Luxuria: è stata massacrata dai media e lasciata in mano ai killer. I big tirano un sospiro di sollievo
“Sono stata, purtroppo, profeta di sventura, una... Cassandra...”: e mentre lo dice, per la prima volta l’eloquio tambureggiante e affilato di Vladimir Luxuria si interrompe, annega nell’amarezza. Tono disincantato, a tratti sarcastico, infine la rabbia. Lei l’aveva detto, prima del rogo: “Attenti, Brenda va protetta”.
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lunedì 23 novembre 2009
“Troppi potenti coinvolti, le fiamme sono un avvertimento”
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venerdì 30 ottobre 2009
Per troppo tempo quel video di Marrazzo custodito nelle stanze di Berlusconi
Ricatto a Marrazzo. La fonte vicina all'inchiesta non ci gira intorno: «Non c'è alcun altro politico di destra o di sinistra, ministro in carica, ministro uscente, professionista celebre o ignoto, "Chiappe d'oro" o d'argento nella nostra indagine». Forse salteranno fuori domani o forse mai. Per intanto, si deve dire che il vivamaria di indiscrezioni e nomi sussurrati che avvelenano o eccitano il Palazzo appare soltanto un efficace lavoro per confondere l'affaire. Che ha due capitoli. Il primo è noto. All'unisono tutti - una volta tanto - chiedono che sia chiuso con le dimissioni di Marrazzo. Riguarda le debolezze private del governatore, la leggerezza di un uomo pubblico che, ricattato, non denuncia il ricatto e, scoperto il ricatto, mente o dissimula nella scriteriata speranza di salvare il collo e la reputazione. Ma fu vero ricatto o Marrazzo può avere qualche ragione se ha creduto, per quasi quattro mesi, di essere stato vittima di una rapina e non di un'estorsione?
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martedì 27 ottobre 2009
Radio Padania, "I trans sono cessi immondi, aborti della natura"
Ecco, se quei leader di sinistra cui capitasse di provare certe attrazioni sessuali reagissero, una volta sgamati, con un orgoglioso "Sì, mi piacciono i trans. E allora?", invece di ripiegare su di un codardo "E’ una mia debolezza privata", espressione umanamente comprensibile, ma inaccettabile, per il detestabile non-detto che essa si porta dietro, se a pronunciarla è chi si è addossato l’onere di trasformare in meglio la società ("debolezza", a differenza di "gusto", indica uno strappo alla norma - ovvero i trans come anormali, freak che vivono nell’ombra e che nell’ombra é giusto che rimangano, e comunque nell’ombra immediatamente ricacciati da uomini dal portafogli forse troppo carico per poter essere uomini davvero), se la sinistra, insomma, ribaltasse la prospettiva e decidesse di farsi finalmente carico delle istanze della comunità transgender, cominciando magari col rivendicare una maggior pulizia di linguaggio (con troppa disinvoltura si tende ad esempio a parlare di "trans" come se il termine fosse da sé sinonimo di "trans che si prostituiscono"), allora, forse, si starebbe già facendo qualcosa per contrastare quelle pulsioni (esse sì anormali) che periodicamente riemergono, forti di un senso di impunità generale.
Pronto Piero? Sono Silvio...
P: Silvio chi?
S: il presidente del Milan, del consiglio, del fan club emmenomalechesilviociè, ma ti chiamo in qualità di proprietario della Mondadori …
P: buongiorno presidente, dimmi…
S: senti, i miei giornali mi informano che gira un video su di te, in compagnia di un paio di nerboruti e tettoruti transessuali… l’ho visto, mi sono anche eccitato, ma ho deciso di non pubblicarlo perché non vorrei buttartelo al culo…
P: peccato…
No, non è andata così la telefonata tra i due Presidenti, ma è così che mi piace immaginarla, perché almeno avrebbe un senso, nella storia della Repubblica italiana. Un altro piccolo spaccato della storia democratica d’Italia, che si sta scrivendo per un pubblico adulto, in cui il proprietario dei giornali di gossip, ma anche presidente del consiglio, chiama il presidente di una Regione non per esortarlo a recarsi prima dai magistrati e poi dimettersi, ma di recarsi a Milano a pagare il pizzo.
S: il presidente del Milan, del consiglio, del fan club emmenomalechesilviociè, ma ti chiamo in qualità di proprietario della Mondadori …
P: buongiorno presidente, dimmi…
S: senti, i miei giornali mi informano che gira un video su di te, in compagnia di un paio di nerboruti e tettoruti transessuali… l’ho visto, mi sono anche eccitato, ma ho deciso di non pubblicarlo perché non vorrei buttartelo al culo…
P: peccato…
No, non è andata così la telefonata tra i due Presidenti, ma è così che mi piace immaginarla, perché almeno avrebbe un senso, nella storia della Repubblica italiana. Un altro piccolo spaccato della storia democratica d’Italia, che si sta scrivendo per un pubblico adulto, in cui il proprietario dei giornali di gossip, ma anche presidente del consiglio, chiama il presidente di una Regione non per esortarlo a recarsi prima dai magistrati e poi dimettersi, ma di recarsi a Milano a pagare il pizzo.
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lunedì 26 ottobre 2009
Berlusconi sapeva del video di Marrazzo e l'aveva "avvisato": tre domandine al Premier
Berlusconi sapeva del video bollente, e aveva "avvisato" Marrazzo.Appena tre giorni prima che scoppiasse lo scandalo, il premier aveva chiamato il governatore del Lazio, avvertendolo che Mondadori era in possesso di un video compromettente.
Infatti il caso vuole che il filmato fosse finito, per mezzo di un'agenzia fotografica, proprio al settimanale "Chi" (del gruppo Mondadori, controllato dal Premier), diretto da Alfonso Signorini. Le immagini che ritraggono Marrazzo in atteggiamenti intimi con un trans sarebbero state, secondo quanto dichiarato dai vertici Mondadori, offerte a 200.000 euro trattabili e rifiutate.
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