiegati nella piazza finanziaria c'è un certo timore: Giulio Tremonti vuole prosciugare le banche luganesi.Le autorità italiane stimano in 600 miliardi circa i fondi non dichiarati al fisco depositati in Svizzera. Rico von Wyss, docente dell'Università di San Gallo, riferisce a 20min.ch dei dati della Banca Nazionale Svizzera. Dei 4012 miliardi di franchi amministrati in Svizzera, sono 300 quelli in Ticino. E di questi 300 miliardi 200 sarebbero appartenenti a clienti italiani.
Il Ticino, con Lugano, è considerata la terza piazza finanziaria elvetica. Nel settore bancario a fare la parte del leone è Zurigo che, con il 43% degli occupati sul totale, si piazza decisamente al primo posto in Svizzera. Ginevra segue con il 19% e, infine, Lugano, che con il suo 5% è considerata una partner Junior. Per la clientela italiana la piazza bancaria ticinese presenta molti vantaggi. Nelle sfere di influenza, il Ticino è ormai considerato appartenente alla zona metropolitana di Milano. "La vicinanza geografica viene apprezzata dai clienti italiani - spiega il professore - e non esistono barriere linguistiche con i consulenti bancari".
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venerdì 23 ottobre 2009
Scudo spaziale - Travaglio ad Annozero (22 ottobre 2009)
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venerdì 16 ottobre 2009
Il Presidente del Consiglio istiga all'evasione fiscale
Il Governo prosegue imperterrito nell'irresponsabile campagna per l'evasione. Dopo aver approvato lo scudo fiscale, che permette a delinquenti ed evasori fiscali (c'è una differenza?) di riportare in Italia i soldi che hanno illegalmente portato all'estero per non pagare le tasse, ora il premier invita a non pagare un'altra tassa: il canone RAI. Lo fa a Sofia, in Bulgaria, dove a suo tempo aveva pronunciato l’editto bulgaro contro i professionisti dell’informazione per eccellenza.
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