«A Craxi si intitoli la prima fermata della linea 6 del metrò, a memoria di quello che poteva essere e non è stato: per ricordare ai milanesi cosa è significato il craxismo, quando costruire il metrò ci è costato il doppio di adesso. Se non fosse passato il craxismo oggi avremmo già 6 linee della metropolitana invece che 3. Non è tempo nè modo di ricordare Craxi proprio nel momento in cui si sta preparando un bilancio di lacrime e sangue, visto che l’epoca craxiana è quella più scialacquatrice che si ricordi. Ai tempi di Craxi per costruire il metrò si è speso il doppio di quanto serve ora. Allora si intitoli a Craxi la prima fermata della nuova linea 6, a ricordo di quello che è stata l’epoca craxiana». Chi può avere pronunciato queste parole? Il solito Antonio Di Pietro? Marco Travaglio? Michele Santoro?
Tranquilli, nessuno di questi seminatori d’odio oggi ha profanato la memoria del grande statista. Il giustizialista che ha detto queste parole è infatti Matteo Salvini, europarlamentare e consigliere comunale a Milano per la Lega, quello beccato il 7 luglio ha intonare il coro da stadio «senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani: son colerosi e terremotati; col sapone non vi siete mai lavati...».
Visualizzazione post con etichetta marco travaglio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta marco travaglio. Mostra tutti i post
mercoledì 13 gennaio 2010
lunedì 21 dicembre 2009
La Costituzione secondo Don Verzé
L’aggressione al presidente del consiglio è carica di effetti. Tra questi, quello di aver fatto cadere le (ultime) inibizioni linguistiche e stilistiche della maggioranza di governo e dei suoi rappresentanti. Grazie all’atmosfera di tensione prodotta dal lancio della miniatura, entriamo con maggiore chiarezza nel lessico e nella retorica berlusconiane. A stupire non è tanto la violenza nella scelta delle parole per commentare, spiegare (e condannare) l’aggressione: “mandanti morali”, “terroristi mediatici”, “network dell’odio”, “cattivi maestri”. I campi semantici da cui espressioni del genere provengono, infatti, li intuiscono tutti: da un lato, quello generato dagli anni di piombo, lontano nel tempo ma prontamente e rozzamente rispolverato per l’occasione; dall’altro, quello del terrorismo islamico (cavalcato, in Italia, dalla Lega e dalla destra più estrema in modo esemplare).
Etichette:
berlusconi,
ignoranza,
marco travaglio
domenica 20 dicembre 2009
Di Bella mette in scadenza la Dandini
I voti del centrodestra avevano un prezzo. A un mese dall'investitura plebiscitaria alla direzione di Rai Tre, Antonio Di Bella si appresta a cancellare la satira di Serena Dandini, a chiudere in anticipo la stagione di Parla con me.
La Dandini ha un contratto per 4 puntate a settimana sino a giugno, ma il palinsesto primaverile – in fase di stesura – prevede l'ultima puntata già a marzo. Parla con me ha debuttato tra le polemiche e tentativi di censura, l'azienda voleva impedire la messa in onda della commedia Lost in Wc: all'interno di un bagno sfarzoso, riprese da una telecamere nascosta, c'erano due ragazze baresi che si fotografavano a vicenda. Chiara allusione a Patrizia D'Addario alle feste presidenziali di palazzo Grazioli. La gestione di Paolo Ruffini aveva un canovaccio rodato da sette anni di buoni successi, personaggi chiave e intoccabili, compromessi rigidi tra informazione e intrattenimento: se Fabio Fazio rappresenta la finestra sulla cultura, la Dandini è la satira in seconda serata. Antonio Di Bella aveva il compito di proseguire il lavoro di Ruffini, non di copiarlo fedelmente: il blocco di Parla con me, a un mese dall'incarico, è il segnale di apertura del nuovo corso.
La Dandini ha un contratto per 4 puntate a settimana sino a giugno, ma il palinsesto primaverile – in fase di stesura – prevede l'ultima puntata già a marzo. Parla con me ha debuttato tra le polemiche e tentativi di censura, l'azienda voleva impedire la messa in onda della commedia Lost in Wc: all'interno di un bagno sfarzoso, riprese da una telecamere nascosta, c'erano due ragazze baresi che si fotografavano a vicenda. Chiara allusione a Patrizia D'Addario alle feste presidenziali di palazzo Grazioli. La gestione di Paolo Ruffini aveva un canovaccio rodato da sette anni di buoni successi, personaggi chiave e intoccabili, compromessi rigidi tra informazione e intrattenimento: se Fabio Fazio rappresenta la finestra sulla cultura, la Dandini è la satira in seconda serata. Antonio Di Bella aveva il compito di proseguire il lavoro di Ruffini, non di copiarlo fedelmente: il blocco di Parla con me, a un mese dall'incarico, è il segnale di apertura del nuovo corso.
