Mercoledì il piccolo duce ha smentito di aver mai pensato alle elezioni. Dunque, vista la sua innata sincerità, ci sta pensando seriamente. Per ora manda avanti l’apposito Schifani, ventriloquo da riporto, per vedere l’effetto che fa.
Perché lo faccia, è lampante: come nel 1992 il crollo della Prima Repubblica ne scoperchiò la scatola nera sversando i liquami di Tangentopoli e Mafiopoli, così ora salta il tappo della cloaca politico-affaristico-mafiosa denominata Seconda Repubblica. Le tubature non tengono più, i miasmi si spandono dappertutto. E non passa giorno senza che questa o quella procura s’imbatta, anche involontariamente, in un condotto della Fogna delle Libertà. In Campania l’arresto di Cosentino & C. A Palermo Spatuzza, Grigoli e Ciancimino jr. parlano di Dell’Utri e Berlusconi ai tempi delle stragi e delle trattative. In Puglia c’è Giampi col suo harem di escort bipartisan. A Milano mister Grossi, re delle cosiddette “bonifiche ambientali”, è in carcere con la moglie del vicecoordinatore nazionale del Pdl Abelli, e dietro la porta gli amici Formigoni, Lupi, Gelmini e Berlusconi tremano all’idea che qualcuno parli. Intanto saltan fuori gli altarini della Arner, la banca svizzera usata da noti mafiosi per riciclare soldi sporchi (indovinate di chi è il conto corrente numero 1).
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sabato 21 novembre 2009
giovedì 19 novembre 2009
L’Autunno Caldo dei precari della scuola? C’è nelle piazze, non si vede in TV
Il coordinamento dei precari della scuola, in una conferenza stampa denuncia il taglio di 50.000 posti di lavoro solo per quest’anno, e l’assenza dei media su una mobilitazione che dura da mesi ma che non “buca” il video. Annunciata per il 6 di dicembre una serie di manifestazioni e sit-in davanti alle sedi regionali della RAI. I precari, forti dell’appoggio di studenti e famiglie, chiedono il “licenziamento” del Ministro Gelmini e l’attenzione del mondo della comunicazione nella battaglia per la difesa degli standard della scuola pubblica.
Di seguito il testo del comunicato diffuso oggi:
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martedì 10 novembre 2009
Il Giornale vuole il colpo di stato
Questo è uno stato alla rovescia. Ci sono politici alla rovescia, criminali alla rovescia, giornali alla rovescia che fanno informazione alla rovescia. Le buone notizie diventano cattive notizie e le cattive notizie vengono date come se fossero buone.
Così, la Costituzione italiana è un mito da non idolatrare, mentre quasi quasi il papello della mafia è in fondo un decalogo di tolleranza verso le esigenze delle minoranze.
Il Giornale di oggi, a pagina 32, porta l’ennesimo attacco allo Stato, trattato come se fosse un’associazione a delinquere, una setta, una cellula terroristica insediatasi all’interno di un gruppo di affari.
Così, la Costituzione italiana è un mito da non idolatrare, mentre quasi quasi il papello della mafia è in fondo un decalogo di tolleranza verso le esigenze delle minoranze.
Il Giornale di oggi, a pagina 32, porta l’ennesimo attacco allo Stato, trattato come se fosse un’associazione a delinquere, una setta, una cellula terroristica insediatasi all’interno di un gruppo di affari.
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lunedì 9 novembre 2009
Don Paolo Farinella, prete, scrive sul blog di Beppe Grillo:
I giornali del giorno 5 novembre 2009, riportano la foto di Berlusconi che tiene in mano un Crocifisso, abbastanza grande. Le cronache dicono che glielo abbia dato il prete di Fossa, nell’ambito della consegna delle case. Se c’è una immagine blasfema è appunto questa: colui che ha varato una legge incivile contro i "cristi immigrati", che parla di "difesa dei valori cristiani". Un prete che consegna il crocifisso a Berlusconi è uno spergiuro come e peggio di lui. Povero Cristo! Difeso da una massa di ladroni che non solo lo beffeggiano, ma lo crocifiggono di nuovo con la benedizione del Vaticano, che per bocca del suo esimio segretario di Stato, ringrazia il governo per il ricorso che presenterà alla Corte di appello di Strasburgo.
I giornali del giorno 5 novembre 2009, riportano la foto di Berlusconi che tiene in mano un Crocifisso, abbastanza grande. Le cronache dicono che glielo abbia dato il prete di Fossa, nell’ambito della consegna delle case. Se c’è una immagine blasfema è appunto questa: colui che ha varato una legge incivile contro i "cristi immigrati", che parla di "difesa dei valori cristiani". Un prete che consegna il crocifisso a Berlusconi è uno spergiuro come e peggio di lui. Povero Cristo! Difeso da una massa di ladroni che non solo lo beffeggiano, ma lo crocifiggono di nuovo con la benedizione del Vaticano, che per bocca del suo esimio segretario di Stato, ringrazia il governo per il ricorso che presenterà alla Corte di appello di Strasburgo.
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venerdì 6 novembre 2009
Ma io difendo quella croce
Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch’io.
