mercoledì 21 ottobre 2009

Il silenzio è colpevole


Non è più tollerabile. Per me, almeno. Vedo che a Roma invece si tollera, invece. Eppure ogni giorno c'è un'aggressione a gay o a immigrati, un'escalation orribile, insensata e impunita. Abbiamo un sindaco fascista, ce ne dobbiamo fare una ragione. Ma questa roba una ragione non ce l'ha, se non con il senso di impunità di cui le squadracce - che siano o no politicamente organizzate è poco interessante - in azione nella capitale godono. E per forza: quando il sindaco - che a parole condanna gli aggressori - si circonda dei "suoi", i vecchi amici del Fronte della gioventù sempre in bilico tra legalità e eversione, lancia un messaggio inequivoco: io sono quello di allora, andate avanti ragazzi.




martedì 20 ottobre 2009

Accordo mafia-stato: il gioco degli specchi

Mori nega tutto
"Non ci fu nessuna trattativa tra la mafia e lo Stato". Lo ha detto il prefetto Mario Mori, ex comandante del Ros dei carabinieri, che ha reso dichiarazioni spontanee davanti al Tribunale di Palermo nel processo in cui e' imputato di favoreggiamento aggravato di Cosa Nostra, assieme al colonnello Mauro Obinu, per la mancata cattura del boss Bernardo Provenzano nel 1995. Mori ha spiegato di aver incontrato piu' volte l'ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino, ma ha negato che vi sia stata una trattativa sul cosi' detto 'papello', le richieste dei boss allo Stato, messe nero su bianco da Toto' Riina.




Procuratore Grasso, mi spieghi un attimo un paio di cose


Dunque della trattativa sapevano cani e porci. Da «Ninu Ballerinu», il dio del pane con la milza a Palermo, al procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. Noi invece eravamo presi quotidianamente per il culo.
Guardati con ironia dall'alto dei palazzi di Palermo e di Roma. Morto Falcone, l'ex comandante del Ros Mario Mori, il colonnello Mauro Obinu, Nicola Mancino e gli altri galantuomini che trattavano con la mafia, mentre la gente al funerale del loro giudice piangeva la morte del proprio futuro, loro ridevano sotto i baffi, loro mediavano, loro contattavano, loro corteggiavano. Loro trattavano e tramavano, e se la vita del rompipalle Paolo Borsellino valeva la trattativa, beh, qualche sacrificio bisognava farlo.




Aiutiamo la Moratti a fare il bilancio di fine mandato...

Sarebbe giusto che il Sindaco di Milano, Letizia Moratti e il Presidente del Consiglio comunale rendano pubblica la seduta del 21 ottobre, seduta nella quale Letizia Moratti farà un bilancio del suo mandato, affinchè la maggior parte dei cittadini possano prendervi parte.
Nel frattempo l'aiutiamo a fare il bilancio del suo mandato attraverso le sue presenze in Consiglio Comunale:




Cifre sull'Abruzzo, al di là della propaganda di regime

Desidero farvi leggere ancora una volta il post di Anna Pacifica Colasacco, una blogger aquilana che non si arrende.




La storia del ponte di Messina è la storia delle solite armi di distrazioni di massa

La storia del ponte di Messina è la storia delle solite armi di distrazioni di massa. Spenderemo soldi pubblici, i privati non metteranno un euro, la mafia gongolerà, i territori saranno ancora più devastati dai lavori collaterali che saranno gli unici ad essere iniziati: non c’è neanche il progetto esecutivo!

“Non metteremo mai le mani nelle tasche degli italiani”.

Quante volte avete sentito declamare questa bella frase dal Premier o da altri? Molte volte, eppure è dimostrabile come essa sia una delle maggiori bufale delle storia repubblicana. Un’illusione delle tante, ideata dal prestigiatore di Arcore e smentita sempre dai fatti. Come anche peraltro nel caso in esame. Basta seguire con un po’ di attenzione la questione del ponte sullo stretto di Messina e si vede subito come in realtà pagheremo tutti l’ennesima stupidaggine di immagine del Premier ed in più ci troveremo con territori più devastati e nessun vantaggio per economia ed occupazione anzi solo qualche regalo alle famigie mafiose del circondario.
Qualche peones della PDL ha voluto evidenziare un’analogia tra il tunnel sotto la Manica ed il ponte dello Stretto.




lunedì 19 ottobre 2009

La trattativa tra mafia e stato ci fu: lo conferma Grasso


Il procuratore antimafia Piero Grasso ha recentemente rilasciato delle dichiarazioni esplosive: il magistrato infatti conferma che venne effettivamente avviata una trattativa tra mafia ed esponenti delle istituzioni, trattativa che «salvò la vita a molti politici». Ecco un brevissimo riassunto di quanto emerge: è un quadro incompleto sicuramente, ma contiene già parecchi spunti interessanti.