giovedì 22 ottobre 2009

Genchi conferma la trattativa: "Ne sono testimone"


"La trattativa c'è stata, ne sono testimone", giura Gioacchino Genchi.
Poliziotto, poi super consulente delle procure (fino al caso dell' "Archivio Genchi"), lavorò alle indagini sulla strage di via D'Amelio e la morte di Paolo Borsellino, "Ma fummo fermati. Arrivò l'annuncio che tutto doveva passare nelle mani dei carabinieri. Ci sono atti inconfutabili del ministero dell'Interno a spiegare l'operato dello Stato".




Perché Tremonti scopre il posto fisso

Giulio Tremonti scopre il fascino del posto fisso: “Non credo che la mobilità di per sé sia un valore, penso che in strutture sociali come la nostra il posto fisso è la base su cui organizzare il tuo progetto di vita e la famiglia”, e ancora “la variabilità del posto di lavoro, l’incertezza, la mutabilità per alcuni sono un valore in sé, per me onestamente no”. Certo, parlava alla Banca popolare di Milano, dove i posti si tramandano di padre in figlio e - va ricordato - nella sua attuale incarnazione il ministro che fu teorico della finanza creativa è diventato da tempo un nostalgico del passato, il primo difensore di un modello economico armonico (e un po' bucolico) che non è mai davvero esistito. 




mercoledì 21 ottobre 2009

Urgentissimo - Emergenza umanitaria a L'Aquila - FATE GIRARE

Inoltro un post di Anna Pacifica Colasacco, blogger aquilana
Domani rientrerò a L'Aquila. Nella casa presa in affitto. Sarò di nuovo in prima linea.Per qualche giorno avrò difficoltà di connessione. Vi lascio un messaggio importantissimo. Fatelo girare più che potete. Aiutateci. Gli attendati hanno bisogno della solidarietà di tutti gli Italiani. Visto che dal Governo e dalle amministrazioni locali non arriva.

OTTOBRE 2009: ALL’AQUILA È EMERGENZA UMANITARIA

Facciamo appello a tutti coloro che in Italia hanno dimostrato sensibilità a quanto qui è successo e continua ad accadere.
A chi ha mantenuto alta l’attenzione sul dramma che ha colpito il nostro territorio e sulla gestione del post sisma.

Oggi, il 18 di ottobre, all’Aquila fa freddo. Siamo nella fase più drammatica, la notte già si sfiorano i -5°C ed andiamo incontro all’inverno, un inverno che sappiamo essere spietato.
Le soluzioni abitative, promesse per l’inizio dell’autunno, non ci sono. Circa 6000 persone sono ancora nelle tende. Meno di 2000 persone sono finora entrate negli alloggi del piano C.A.S.E o nei M.A.P. La maggior parte degli Aquilani sono sfollati altrove in attesa da mesi di rientrare.
Ora, con lo smantellamento delle tendopoli altre migliaia di persone sono state allontanate dalla città e mandate spesso in posti lontani e difficilmente raggiungibili.




Nuove rivelazioni: i contatti tra Cosa Nostra, Dell'Utri e Berlusconi


È la vigilia di Natale del 1992, Totò Riina è euforico, eccitato, si sente come fosse il padrone del mondo. In una casa alla periferia di Palermo ha radunato i boss più fidati per gli auguri e per comunicare che lo Stato si è fatto avanti. I picciotti sono impressionati per come il capo dei capi sia così felice. Tanto che quando Giovanni Brusca entra in casa, Totò ù curtu, seduto davanti al tavolo della stanza da pranzo, lo accoglie con un grande sorriso e restando sulla sedia gli dice: «Eh! Finalmente si sono fatti sotto». Riina è tutto contento e tiene stretta in mano una penna: «Ah, ci ho fatto un papello così…» e con le mani indica un foglio di notevoli dimensioni. E aggiunge che in quel pezzo di carta aveva messo, oltre alle richieste sulla legge Gozzini e altri temi di ordine generale, la revisione del maxi processo a Cosa nostra e l’aggiustamento del processo ad alcuni mafiosi fra cui quello a Pippo Calò per la strage del treno 904. Le parole con le quali Riina introduce questo discorso del “papello” Brusca le ricorda così: «Si sono fatti sotto. Ho avuto un messaggio. Viene da Mancino».




Libertà di stampa: l'Italia precipita al 49esimo posto

Nella classifica mondiale sulla libertà di stampa 2009, che vede ai primi posti Paesi scandinavi e Irlanda, in fondo alla graduatoria Iran, Turkmenistan, Corea del Nord ed Eritrea, l'Italia è scivolata dal 44° al 49° posto. Lo indica il rapporto diffuso oggi dall'associazione Reporters Senza Frontiere.





Biotestamento, Beppe Englaro: «Serve legge per poter dire sì o no grazie»

«Sarebbe necessaria una legge che consentisse di vivere senza limiti a chi lo desidera e, viceversa, di dire “no grazie” a chi lo creda». Ne è convinto Beppino Englaro, padre di Eluana, la donna morta lo scorso 9 febbraio dopo 17 anni trascorsi in stato vegetativo.
Nel corso di un dibattito sui diritti del paziente e le scelte di fine vita organizzato al circolo Arci Bitte di Milano con gli avvocati Marilisa D’amico e Massimo Clara, sostenitore dell’associazione Hera, Englaro ha raccontato: «Nei 17 anni in cui Eluana è rimasta in stato vegetativo, non sono mai sceso in politica, ma sono rimasto nella società».




Ma Masi è un manager fallito o semplicemente in malafede?

Ricapitolando brevemente, poi ne scriverò di più: con questa nuova chiavetta, gli abbonati Sky torneranno a vedere i canali Rai che Masi aveva tolto dalla piattaforma Sky.
Per toglierli, la Rai ha rifiutato 60 milioni di euro l’anno per sette anni.
Adesso la Rai ridarà agli abbonati Sky (senza incassare un euro) quei canali che solo tre mesi fa ha rifiutato di dare in cambio di 60 milioni di euro l’anno.
Avendo rifiutato i soldi di Murdoch, quest’anno la Rai chiuderà in rosso di 50 milioni.
Se la Rai fosse un’azienda normale, Masi lo metterebbero a fare il custode notturno a Saxa Rubra.

via Piovono Rane

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