Etichette:
Annozero,
censura,
marco travaglio,
rai,
spatuzza
La verità di Gasparri
Dopo un po’ di tempo, torniamo ad occuparci di Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl. È infatti il caso di analizzare la sua dichiarazione rilasciata giovedì mentre andava in onda la puntata di Annozero dedicata ai «mandanti» dell’attentato a Berlusconi.
L’ex colonnello di An si è lasciato andare ad uno dei suoi soliti pacati commenti, tanto per abbassare i toni: «Santoro è impudente e provocatore. Lui e il frequentatore di condannati per mafia sono i creatori della tv dell’odio che genera violenza. Sono di fatto i fiancheggiatori dei peggiori fenomeni che avvelenano la vita del paese. È uno scandalo che questa gente faccia tutto ciò con le tasche piene di soldi dei cittadini. Annozero è una pagina oscura della vita italiana. Un’area sottratta ai valori della libertà e della democrazia. Sono i mandanti morali della violenza in atto. La Rai non può essere lo sgabello del partito dell’odio».
L’ex colonnello di An si è lasciato andare ad uno dei suoi soliti pacati commenti, tanto per abbassare i toni: «Santoro è impudente e provocatore. Lui e il frequentatore di condannati per mafia sono i creatori della tv dell’odio che genera violenza. Sono di fatto i fiancheggiatori dei peggiori fenomeni che avvelenano la vita del paese. È uno scandalo che questa gente faccia tutto ciò con le tasche piene di soldi dei cittadini. Annozero è una pagina oscura della vita italiana. Un’area sottratta ai valori della libertà e della democrazia. Sono i mandanti morali della violenza in atto. La Rai non può essere lo sgabello del partito dell’odio».
Etichette:
Annozero,
dell'utri,
gasparri,
ignoranza,
marco travaglio
venerdì 18 dicembre 2009
Travaglio: “Cicchitto piduista? E dove sta la diffamazione?”
«Chi dice a Cicchitto che è un piduista lo diffama? Sarebbe come se uno scout si sentisse diffamato perché gli dai dello ’scout’. Ognuno si iscrive ai circoli ricreativi che vuole…». Lo ha detto Marco Travaglio a margine della presentazione del libro “Il Caso Genchi, storia di un uomo in balia dello Stato”.
Etichette:
berlusconi,
marco travaglio
mercoledì 16 dicembre 2009
Squadristi piduisti
Riportiamo l’odierno intervento parlamentare di Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, intervenuto nel dibattito sull’informativa del governo inerente l’aggressione a Silvio Berlusconi. Ricordiamo che l’onorevole è stato iscritto alla P2, alla quale risultava affiliato tramite la tessera 2232.
Etichette:
berlusconi,
bersani,
di pietro,
dis informazione,
italia dei valori,
lega nord,
marco travaglio,
pdl,
regime
I cupi schermi della propaganda
La circostanza davvero orribile è che mentre tutti i commenti “da sinistra” iniziano con la più scontata (e condivisibile) delle premesse, la condanna del gesto violento, la pietà per quel volto insanguinato e spaventato del premier, tutti i commenti “da destra” non premettono nulla, addentano l’osso della notizia e accusano. Cercano “i mandanti morali”. Li scovano. Secondo Fabrizio Cicchito sono Eugenio Scalfari, la Repubblica, Annozero. Secondo i senatori della pdl, Marco Travaglio, Di Pietro, Il Fatto. Secondo tutti: “gli odiatori dell’opposizione”, i manifestanti del No B. Day., i fomentatori della campagna d’odio, il quale odio si sarebbe esercitato sfruttando le rivelazioni sessuali sulla vita privata del premier, le inchieste giudiziarie, i fallimenti dell’azione di governo, gli scollamenti della maggioranza.
Etichette:
berlusconi,
di pietro,
dis informazione,
marco travaglio,
pdl,
regime
martedì 15 dicembre 2009
Io confesso - FANTASTICO! - FATE GIRARE!
di Marco Travaglio, pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 15 dicembre 2009
Ebbene sì, han ragione Cicchitto, Capezzone e Sallusti, con rispetto parlando. Inutile negare l’evidenza, non ci resta che confessare: i mandanti morali del nuovo caso Moro siamo noi di Annozero e del Fatto, in combutta con la Repubblica e le procure rosse. Come dice Pigi Battista sul Corriere, abbiamo creato “un clima avvelenato”, di “odio politico”, roba da “guerra civile”. Le turbe psichiche che da dieci anni affliggono l’attentatore non devono ingannare: erano dieci anni che il nostro uomo, da noi selezionato con la massima cura (da notare le iniziali M.T.), si fingeva pazzo per preparare il colpo. E la poderosa scorta del premier che si è prodigiosamente spalancata per favorire il lancio del souvenir (come già con il cavalletto in piazza Navona) non è che un plotone di attivisti delle Brigate Il Fatto, colonna milanese Annozero. Siamo stati noi. Abbiamo spacciato per cronaca giudiziaria il racconto dei processi Mills, Mondadori e Dell’Utri, nonché la lettura delle relative sentenze, mentre non era altro che “antiberlusconismo” per aprire la strada ai terroristi annidati nei centri di igiene mentale. Ecco perché non ci siamo dedicati anche noi ai processi di Cogne, Garlasco, Erba e Perugia: per “ridurre l’avversario a bersaglio da annichilire” (sempre Battista, chiedendo scusa alle signore).
