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mercoledì 16 dicembre 2009

Squadristi piduisti


Riportiamo l’odierno intervento parlamentare di Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, intervenuto nel dibattito sull’informativa del governo inerente l’aggressione a Silvio Berlusconi. Ricordiamo che l’onorevole è stato iscritto alla P2, alla quale risultava affiliato tramite la tessera 2232.





giovedì 10 dicembre 2009

Aiuto, si sta sciogliendo Bersani



A Copenhagen purtroppo non se ne occupano, ma da queste parti pure il partito democratico si sta sciogliendo. Bersani sgocciola di giorno in giorno fino alla trasparenza. Si disfa soffiando e sbuffando parole incomprensibili. Niente che assomigli a un’idea creativa lo sfiora, a una indignazione vera, a una incazzatura sonante. E in questo tepore svaporano anche i suoi militanti. Compresi i più coraggiosi, quelli che non se la sono sentita di voltare del tutto le spalle alla manifestazione del No B. Day. Ma che si intravedevano, alla fine del mare di gente, come orsi polari alla deriva. E che in definitiva c’erano senza esserci.




martedì 8 dicembre 2009

Un maestro Manzi per Pierluigi Bersani


L’idea che il Pd non dovesse partecipare al No-B day «altrimenti si imbucava in una manifestazione della Rete» è, con rispetto parlando, una delle più gloriose cretinate che si siano sentite in politica in questo surreale 2009.
Chiunque, anche senza aver letto i classici del Web, potrebbe serenamente spiegare al segretario Bersani che la Rete non è un partito politico alternativo al Pd, ma un luogo aperto in cui ci sono tanti soggetti, incluso il Pd, tra l’altro: i suoi elettori, i cuoi circoli, i suoi militanti, perfino lui medesimo, il Bersani.
L’uscita di oggi di Bersani farebbe ridere, se non cascassero le braccia.




lunedì 7 dicembre 2009

Galli da salotto

Il problema è che sono ancora avvolti nei fumi della più polverosa politologia da salotto.


No, dico: anche ottime persone come Ernesto Galli Della Loggia sono qui, nel 2010, a ragionare ancora con i modelli che gli hanno insegnato da ragazzi, e il Sacro Graal del «centro» da inseguire per conquistare i consensi, le alchimie delle percentuali da assommare, dei rischi del massimalismo radicale, e così via, in un’infinita ripetizione di vecchi luoghi comuni meccanici.
Bah.




giovedì 3 dicembre 2009

Quando i democratici attaccavano: Berlusconi vada in Tribunale


Altro che riforma della giustizia. Il vero coronamento dell’era berlusconiana sarebbe la riforma del vocabolario. E non c’è dubbio che i consensi arriverebbero un po’ da tutti gli schieramenti. Un solo articolo sarebbe sufficiente: “Tutte le parole – e il loro contrario – possono avere significati diversi a seconda delle circostanze e delle opportunità, anche se pronunciate a brevissima distanza di tempo".




martedì 24 novembre 2009

«Non interessa alla gente»


Il nuovo corso del Pd bersaniano sembra incentrato sul consueto postulato con cui ci hanno ammorbato per un quindicennio: quello secondo cui la Questione Berlusconi «non interessa alla gente», sicché bisogna parlare dei «veri problemi della gente», cioè lavoro, scuola, sanità e così via.
A me sembra che il ragionamento – se di ragionamento si tratta – abbia in sè un bel baco.





sabato 21 novembre 2009

Bersani: immobile o soprammobile?


Dicevamo di volere un Pd che decide, con una linea unica e chiara. Chiedevamo che si facessero scelte coraggiose, e che soprattutto si cominciasse a “fare le cose”. Anche perché per troppo tempo non si era fatto altro che parlarsi addosso, sbrodolandosi di autoreferenzialità. Ci abbiamo quasi sperato, anche dopo l’elezione con le primarie, quando da Fazio disse che avrebbe messo mano ai problemucci di clientele del Sud (una specie di rivoluzione, dentro il Pd). E invece è stato quasi un mese in silenzio. Fatta eccezione per la frase ripetuta ossessivamente a tutti i Tg secondo cui, e giustamente, oramai è evidente che Berlusconi pensa solo agli affari suoi e che ai problemi della gente non ci pensa nessuno (e fosse per ciò che fa Bersani, aggiungeremmo, nessuno davvero). Finalmente una buona notizia: Bersani dixit.




giovedì 12 novembre 2009

L’immunità parlamentare oggi è una truffa ai cittadini

Quella che vorrebbe introdurre il centrodestra, nella nuova era delle nomine e dei parlamentari calati dall’alto, darebbe oggi ai politici il potere di sottrarre alla giustizia una qualsiasi persona amica colpevole di un grave reato. Sedici anni fa non sarebbe stato possibile.





Oligarchie di camorra


Oggi i deputati del Pdl hanno chiesto un'ispezione ministeriale alla procura di Napoli. E sebbene la e-mail d'invito alla loro conferenza stampa fosse intitolata "Caso Campania-Cosentino" gli onorevoli si sono subito affrettati ad assicurare che l'iniziativa non aveva nulla a che fare con la richiesta d'arresto per fatti di camorra presentata al parlamento contro il sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino. Dimostrare troppo platealmente che gli ispettori di via Arenula vengono utilizzati per intimidire qualunque magistrato osi tentare di far luce sugli affari della Casta - anzi della Cosca - da quelle parti è infatti considerato "un errore di comunicazione".




venerdì 6 novembre 2009

Bersani e dieci giorni DI NULLA


Forse è stato sorpreso dalla sua elezione a segretario. Era la notte tra il 25 e il 26 ottobre quando le primarie del Pd hanno segnato la vittoria di Bersani. Da allora dieci giorni abbondanti pieni di nulla. Qualche, anzi tante dichiarazioni ai Tg e alle agenzie di stampa sulla politica di giornata. E un’agenda fitta di incontri con possibili, potenziali alleati del Pd. Insomma Bersani sta studiando, si sta documentando, si sta orientando. Evidentemente non pensava di diventare il leader del maggior partito di opposizione, altrimenti sarebbe arrivato, diciamo così, preparato.




lunedì 26 ottobre 2009

Ha vinto di nuovo D'Alema

Alla fine Pierluigi Bersani ha vinto. O meglio, in realtà si dovrebbe dire che ha vinto Massimo D'Alema. Perchè, infatti, ancora una volta l'endorsement della persona più amata/odiata del centro-sinistra è stata determinante nel successo del candidato.


Già 20 anni fa D'Alema fu determinante nella Svolta della Bolognina, appoggiando l'allora Segretario Achille Occhetto: sebbene i due avessero due visioni politiche e due caratteri completamente opposti (freddo e glaciale il primo, neo-romantico e passionale il secondo), hanno convissuto finchè D'Alema ha cominciato a cucinarsi Occhetto e si è ripreso il partito, sconfiggendo nel congresso del 1994 l'allora delfino del segretario Walter Veltroni.

Poi, quando si è trattato di scegliere il candidato premier per le politiche del 1996, si è schierato con Prodi contro il parere di tutto il partito, salvo cucinarselo per due anni alla stessa maniera di Occhetto con la Bicamerale; caduto Prodi, lo ha sostituito alla guida del governo e, dopo aver dato il proprio endorsement a Veltroni come successore, l'ex-segretario del PD veniva confermato con il 95% dei consensi (tendenza che verrà riconfermata fino alle dimissioni di D'Alema da Presidente del Consiglio).