giovedì 19 novembre 2009

16 anni dopo, con la stessa faccia

«Il partito di Berlusconi è l’ultima trovata di certa stampa. Né io né i miei collaboratori ci siamo mai sognati di entrare in politica».
(Silvio Berlusconi, Teatro Manzoni di Milano, 13 settembre 1993).






Grave episodio di censura a La7


Polemica a La 7 sulla cancellazione di un'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia del programma Reality. Lunedì, a poche ora dalla messa in onda, il direttore Antonello Piroso ha comunicato all'autrice Silvia Resta che la trasmissione veniva cancellata. Motivazione: l'inchiesta aveva una "costruzione a tesi" e "testimonianze unidirezionali". Nei 40 minuti il dossier ripercorreva la vicenda, dal "papello" di Ciancimino fino alle amicizie pericolose di Marcello Dell'Utri. Si evidenziava il ruolo dei fratelli Graviano, "boss mafiosi legati a imprenditori milanesi che diedero vita al primo Club di Forza Italia di Palermo-Brancaccio" (condannati poi per gli attentati ai Georgofili di Firenze e di San Giovanni a Roma). Si dava voce al pentito Gaspare Spatuzza (attraverso uno speaker), ma mancava l'intervista a Dell'Utri. E proprio questa è stata la contestazione che Piroso ha rivolto alla redazione. Qualcuno ha collegato il nervosismo del direttore alle voci di questi giorni, secondo le quali al TgLa7 dovrebbe approdare un nuovo direttore: Piero Vigorelli secondo Dagospia. Svolta gradita a Berlusconi.




Italia dall'estero: «Una legge aiuta il premier italiano nei procedimenti giudiziari»

Ecco cosa scrivono in Olanda (paese libero). 


Un mese dopo che il premier italiano Berlusconi ha perso la sua immunità, la sua coalizione ha lanciato una proposta di legge che deve salvarlo da procedimenti. La conseguenza del disegno di legge presentata ieri è che decine di migliaia di altri sospettati possono sfuggire ai procedimenti a loro carico.
Tra questi i responsabili della frode miliardaria della multinazionale del latte Parmalat, medici in malafede che hanno operato senza motivo e sfregiato clienti, politici e uomini d’affari corrotti, e l’ex-presidente della banca centrale Fazio, che provò a bloccare il passaggio della banca Antonveneta alla ABN Amro.




Regionali, è guerra nel PdL. E disperazione nel PD

In Lazio e in Campania le candidature sono un rebus per il partito di Berlusconi. Gli incastri sono complicati, il rischio di scontentare c’è. I Democratici corrono con poche speranze. E persino i nomi più forti non hanno voglia di rischiare. Ma il bello è che il risiko nel centro destra dipende da D’Alema.

E’ sempre colpa di Baffino. La candidatura di Massimo D’Alema alla prestigiosa poltrona di ministro degli esteri dell’Unione Europea, fortemente sponsorizzata anche dal governo Berlusconi, impone pero’ all’Italia la rinuncia alla seggiola di Commissario dei trasporti ora occupata da Antonio Tajani. Anche a Bruxelles viene applicato alla lettera il manuale Cencelli per la spartizione del potere, in un gioco di scacchi che e’ alla base delle moderne democrazie: si evita di valutare le persone in base alle loro effettive capacita’ e ,quindi, al loro reale effetto benefico nell’ amministrazione della cosa pubblica , e si indulge in una spartizione dei ruoli in base a “quote” e spettanze predeterminate.




mercoledì 18 novembre 2009

Pedinamento del giudice, Brachino sotto inchiesta


Il pedinamento in video del giudice Raimondo Mesiano ha fatto battere un colpo finalmente all’ordine dei giornalisti. Almeno a quello della Lombardia. Ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti di Claudio Brachino, direttore di Videonews, (testata di Canale 5), e conduttore di Mattino 5. Il giornalista è stato messo sotto accusa per il servizio sul giudice di Milano, trasmesso il 14 ottobre e definito dalla federazione nazionale della stampa un “pestaggio mediatico”.




Processo breve, l’appello di Saviano trascina la protesta


«Signor Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul “processo breve” e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto». Ha superato in pochi giorni le 230.000 adesioni l’appello con il quale, rivolgendosi direttamente al premier, Silvio Berlusconi, lo scrittore Roberto Saviano chiede il ritiro della “norma del privilegio”. Nelle ultime ore l’appello è stato sottoscritto anche da registi come Giuliano Montaldo, dall’attore Toni Servillo e dal giallista Andrea Camilleri.




Il governo vende anche l’acqua

Proteste per la privatizzazione degli acquedotti.

La cosiddetta ‘riforma’ dell’acqua, che prevede la privatizzazione di un bene essenziale come l’acqua, è l’ultimo ‘regalo’ del governo Berlusconi, tanto da spingere l’esecutivo a chiedere la fiducia, perchè anche ne centro destra c’è chi non accetta questa soluzione. Entro due anni dovrà essere messo i vendita il comparto idrico ed affidato a privati o ceduto a società miste, nelle quali comunque la proprietà pubblica dovrà essere minoritaria.