Fa ridere Feltri quando, con ignoranza sesquipedale, accusa i giudici di Strasburgo di “combattere il crocifisso anziché occuparsi di lotta alla droga e all’immigrazione selvaggia”: non sa che la Corte può occuparsi soltanto dei ricorsi degli Stati e dei cittadini per le presunte violazioni della Convenzione sui diritti dell’uomo. Fa tristezza Bersani che parla di “simbolo inoffensivo”, come dire: è una statuetta che non fa male a nessuno, lasciatela lì appesa, guardate altrove. Fa ribrezzo Berlusconi, il massone puttaniere che ieri pontificava di “radici cattoliche”. Fanno schifo i leghisti che a giorni alterni impugnano la spada delle Crociate e poi si dedicano ai riti pagani del Dio Po e ai matrimoni celtici con inni a Odino. Fa pena la cosiddetta ministra Gelmini che difende “il simbolo della nostra tradizione” contro i “genitori ideologizzati” e la “Corte europea ideologizzata” tirando in ballo “la Costituzione che riconosce valore particolare alla religione cattolica”. La racconti giusta: la Costituzione non dice un bel nulla sul crocifisso, che non è previsto da alcuna legge, ma solo dal regolamento ministeriale sugli “arredi scolastici”.
Fa ridere Feltri quando, con ignoranza sesquipedale, accusa i giudici di Strasburgo di “combattere il crocifisso anziché occuparsi di lotta alla droga e all’immigrazione selvaggia”: non sa che la Corte può occuparsi soltanto dei ricorsi degli Stati e dei cittadini per le presunte violazioni della Convenzione sui diritti dell’uomo. Fa tristezza Bersani che parla di “simbolo inoffensivo”, come dire: è una statuetta che non fa male a nessuno, lasciatela lì appesa, guardate altrove. Fa ribrezzo Berlusconi, il massone puttaniere che ieri pontificava di “radici cattoliche”. Fanno schifo i leghisti che a giorni alterni impugnano la spada delle Crociate e poi si dedicano ai riti pagani del Dio Po e ai matrimoni celtici con inni a Odino. Fa pena la cosiddetta ministra Gelmini che difende “il simbolo della nostra tradizione” contro i “genitori ideologizzati” e la “Corte europea ideologizzata” tirando in ballo “la Costituzione che riconosce valore particolare alla religione cattolica”. La racconti giusta: la Costituzione non dice un bel nulla sul crocifisso, che non è previsto da alcuna legge, ma solo dal regolamento ministeriale sugli “arredi scolastici”.
domenica 1 novembre 2009
Benvenuti in Italia...
Invitiamo gli ottimisti innati ad astenersi dal leggere il presente articolo: il breve riassunto di ciò che è capitato in Italia negli ultimi tempi potrebbe intaccare le loro allegre convinzioni.
Il Belpaese presenta un debito pubblico di 1757,534 miliardi di euro, numero che non solo non vuole calare, ma neanche arrestarsi. Tutti però continuano a dirci di non preoccuparci, però nel frattempo la Camera dei Deputati è costretta a chiudere temporaneamente i battenti perché manca la copertura finanziaria dei progetti licenziati dalle apposite commissioni: chi deve fare le leggi non può adempiere al suo dovere perché non ci sono i soldi, cosa mai avvenuta prima e confermata non dai comunisti, ma dallo stesso ministero dell’Economia che, cercando di bloccare l’ala spendacciona dell’attuale governo, ha bocciato l’ipotesi del taglio dell’Irap proprio per la mancanza di fondi che possano andare a coprire le mancate entrate della tassa.
Il Belpaese presenta un debito pubblico di 1757,534 miliardi di euro, numero che non solo non vuole calare, ma neanche arrestarsi. Tutti però continuano a dirci di non preoccuparci, però nel frattempo la Camera dei Deputati è costretta a chiudere temporaneamente i battenti perché manca la copertura finanziaria dei progetti licenziati dalle apposite commissioni: chi deve fare le leggi non può adempiere al suo dovere perché non ci sono i soldi, cosa mai avvenuta prima e confermata non dai comunisti, ma dallo stesso ministero dell’Economia che, cercando di bloccare l’ala spendacciona dell’attuale governo, ha bocciato l’ipotesi del taglio dell’Irap proprio per la mancanza di fondi che possano andare a coprire le mancate entrate della tassa.
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giovedì 29 ottobre 2009
L'Università privata di tutto: resta il business
La fine di un'epoca. Con la riforma dell'Università approvata ieri dal Consiglio dei ministri, sostanzialmente si chiude il capitolo ‘Università pubblica’ in Italia. Il nostro paese non è più in grado di sostenere il sistema e garantirne l'eccellenza. Perciò apre ai privati, che presiederanno i Consigli d'amministrazione e, inevitabilmente, influiranno sull'autonomia degli atenei.
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martedì 20 ottobre 2009
Aiutiamo la Moratti a fare il bilancio di fine mandato...
Sarebbe giusto che il Sindaco di Milano, Letizia Moratti e il Presidente del Consiglio comunale rendano pubblica la seduta del 21 ottobre, seduta nella quale Letizia Moratti farà un bilancio del suo mandato, affinchè la maggior parte dei cittadini possano prendervi parte.Nel frattempo l'aiutiamo a fare il bilancio del suo mandato attraverso le sue presenze in Consiglio Comunale:
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