Ebbene sì, han ragione Cicchitto, Capezzone e Sallusti, con rispetto parlando. Inutile negare l’evidenza, non ci resta che confessare: i mandanti morali del nuovo caso Moro siamo noi di Annozero e del Fatto, in combutta con la Repubblica e le procure rosse. Come dice Pigi Battista sul Corriere, abbiamo creato “un clima avvelenato”, di “odio politico”, roba da “guerra civile”. Le turbe psichiche che da dieci anni affliggono l’attentatore non devono ingannare: erano dieci anni che il nostro uomo, da noi selezionato con la massima cura (da notare le iniziali M.T.), si fingeva pazzo per preparare il colpo. E la poderosa scorta del premier che si è prodigiosamente spalancata per favorire il lancio del souvenir (come già con il cavalletto in piazza Navona) non è che un plotone di attivisti delle Brigate Il Fatto, colonna milanese Annozero. Siamo stati noi. Abbiamo spacciato per cronaca giudiziaria il racconto dei processi Mills, Mondadori e Dell’Utri, nonché la lettura delle relative sentenze, mentre non era altro che “antiberlusconismo” per aprire la strada ai terroristi annidati nei centri di igiene mentale. Ecco perché non ci siamo dedicati anche noi ai processi di Cogne, Garlasco, Erba e Perugia: per “ridurre l’avversario a bersaglio da annichilire” (sempre Battista, chiedendo scusa alle signore).
Etichette:
berlusconi,
dis informazione,
ipocrisia,
lega nord,
marco travaglio,
violenza
martedì 3 novembre 2009
"L'antipatico Belpietro" su Rai2, sarà l'anti-AnnoZero
La selezione è finita. Sarà Maurizio Belpietro il controcanto di Annozero, l'ambasciatore in Rai di Silvio Berlusconi, il Vittorio Feltri del video. Ci sono le condizioni, perché X-Factor sta per chiudere e la prima serata di mercoledì è pronta e (pure) servita al Pdl. Ci sono le risorse, perché avrà venti giornalisti e casse senza fondo. Ci sono le pressioni, perché Berlusconi ha chiesto a Mauro Masi uno sforzo se vuole conservare il posto da direttore generale. Altrimenti salta: “Dobbiamo correre ai ripari. Subito”. E per ripararsi bene affideranno una trasmissione a Belpietro, il difensore televisivo preferito ad Arcore, forse già dal 9 dicembre su RaiDue, un paio di ore per smontare alla vigilia la puntata di Annozero. La controffensiva deve consumarsi in Rai perché a Mediaset non avrebbe credito, ma le due emittenti - concorrenti in apparenza - possono unirsi e fondersi per armare l'artiglieria di destra. Belpietro randellerà di mattina su Canale 5 con il consueto Panorama del giorno e completerà l'opera sull'azienda pubblica con l'Antipatico. Il titolo – già in uso dal Biscione – sancirebbe la nascita di “Raiset”.
Etichette:
Annozero,
berlusconi,
dis informazione,
lega nord,
marco travaglio,
rai,
regime
lunedì 2 novembre 2009
Intervista SHOCK: a Barbareschi non bastano 23mila euro al mese e deve fare un (altro) lavoro
"Non faccio niente. Ma con un impegno della madonna...", recita Luca Barbareschi nel suo ultimo lavoro teatrale.
Lui è regista e primo attore di un musical nato da un'idea di Giorgio Gaber. Gira l'Italia. Ancona, Roma, Napoli, Crotone e ancora...
Mi scusi, come concilia un impegno del genere con la sua attività di parlamentare?
"Beh, non capisco la domanda: ho oltre l'80% di presenze"
Sicuro? I dati ufficiali della Camera raccontano di un 47,70%...
"Ah si. Vabbè, è quasi la metà. E' la stessa cosa".
Lui è regista e primo attore di un musical nato da un'idea di Giorgio Gaber. Gira l'Italia. Ancona, Roma, Napoli, Crotone e ancora...
Mi scusi, come concilia un impegno del genere con la sua attività di parlamentare?
"Beh, non capisco la domanda: ho oltre l'80% di presenze"
Sicuro? I dati ufficiali della Camera raccontano di un 47,70%...
"Ah si. Vabbè, è quasi la metà. E' la stessa cosa".
Etichette:
dis informazione,
ipocrisia,
lavoro,
marco travaglio,
pdl
venerdì 30 ottobre 2009
venerdì 23 ottobre 2009
Iscriviti a:
Post (Atom)









