La lettera di Napolitano e la commemorazione al Senato sono colpi mortali alla verità.
Questo Paese forse non ha davvero più scampo. Scrivere della lettera mandata alla famiglia del leader socialista dal presidente della Repubblica ha imposto una giornata di riflessione.
Poi la ‘commemorazione’ di un latitante al Senato ha dato il colpo di grazia a qualsiasi sogno di lucidità. Perchè ogni cosa ha un valore, oltre il senso stesso delle parole, per il suo carattere simbolico.
Giorgio Napolitano è un uomo anziano, ha sulle spalle la sua cultura ed esperienza di vita, è di certo una persona onesta ed irreprensibile, ma con la sua decisione di rilanciare l’ennesima ‘pacificazione’ ha scelto di rappresentare quell’Italia accattona e provinciale che da decenni (se non di più) sta uccidendo qualunque ipotesi di progresso.
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mercoledì 20 gennaio 2010
lunedì 18 gennaio 2010
Ricordando i viaggi di Craxi
La Fondazione Craxi è stata creata il 18 Maggio 2000 con l’obiettivo della «tutela della personalità, dell’immagine, nonché del patrimonio culturale e politico di Bettino Craxi». Anche quest’anno ha ricevuto il suo contributo statale dal Ministero della Cultura. In questi giorni è impegnata nel raggiungimento del suo obiettivo, come ci comunica il sito del Pdl:
«In occasione del decimo anniversario della scomparsa dell’On. Bettino Craxi, la Fondazione intitolata al leader socialista, presieduta da Stefania Craxi, ha in programma una serie di importanti iniziative. Innanzitutto il viaggio ad Hammamet che si svolgerà dal 15 al 17 gennaio. Nel corso della permanenza in Tunisia, la Fondazione Craxi ha organizzato per la serata del 16 gennaio (ore 21.30 presso l’Hotel “Mehari Golden Yasmine” di Hammamet) la proiezione in anteprima del nuovo docu-film “Esilio”. Domenica 17 gennaio alle ore 10.30 si terrà la cerimonia in ricordo di Bettino Craxi presso il cimitero cristiano di Hammamet. Alla commemorazione prenderanno parte il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, il Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ed il Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta. Martedì 19 gennaio alle ore 10.00 la Fondazione Craxi terrà a Roma, presso la Sala degli Atti Parlamentari del Senato della Repubblica (Piazza della Minerva 38), la celebrazione ufficiale della figura di Bettino Craxi. Al saluto introduttivo del Presidente del Senato Renato Schifani, seguirà la Relazione di Stefania Craxi sul tema “Attualità del pensiero politico di Bettino Craxi”. I lavori proseguiranno con una Tavola Rotonda alla quale prenderanno parte, tra gli altri, Luigi Angeletti, Tarak Ben Ammar, Renato Brunetta, Giuseppe De Rita, Franco Frattini. Le conclusioni saranno affidate alle parole del Ministro Maurizio Sacconi.
«In occasione del decimo anniversario della scomparsa dell’On. Bettino Craxi, la Fondazione intitolata al leader socialista, presieduta da Stefania Craxi, ha in programma una serie di importanti iniziative. Innanzitutto il viaggio ad Hammamet che si svolgerà dal 15 al 17 gennaio. Nel corso della permanenza in Tunisia, la Fondazione Craxi ha organizzato per la serata del 16 gennaio (ore 21.30 presso l’Hotel “Mehari Golden Yasmine” di Hammamet) la proiezione in anteprima del nuovo docu-film “Esilio”. Domenica 17 gennaio alle ore 10.30 si terrà la cerimonia in ricordo di Bettino Craxi presso il cimitero cristiano di Hammamet. Alla commemorazione prenderanno parte il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, il Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ed il Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta. Martedì 19 gennaio alle ore 10.00 la Fondazione Craxi terrà a Roma, presso la Sala degli Atti Parlamentari del Senato della Repubblica (Piazza della Minerva 38), la celebrazione ufficiale della figura di Bettino Craxi. Al saluto introduttivo del Presidente del Senato Renato Schifani, seguirà la Relazione di Stefania Craxi sul tema “Attualità del pensiero politico di Bettino Craxi”. I lavori proseguiranno con una Tavola Rotonda alla quale prenderanno parte, tra gli altri, Luigi Angeletti, Tarak Ben Ammar, Renato Brunetta, Giuseppe De Rita, Franco Frattini. Le conclusioni saranno affidate alle parole del Ministro Maurizio Sacconi.
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mercoledì 13 gennaio 2010
Dall’ossessione per Berlusconi a quella per il Paese
Non capisco. Negli ultimi mesi i media tradizionali (carta stampata, televisioni) hanno inseguito gli umori, e in particolare le stranezze (fan di Totò Riina, idolatri di Massimo Tartaglia, amici dei pedofili), della rete. A ogni evento seguiva la precisazione: “e su Facebook…”. Con vette paradossali come quelle toccate dal Corriere della Sera che, nel giorno dello spintone al Papa, segnalava i quattro iscritti al gruppo ”Susanna Maiolo ti devi vergognare” e i quindici membri di una pagina analoga.
Ebbene il giocattolo si deve essere, in qualche modo, rotto, se è vero che da settimane migliaia di utenti (di Facebook e non) si chiedono se aggressione a Silvio Berlusconi sia una montatura senza destare interesse (o quasi) neppure in quotidiani e telegiornali che solitamente non si lasciano sfuggire l’occasione di criminalizzare i social network o, più in generale, diffondere l’idea che la rete sia in mano ai sovversivi (parola di Gabriella Carlucci). Strano dunque che passi inosservato un gruppo con quasi seimila iscritti in cui si chiede di firmare un “esposto-denuncia” al Procuratore di Milano per “chiarire una questione di grandissima rilevanza sociale” e “definire con precisione l’idea di una grandissima messa in scena”. Il tutto con cinque dettagliatissime domande a corredo, come: “la quantità di moto dell’oggetto era tale da arrecare i danni dichiarati?”.
I complottisti sono in costante aumento, e continuano a darsi da fare. Alcuni membri del “Popolo Viola”, ad esempio, organizzano una campagna di affissioni uguale e contraria a quella del PDL di Basaglia. Altri frequentatori di Facebook chiedono addirittura una interrogazione parlamentare “per accertare la verità sulle lesioni subite dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a seguito dell’aggressione”. Per non parlare dei video che impazzano su YouTube.
Ebbene il giocattolo si deve essere, in qualche modo, rotto, se è vero che da settimane migliaia di utenti (di Facebook e non) si chiedono se aggressione a Silvio Berlusconi sia una montatura senza destare interesse (o quasi) neppure in quotidiani e telegiornali che solitamente non si lasciano sfuggire l’occasione di criminalizzare i social network o, più in generale, diffondere l’idea che la rete sia in mano ai sovversivi (parola di Gabriella Carlucci). Strano dunque che passi inosservato un gruppo con quasi seimila iscritti in cui si chiede di firmare un “esposto-denuncia” al Procuratore di Milano per “chiarire una questione di grandissima rilevanza sociale” e “definire con precisione l’idea di una grandissima messa in scena”. Il tutto con cinque dettagliatissime domande a corredo, come: “la quantità di moto dell’oggetto era tale da arrecare i danni dichiarati?”.
I complottisti sono in costante aumento, e continuano a darsi da fare. Alcuni membri del “Popolo Viola”, ad esempio, organizzano una campagna di affissioni uguale e contraria a quella del PDL di Basaglia. Altri frequentatori di Facebook chiedono addirittura una interrogazione parlamentare “per accertare la verità sulle lesioni subite dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a seguito dell’aggressione”. Per non parlare dei video che impazzano su YouTube.
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domenica 3 gennaio 2010
Avventarsi sull'osso
Non sono passate neanche quarantotto ore dal pacioso discorso capodannesco di Napolitano e subito i cani da guardia del Cavaliere si sono avventati sulla preda: passare norme ad personam (Bonaiuti), dare più poteri al premier (Gasparri) e già che ci siamo cambiare l’articolo 1 (Brunetta).Ecco, quando qui si diceva che il discorso del 31 sembrava scritto da Ghedini si faceva di certo una battuta irriverente, ma soprattutto una facile profezia: agli uomini del Cavaliere non dev’essere sembrato vero che il Quirinale sdoganasse le riforme istituzionali, e infatti ci si sono buttati a pesce.
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mercoledì 2 dicembre 2009
Tutti gli sport estremi di Giorgio Napolitano
Giorgio Napolitano fa il presidente della Repubblica. In quanto tale ha facoltà di attendere a una serie di simpatiche occupazioni quotidiane, tra le quali spiccano il rimbalzo di una legge - se la ritiene incostituzionale - e il lancio del monito.
La prima attività non gli piace molto, e infatti non ci si applica granchè. Nella seconda invece eccelle. Indimenticabile il monito lanciato in occasione del G8 a non parlare delle collaboratrici statali portafallo - per distinguerle dai normali portaborse - che operavano a palazzo Grazioli. Un posto di rilievo nel guinnes dei moniti va all'invito a non lavare i panni sporchi al Parlamento Europeo, in seguito denominato anche monito della lavandaia. Ma il monito per eccellenza, quello che ha fatto il tonfo più grosso, è stato il cosiddetto monito incompiuto, ovvero l'invito a rispettare il ruolo del potere legislativo senza il corrispondente invito a rispettare quello del potere giudiziario.
La prima attività non gli piace molto, e infatti non ci si applica granchè. Nella seconda invece eccelle. Indimenticabile il monito lanciato in occasione del G8 a non parlare delle collaboratrici statali portafallo - per distinguerle dai normali portaborse - che operavano a palazzo Grazioli. Un posto di rilievo nel guinnes dei moniti va all'invito a non lavare i panni sporchi al Parlamento Europeo, in seguito denominato anche monito della lavandaia. Ma il monito per eccellenza, quello che ha fatto il tonfo più grosso, è stato il cosiddetto monito incompiuto, ovvero l'invito a rispettare il ruolo del potere legislativo senza il corrispondente invito a rispettare quello del potere giudiziario.
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domenica 29 novembre 2009
Un "garante" della Costituzione?
In molti si aspettavano un intervento di Giorgio Napolitano sull’escalation della tensione che si respira in Italia tra la politica e la magistratura o, meglio, tra Berlusconi e la giustizia. È da quando è stato bocciato il lodo Alfano che stiamo assistendo a continui attacchi alle basi fondamentali di uno Stato di diritto, siano gli attacchi frontali di Berlusconi alla Consulta e alle toghe, siano le proposte di legge sull’immunità parlamentare, sia il ddl sul «processo breve», sia il Parlamento scavalcato continuamente dall’Esecutivo. I 3 poteri – l’esecutivo, il legislativo e il giudiziario – mostrano segni di insofferenza verso le loro stesse autonomie.
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